Le suore di clausura clarisse, con una lettera aperta pubblicata su Avvenire si dicono disponibili ad ospitare migranti

Le suore di clausura clarisse, con  una lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al premier Giuseppe Conte, si dicono disponibili ad ospitare migranti nei propri conventi.

La missiva è stata pubblicata sul quotidiano Avvenire che sostiene l’iniziativa, invitando altre istituzioni religiose ad imitarla.

Molti monasteri disponibili

Nella lettera si legge che i migranti “fuggono da persecuzioni, guerre e carestie“. Pertanto, ”molti monasteri italiani, appartenenti ai vari ordini, si stanno interrogando su come contribuire concretamente all’accoglienza dei rifugiati, affiancando le istituzioni diocesane. Alcuni già stanno offrendo spazi e aiuti”. Nello stesso tempo, si invitano le istituzioni governative affinché ”si facciano garanti della dignità” degli immigrati e li ”tutelino dal razzismo e da una mentalità che li considera solo un ostacolo al benessere nazionale”.

Di pari tenore la risposta del direttore di Avvenire Tarquini, che commenta:

(…) Queste donne che hanno interamente consacrato la loro vita a Dio e alla preghiera di lode e di intercessione mi scrivono spiegando in modo semplice e diretto l’intento che le muove da religiose e da cittadine: «Desideriamo esprimere pacificamente il nostro pensiero su quanto sta succedendo nel nostro Paese e offrire un contributo civico al bene comune, ispirandoci al Vangelo». E aggiungono: «Crediamo che farlo insieme, come sorelle appartenenti a diversi Ordini, abbia una sua forza in termini di comunione e di testimonianza evangelica. Per questo, dopo la raccolta delle presenti adesioni, intendiamo lasciare la possibilità di sottoscrivere la lettera ad altri Ordini, Istituti e comunità religiose che ne condividessero i contenuti e la modalità».

Il direttore di Avvenire prosegue dicendo che si tratta di “una sottoscrizione aperta ad altre comunità di persone consacrate” e che ”si aspettano altre adesioni da comunicare inviando una mail in redazione”.

Quindi Tarquini aggiunge che “allo stesso indirizzo potranno essere inviate anche richieste di chiarimento o d’informazione. Grazie di cuore, dunque, alle sorelle claustrali dei 62 Monasteri firmatari e a quanti penseranno e daranno una possibile e necessaria riposta nei gesti e con le parole della nostra vita personale e associata”. 

Che dire? Con tutto il rispetto per il carisma delle monache clarisse non posso tacere sul fatto che nelle loro parole si evidenzia  una presa di posizione prettamente posizione politica.  Ciò è reso possibile dall’utilizzo  di un indottrinamento esterno che arriva evidentemente fin all’interno dei monasteri di clausura.

E’ evidente che se i fatti sono rappresentati dai media e dalla gerarchia ecclesiastica in maniera fuorviante, saranno appresi in maniera discordante dalla realtà fin ai ‘tralci’. Insomma si vede il frutto di una ideologia che ”se la canta e se la suona” da sola, non facendosi scrupolo neanche un ordine stimato come quello delle clarisse.

La risposta di Avvenire a siffatte dichiarazioni d’intenti non poteva che essere in linea: il quotidiano cattolico della CEI è una delle teste d’ariete della diffusione dell’ideologia globalista  e nello stesso tempo  rappresenta  una delle voci più seguite in ambito immigrazionista.

@vietatoparlare