la verità deve essere tenuta nascosta… " a che serve"?

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da tg com  28 dic 2010: il ruolo dell’Iran nella battaglia di Nassiriya

Ancora una volta le notizie emerse dai report classificati resi noti a da WikiLeaks non rivelano nulla di nuovo ma confermano una realtà in molti casi taciuta dalle fonti ufficiali. Un rapporto dell’intelligence italiana dall’Iraq redatto nella primavera del 2004, otto mesi dopo l’inizio della missione militare Antica Babilonia a Nassirya, informava dell’arrivo in città di 400/500 combattenti “provenienti dall’Iran”.

WikiLeaks ha pubblicato il resoconto nella sezione Iraq Diary, nel quale un documento statunitense riprende “un breve resoconto dell’intelligence italiana” secondo il quale l’obiettivo dei miliziani provenienti dall’Iran era “attaccare il compound italiano“. All’epoca le truppe italiane erano concentrate nella base di White Horse, circa cinque chilometri a sud di Nassirya e nella base logistica di Camp Mittica, all’interno dell’area militare statunitense dell’aeroporto di Tallil, 20 chilometri dalla città. Dopo l’attentato contro la Base Maestrale del novembre 2003 non erano più presenti presidi fissi italiani a Nassirya.

Il rapporto segnalava che le armi in dotazione ai miliziani erano fucili Ak-47, lanciarazzi e mortai stoccati “all’interno del palazzo del centro per l’agricoltura”, e in una scuola vicino a uno dei tre ponti sul fiume Eufrate. “L’attacco sarebbe stato lanciato con un ordine di Moqtada Sadr”, il leader estremista sciita, mentre gli autori del rapporto riferiscono che “la fonte ha un certo grado di affidabilità”. Il file, datato 8 aprile 2004, si riferisce ad un rapporto arrivato un mese prima. Il 6 aprile iniziò a Nassiriya la prima di tre battaglie dei ponti che videro i nostri soldati liberare parte della città caduta in mano ai miliziani.

La battaglia inaugurò un lungo periodo di conflittualità che vide protagonisti gli italiani fino a settembre.(Video) Tra i circa 250 miliziani caduti nella prima battaglia dei ponti erano presenti molti stranieri che la popolazione di Nassirya indicò essere di nazionalità iraniana e indiscrezioni confermarono che molti pasdaran (i guardiani della Rivoluzione di Teheran) affiancavano in battaglia i miliziani che a Nassirya erano guidati dall’Imam Aws al-Khafaji.

L’aspetto interessante che emerge dal file di WikiLeaks è che l’intelligence italiana sapeva già da tempo della presenza dei miliziani arrivati dall’Iran e aveva quindi ampie prove del ruolo di Teheran nelle operazioni di guerriglia condotte contro il nostro contingente che tra il luglio 2003 e il dicembre 2006 registrò 33 caduti in Iraq.

Ciò nonostante Roma non minacciò mai il regime iraniano di rappresaglie o di rompere le relazioni diplomatiche né attaccò mai pubblicamente Teheran come invece fecero i britannici che a Bassora e dintorni persero 179 soldati contro i miliziani iraniani e filo-iraniani. Vale poi la pena sottolineare che al-Khafaji, che aveva lanciato il jihad contro gli italiani, non venne mai arrestato o ucciso dai militari italiani che pure avevano i mezzi per individuarlo e neutralizzarlo.