La UE diserta sprezzante la conferenza per i rifugiati promossa da Damasco, Russia dona un miliardo di dollari

Il rappresentante UE per gli esteri Borrel ne approfitta per ribadire che finché esiste il "regime ed i suoi sostenitori", la Siria non è un posto vivibile.

La UE diserta sprezzante la conferenza per i rifugiati promossa da Damasco, Russia dona un miliardo di dollari 5

Souk Khan Al-Harir

[su_dropcap style=”default” size=”3″ class=””]L'[/su_dropcap]11 di novembre si è aperta a Damasco (Siria) la Conferenza Internazionale promossa dal governo siriano per favorire il ritorno dei 5,5 milioni di rifugiati che sono specialmente il Libano, Turchia, Giordania. Ovviamente, si chiede un aiuto perchè questo avvenga anche sotto il controllo internazionale. Alla conferenza hanno partecipato Cina, Russia, Iran, Libano, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Pakistan e Sultanato dell’Oman e altri.

Molti paesi sono stati invitati, ma solo 27 hanno accettato di partecipare, presenti anche Onu e Comitato internazionale della Croce Rossa. La Turchia, uno dei principali sostenitori delle forze antigovernative, non è stata invitata. Un altro vicino, la Giordania, che ospita anche rifugiati siriani, non ha partecipato. 

La risposta occidentale è stata unanime: l’iniziativa è prematura perchè non ci sono le condizioni di sicurezza ed economiche. E’ chiaro che questa risposta è quantomeno ambigua per una serie di ragioni . La prima ragione è che una analoga conferenza l’occidente l’ha organizzata in kuwait nel 2016 ma allora era indirizzata al sostegno delle parti della Siria occupate dai ribelli. Evidentemente quando si tratta del territorio soggetto al dominio di al Qaeda ed affini, i temi sono maturi.

Possiamo ben dire allora che l’occidente sostiene i propri dittatori mentre è molto sensibile a forme di governo che non gli corrispondono. Persegue quindi ancora – anche se in forma meno decisa il regime change –  nonostante mezzo milione di morti e la radicalizzazione del conflitto, avrebbe dovuto sconfessare questo tentativo.

UE , Canada e USA dicono che le condizioni per il rientro dei rifugiati non ci sono perchè Assad non rispetta gli standard umanitari. 

Questa affermazione è un ossimoro ma è la risposta che ricalca tutte le posizioni dei singoli paesi occidentali. Equivale a dire che per far rispettare ad Assad gli standard umanitari, va bene negare a ogni singola persona in Siria il carburante per i trasporti, la ricostruzione, il riscaldamento e l’elettricità.


[su_heading style=”flat-blue” size=”24″]Russia [/su_heading]

All’appello ha risposto la Russia, ha appena donato 1 miliardo di dollari USA alla Siria per il ripristino delle reti elettriche, delle industrie e degli oggetti di culto religioso.
Potrebbe sembrare che la cifra sia minuscola per le necessità enormi della Siria ma bisogna tener conto che la Russia è un paese non ricco e che il paese al quale ha indirizzato la cifra la Siria ha un bilancio statale di 5 miliardi annui.



La conferenza avviene due giorni dopo che  il presidente  Trump ha  aumentato le sanzioni contro la Siria, estendendole a petrolio e medicinali più altri funzionari statali.  Stessa cosa ha fatto la UE.

Questo, dovrebbe far riflettere quando per la maggior parte delle volte i nostri giudizi si basano su posizioni precostituite e non impariamo più nulla dalla realtà che continuamente ci interpella personalmente.

Ovviamente è un non senso impegnarsi per una Europa pacifica ed integrata, quando si distrugge uno dei più splendenti esempi di convivenza pacifica tra cristiani e musulmani.

Ma tant’è. Alla conferenza che il presidente Assad ha indetto a Damasco per il ritorno dei siriani rifugiati all’estero, l’Unione Europea ha risposto sprezzante che non ci sono ancora le condizioni per il ritorno dei rifugiati.

[su_heading style=”flat-blue” size=”24″]Unione Europea: la situazione non è ancora sicura per i rimpatri. [/su_heading]

Josep Borrell

Il rappresentante della politica estera dell’UE Josep Borrell ha detto che i membri dell’UE non prenderanno parte poiché la situazione non è ancora sicura per i rimpatri.

[su_quote cite=”al Arabiya” url=”https://english.alarabiya.net/en/News/middle-east/2020/11/10/EU-shuns-Russian-backed-conference-on-return-of-Syrian-refugees”]”L’UE ei suoi stati membri non parteciperanno a questa conferenza”, ha detto Borrell, aggiungendo che lui e i ministri degli esteri di “un certo numero” di paesi dell’UE erano stati invitati.

“Mentre la decisione di rimpatrio deve essere sempre individuale, le condizioni all’interno della Siria attualmente non si prestano alla promozione di rimpatri volontari su larga scala, in condizioni di sicurezza e dignità in linea con il diritto internazionale”.

Borrell ha affermato che la priorità della Siria deve essere “creare le condizioni per un ritorno sicuro, volontario, dignitoso e sostenibile dei rifugiati” in linea con la guida dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. E ha ribadito che “il regime ei suoi sponsor” dovrebbero impegnarsi con il processo di pace stabilito da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e rilasciare i suoi detenuti.[/su_quote]

Questa è la posizione della nostra casa comune europea, così attenta al tema dei migranti, all’ecologia ed al New Deal ma evidentemente così lontana da un uso della ragione che accolga l’evidenza di ciò che è l’uomo. L’Unione Europea continua a usurpare l’eredità del suo passato svuotandola e plasmandola a piacimento con infinita cinicità, trasformandola in oppressione e morte ove qualcuno non si sottomette al proprio diktat.

La UE non è capace neanche di tornare sui propri passi e riconoscere i propri errori anche quando essi sono manifesti. Si definisce una Unione ‘laica’ che non è legata a nessuna religione e che ‘laicamente’ usa la ragione ma sono decenni che non ne dà prova.

[su_heading style=”flat-blue” size=”24″]Canada: le condizioni per il ritorno dei rifugiati non esistono [/su_heading]

Justin Pierre James Trudeau – foto parstoday

Anche il Canada non lascia cadere la ghiotta occasione per dire la sua:Il Canada non parteciperà all’evento co-ospitato da Russia e Siria sul rientro dei rifugiati a Damasco. Il Canada sostiene rimpatri dei rifugiati sicuri, volontari e dignitosi. Le condizioni per tali resi in Siria non esistono”, questo il messaggio del governo canadese. Sembra ‘lo spinning’ del testo europeo.

Anche il Canada dicendo che le condizioni non esistono con grande ipocrisia, finge di non vedere una evidenza: le sanzioni che strangolano l’economia potrebbero avere qualcosa a che fare con la Siria in condizioni così terribili.

[su_heading style=”flat-blue” size=”24″]Stati Uniti: ha declinato l’invito e ha plaudito le sanzioni europee[/su_heading]

rappresentante speciale degli Stati Uniti per la Siria James Jeffrey

Il giudizio degli Stati Uniti non è pervenuto. Ma il rappresentante speciale americano per la Siria ha plaudito le sanzioni europee. L’ostilità degli stati uniti è stata esplicitata anche dal vice ambasciatore di Washington presso le Nazioni Unite, Richard Mills. (vedi qui)

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[su_heading style=”flat-blue” size=”24″]Per quanto possono, i siriani continuano la ricostruzione[/su_heading]

La Siria nonostante, le difficoltà esistenti in tempo di guerra, continua la sua opera di ricostruzione interna (lotta alla corruzione, sicurezza etc) e di ricostruzione vera e propria del tessuto produttivo, sociale e delle infrastrutture.

Ecco alcuni esempi recenti di opere completate:

Le necessità sono enormi e l’emergenza per la svalutazione della moneta nazionale – acuita dalla crisi in Libano – si fa sempre più sentire , tuttavia è commovente vedere che la Siria non dimentica nella sua lotta contro le forze del male il suo passato, la sua identità la sua anima, l’arte, segno di ciò che l’uomo può essere e a cui l’uomo tende , la bellezza.

Ricostruzione stadio di Aleppo

[su_heading style=”flat-blue” size=”24″]Conclusione[/su_heading]

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Chi è libero mentalmente capisce che le giustificazioni occidentali non reggono. E’ lapalissiano che i siriani che sono all’estero debbano avere la libertà di scegliere autonomamente.

C’è chi si è rifatto una vita all’estero. Magari migliore di quella che aveva in patria , come condizione. Ma è anche vero che c’è chi all’estero vive per strada e in Siria ha lasciato una casa. Per queste persone probabilmente , tornare sarebbe una vita migliore, sarebbe una opzione ponderabile.

Poi ci sono gli sfollati interni. Molti rifugiati siriani vivono soffrendo, nei campi per sfollati interni, nelle tende, nei campi profughi come al Tanf. Sarebbe saggio almeno esplorare le opzioni per il loro ritorno.

Sono i rifugiati che devono decidere autonomamente ma la comunità internazionale deve predisporre le condizioni per il loro ritorno, visto che ha predisposto le condizioni per il loro allontanamento. 

Allora l’occidente abbassi il ditino accusatore.

Sarebbe un nuovo passo, un passo di dignità contribuire alla ricostruzione in Siria. Finanziare cure mediche, scuole. Potrebbe anche finanziare miglioramenti nelle strutture di detenzione, visto che l’Occidente nomina puntualmente i prigionieri in una guerra ancora in corso.

patrizioricci by @vietatoparlare

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appendice:

sanzioni UE – https://sanctionsmap.eu/#/main/details/32/lists?search=%7B%22value%22:%22%22,%22searchType%22:%7B%7D%7D

conferenza per gli aiuti ai rifugiati 2016: https://www.gov.uk/government/topical-events/supporting-syria-conference-2016/about

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