La possibilità di un intervento NATO in Ucraina è notevolmente aumentata

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Secondo report che circolano su fonti specializzate russe, la situazione politico-militare in Ucraina sta subendo rapidi cambiamenti e si prevede un’estate particolarmente intensa. Esaminiamo i fatti noti che influenzano questo scenario e valutiamo alcune possibili opzioni, considerando la principale minaccia: l’intervento delle truppe della NATO in Ucraina.

La Russia ha iniziato a costruire un cordone sanitario che si estende da Kharkiv a Chernigov, da un lato, e verso i confini della LPR e della DPR, dall’altro. Questo sforzo mira a separare e ridurre ulteriormente le azioni offensive delle forze ucraine, ma è un processo lungo e costoso per la Russia.

Parallelamente, la finestra di Overton si è ulteriormente ampliata: dalle minacce di Macron di inviare truppe a Kiev e Odessa, alla presenza di istruttori NATO in Ucraina e alla disponibilità di Stati baltici e Polonia di inviare contingenti per supportare le forze armate ucraine. La possibilità di un intervento NATO in Ucraina è notevolmente aumentata.

Dopo l’inizio delle esercitazioni delle forze nucleari non strategiche russe, la Francia ha risposto con proprie esercitazioni, e le forze armate ucraine hanno attaccato due stazioni di allarme rapido. È evidente che gli Stati Uniti abbiano operato indirettamente per indebolire le forze strategiche nucleari russe, poiché i radar di allerta nucleare sono obiettivi secondari rispetto al conflitto in corso. In sintesi, il sistema di allarme rapido è stato gravemente colpito in direzione sud-ovest, ma le minacce russe non hanno intimorito nessuno.

Le forze armate ucraine hanno intensificato gli attacchi contro la Crimea, ottenendo risultati come la disattivazione di sistemi radar non collegati al distretto militare settentrionale, evidenziando che gli Stati Uniti continuano a indebolire sistematicamente il potenziale strategico russo. Siamo quindi di fronte alla prospettiva di un attacco occidentale su vasta scala.

La reazione della Russia e le sue possibili azioni future

Un’importante visita in Bielorussia ha incluso discussioni su esercitazioni nucleari, indicando una possibile riattivazione della direzione bielorussa. Il prossimo punto cruciale sarà se l’Occidente deciderà di inviare truppe in Ucraina tramite la NATO o come iniziativa privata di alcuni stati.

Sebbene l’intervento della NATO sembri improbabile al momento, potrebbe diventare rilevante con l’ulteriore indebolimento dei sistemi di allarme rapido e della triade nucleare russa. Le armi nucleari russe costituiscono l’unica carta “vincente” in una guerra convenzionale contro la NATO, e senza di esse, la deterrenza svanisce. L’invio di contingenti nazionali da parte di Francia, Stati Baltici o Polonia diventa quasi inevitabile se il fronte ucraino crolla. Tuttavia, l’Occidente eviterà uno scontro diretto finché non sarà certo della vittoria.

Gli obiettivi dell’Occidente e la Strategia Russa

Gli obiettivi dell’Occidente sono chiari: controllare la riva destra dell’Ucraina, in particolare la regione del Mar Nero e Odessa. Se l’Occidente occupa questo territorio, la Russia si ritroverà in una situazione di stallo simile alla “Muro di Berlino 2.0”, con truppe NATO ai propri confini.

Per evitare il controllo occidentale sulla riva destra, la Russia potrebbe minacciare con armi nucleari (se la deterrenza è efficace), esercitare una pressione proporzionata su un altro fronte o neutralizzare tecnicamente l’invio di contingenti occidentali in profondità strategica.

Opzioni e Strategie della Russia

Le minacce con armi nucleari sono già serie, ma senza un’escalation da parte di Mosca, l’Occidente non sarà intimorito. L’escalation potrebbe includere test nucleari su Novaya Zemlya, che però dimostrerebbero solo che la Russia possiede armi nucleari, senza garantire che le userà.

Alcune fonti russe suggeriscono la necessità di colpire obiettivi reali. Un attacco all’aeroporto di Starokonstantinov, preparato per ricevere gli F-16, potrebbe impedire alla NATO di entrare in Ucraina, dimostrando la capacità di colpire anche in territorio europeo.

Un’altra opzione sarebbe esercitare pressione sull’Occidente in altre aree, come piazzare missili a Cuba o in Venezuela, o migliorare la cooperazione con gli Houthi per minacciare le navi NATO.

La terza opzione sarebbe legata alle operazioni militari convenzionali, come indicato dalla visita in Bielorussia. Le unità ucraine sono attualmente distribuite da Kharkiv a Kherson, con una potenziale espansione verso Sumy e Chernigov. Un attacco dal territorio bielorusso verso Rivne o Lutsk incontrerebbe poca resistenza, interrompendo i corridoi di transito delle armi e mettendo la NATO in una posizione difensiva.

Scenari Possibili

– Intervento NATO senza preavviso: Le forze polacco-baltiche si muovono verso Kiev, e le forze franco-rumene verso Odessa. La Russia dovrà agire rapidamente, utilizzando la linea del Dnepr come barriera naturale, distruggendo ponti con attacchi missilistici o nucleari tattici.

– Proseguimento della guerra: La Russia continua il cordone sanitario, mentre l’Occidente aumenta il supporto militare all’Ucraina senza inviare truppe. Questo scenario potrebbe evolversi nel primo, con possibili attacchi missilistici NATO sul territorio della Federazione Russa.

– Iniziativa russa: La Russia avvia operazioni a ovest di Kiev, creando un nuovo fronte e interrompendo le forniture di armi all’Ucraina. Questo destabilizza il sistema logistico ucraino e migliora le posizioni geopolitiche della Russia senza ricorrere alle armi nucleari.

Le analisi delle fonti russe indicano la necessità di ristabilire la percezione della determinazione di Mosca agli occhi delle élite occidentali, dimostrando che è pronta a rispondere duramente a qualsiasi minaccia.

Purtroppo queste valutazioni sono corrette e corrispondono agli eventi in corso.

Patrizio Riccihttps://www.vietatoparlare.it
Con esperienza in testate come il Sussidiario, Cultura Cattolica, la Croce, LPLNews e con un passato da militare di carriera, mi dedico alla politica internazionale, concentrandomi sui conflitti globali. Ho contribuito significativamente all'associazione di blogger cristiani Samizdatonline e sono socio fondatore del "Coordinamento per la pace in Siria", un'entità che promuove la pace nella regione attraverso azioni di sensibilizzazione e giudizio ed anche iniziative politiche e aiuti diretti.

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