Alla popolazione di Deir Ezzor preclusi libertà di movimento, commercio, ricongiungimento famigliare

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Il breve video dell’agenzia russa Rusvesna descrive la situazione umanitaria intorno a Deir ez-Zor nella zona detenuta dagli USA e dalle forze curde alleate. Il maggior problema  per la popolazione è il movimento precluso tra le due rive del fiume (mentre ne ha assoluta necessità). I ponti sono stati quasi interamente distrutti e questa situazione acutizza la crisi umanitaria in atto. Questo problema paradossalmente non cesserà con la sconfitta dell’ISIS. La zona controllata dal governo siriano e quello controllata dalla coalizione USA rimarranno divise per volere di quest’ultima (che condirà il tutto con le sanzioni esistenti e con le altre che si ingegnerà sempre più ad inventare).

Con la liberazione degli insediamenti sulla riva sinistra dell’Eufrate dall’ISIS – allo scopo di facilitare il crescente bisogno di viaggi a parenti, negli ospedali e di mobilità per il commercio – fu programmato di aprire molti altri punti di attraversamento, per costruire nuovi ponti e istituire nuovi traghetti per attraversare l’Eufrate.

Ma all’inizio del febbraio 2019, unilateralmente, senza fornire chiare spiegazioni, la leadership delle “forze democratiche siriane” ( SDF ) chiuse il passaggio tra Jazeera e Salkhiyak Deir e proibì la costruzione di un ponte temporaneo sull’Eufrate, che era stato precedentemente coordinato con il governo siriano.

Questo è uno dei principali motivi di malcontento tra i residenti arabi e la coalizione USA. Questo malcontento sta portando molti militanti arabi di SDF a passare  dalla parte controllata dal governo, mentre si registrano manifestazioni di protesta e disordini in varie località della zona, come oggi a Tayana e precedentemente a Dibah e Khavaezh.

@vietatoparlare