La polemica di Salvini dice che il vaccino produce varianti: cosa c’è di vero al di là degli opportunismi?

Questo ‘il fattaccio’ riassunto da Repubblica:

Per Matteo Salvini, leader della Lega, “le varianti nascono come reazione al vaccino”. Poche parole, pronunciate nel corso della trasmissione a ‘L’aria che tira’ su La7, scatenano le reazioni degli esperti che smontano le teorie di Salvini. “Io sono vaccinato, posso prendere il virus e posso trasmetterlo. Se faccio un tampone ora, vedo se sono negativo. Lo strumento imbattibile per vedere se una persona è negativa in un momento è il tampone. Il vaccino non mi rende totalmente immune. Proviamo a fare informazione corretta: le varianti nascono come reazione al vaccino”, ha detto Salvini. (…)

Questa affermazione ha scatenato una reazione inappropriata dal PD e dintorni. Quello che ho potuto notare è che le accuse e l’invito ad uscire dalla maggioranza etc, scatenate dopo l’affermazione di Salvini, sono state stranamente prive di una  risposta di una certa caratura scientifica. Questo è sorprendente, perché, Salvini non ha fatto altro che riportare la posizione di una parte della comunità scientifica, anche se minoritaria.

Sì, perchè in realtà, Salvini non ha ripreso il mago Otelma, ma il virologo francese Luc Montagnier che ha fatto questa affermazione in una recente intervista per un documentario chiamato “Hold-Up”.

In un videoclip dell’intervista che circola su siti come Facebook, Montagnier afferma che il nuovo coronavirus non muore di fronte agli anticorpi prodotti dai vaccini. Invece, trova “un’altra soluzione” e quella soluzione sono le varianti.

Montagnier, che ha vinto il premio Nobel per la medicina per aver identificato l’HIV, ha ampliato ulteriormente la sua affermazione, dicendo: “Lo vedi in ogni paese; è lo stesso: la curva delle vaccinazioni è seguita dalla curva dei decessi”.

In altre parole, questa tesi dice che siccome i vaccini non sono sterilizzanti, alla pari degli antibiotici, i vaccini aiutano a sviluppare varianti più resistenti per superare la barriera del vaccino.

Tuttavia, altri esperti medici affermano che Montagnier si sbaglia e che la scienza mostra che è vero il contrario.

Ovviamente, la domanda è d’obbligo: perchè chi si discosta dalla narrativa ufficiale – anche quando trattasi di scienziato di fama internazionale – viene abbondantemente screditato automaticamente, senza un serio confronto? Perchè sui media hanno accesso solo unilateralmente solo medici e scienziati che non fanno che ripetere sé stessi?

Possiamo notare che c’è una grande confusione in merito, alimentata proprio da chi si scandalizza di posizioni che definisce ‘ irresponsabili’. Infatti, nelle repliche taluni media attingono sempre a fonti scientifiche di provata fedeltà alla narrativa prevalente, senza offrire contradditorio.

Ma vediamo cosa dicono le fonti certe e ‘scientifiche’, ovvero quelle considerate ‘ufficiali’:

Sulla pubblicazione medica Healthline (un sito Web americano e fornitore di informazioni sanitarie con sede a San Francisco) Peter Stoilov, professore associato di biochimica che sta guidando gli sforzi di sequenziamento della variante SARS-CoV-2 in West Virginia, risponde dicendo che Montagnier è “completamente pazzo”.

Questa sua versione corrisponde un po’ a tutta la schiera del mondo scientifico che sposa la condanna a Salvini che non ha fatto altro che riportare una posizione di un noto scienziato, apprezzato e conosciuto in tutto il mondo.

Quindi vediamo cosa dice  Peter Stoilov di concreto, sorvolando sull’ “è completamente pazzo” (che ovviamente , come esordio nel dare una spiegazione scientifica, è un esordio totalmente gratuito e brutale):

  • inizio citazione-

Allora, Peter Stoilov, ha affermato: “Il fatto su cui basa la sua tesi è che le mutazioni possono cambiare gli epitopi che il sistema immunitario ha appreso dalla vaccinazione, e questo dà un certo vantaggio selettivo al virus. Di conseguenza, nella sua mente, questo ‘creerebbe’ nuove varianti più pericolose”, ha detto.

Tuttavia, Stoilov ha sottolineato che “la selezione non fa emergere nuove varianti; ne seleziona semplicemente alcuni”.

“Le mutazioni e le varianti si verificano in modo casuale e indipendentemente dalla vaccinazione o da qualsiasi altro processo di selezione. In effetti, possono precedere la selezione di anni o millenni”, ha detto Stoilov.

Ha inoltre spiegato che le mutazioni che definiscono le attuali varianti di SARS-CoV-2 sono emerse prima che i vaccini fossero creati o diventassero ampiamente disponibili.

Ha aggiunto che sono emersi in più individui non vaccinati indipendenti da tutto il mondo e continuano a ripresentarsi casualmente in linee non correlate del virus.

Stoilov ha detto che è un fatto ben consolidato che la selezione non provoca mutazioni.

“I fatti che il dottor Montagnier ignora sono che, sebbene la vaccinazione possa selezionare alcune varianti, è ancora efficace nel sopprimerle e l’effetto complessivo è una drastica riduzione delle infezioni e una malattia più lieve quando il virus riesce a sfondare il vaccino, ” Egli ha detto.

Stoilov ha detto che Montagnier non solo sta confondendo la correlazione per causalità con la sua affermazione, ma che non sta nemmeno usando una correlazione praticabile per sostenere l’argomento.

Se i vaccini stessero creando nuove varianti pericolose, Stoilov ha affermato che vedremmo emergere nel tempo proporzionalmente più nuove varianti tra le popolazioni vaccinate rispetto alle parti del mondo non vaccinate.

Ci sarebbe anche molta più diversità tra le varianti del virus nei paesi con alti tassi di vaccinazione e una maggiore diffusione della malattia e mortalità tra le persone vaccinate.

“Non vediamo niente di questo. In realtà, vediamo esattamente il contrario”, ha detto Stoilov. “In luoghi con alti tassi di vaccinazione, il numero dei casi e la mortalità stanno diminuendo; la diversità virale è limitata a poche (da una a tre) varianti; e, finora, non stanno emergendo nuove varianti tra le popolazioni vaccinate”.

Infine, Stoilov ha sottolineato che sebbene tendiamo a dare molto credito all’autorità dei premi Nobel, ciò non significa necessariamente che sappiano sempre di cosa stanno parlando.

  • fine citazione

A questo punto Montagner potrebbe rispondere che anche Stoilov è pazzo, ma non lo ha fatto. Probabilmente è una questione di stile, una questione deontologica. e la questione deontologica qui è centrale.

Io non sono virologo, né scienziato. Ma noto che c’è un clima ‘curiale’ che non è adatta ad una crisi sanitaria.

Poi ognuno può avere una posizione ma la posizione non deve essere mai ideologica e qui nel dibattito da tempo non si può dire che si sta solo insinuando qualcosa di ‘estraneo’ al dibattito scientifico, il dibattito scientifico è completamento sostituito da tesi precostituite e reperite a secondo della conclusione che si vuole raggiungere.

Colpisce anche che il mondo politico che ha criticato fortemente Salvini ha anche richiamato una sorta di ordine di regimentazione, questo è del tutto offensivo per il Paese

Ovviamente, questo tipo di reazione non doveva accadere. Ma, diciamocelo francamente, questo ormai sta diventando un carattere distintivo. La politica sta consolidando questo tipo di approccio. E in particolare non la politica generica, ma i governi in carica ( e con loro lo stuolo di media asserviti).

@vietatoparlare

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