La legge ungherese sugli LGBTQ parla chiaro e Bruxelles reagisce in modo disonesto

Al fondo, una giusta preoccupazione ha scatenato l'isteria collettiva europeista, palesando ancora una volta l’incapacità di pensiero critico, sostituito dal pensiero unico.

L‘Unione Europea è mobilitata contro l’Ungheria per la famosa legge ‘contro i diritti umani ed i valori europei’. Ma legge ungherese parla di evitare la propaganda nelle scuole e non incentiva affatto la discriminazione.

Evidentemente Bruxelles ha in agenda proprio un cambiamento imperniato sulla inesistenza definita dei sessi , giudicando che l’orientamento sessuale si può scegliere per puro desiderio, a prescindere dal proprio orientamento reale. In altri termini, la UE vuole fare in modo che il ‘grande reset’ sia insegnato a scuola in modo che sia acriticamente accettato dagli scolari.

La UE paventa persino sanzioni contro l’Ungheria, rea di mettere in discussione questa ‘nuovo inizio’. Le sanzioni sono equivalenti a uno stato di assedio contro un paese. Ed in fondo, l’Ungheria sta già reagendo ad uno stato d’assedio.

L’articolo che segue è di di Francesca de Villasmundo e ben descrive la vicenda. 

patrizioricci by @vietatoparlare


L’Ungheria e la legge che tutela i bambini dalla propaganda omosessuale: Orban contro i diktat europei

Francesca de Villasmundo – fonte Media Press

A giugno, l’Ungheria di Viktor Orban ha adottato una legge che vieta la promozione dell’omosessualità tra i minori e punisce la pedofilia. Per il primo ministro ungherese Viktor Orban, questa legge “non riguarda gli omosessuali. Si tratta di come i genitori vogliono educare i propri figli alla sessualità”. E  sicuramente nella speranza di placare le polemiche e mostrare un po’ di comprensione alle autorità di Bruxelles, ha poi aggiunto:

“Sotto il regime comunista, l’omosessualità era punita e io ho combattuto per [la libertà] e [i] diritti [delle persone omosessuali]. Difendo i diritti degli omosessuali”.

Ciò però non è stato sufficiente per placare l’ira della ‘coscienza morale universale’. Tant’è che da Bruxelles, Emmanuel Macron ha risposto:

“Abbiamo valori che sono il nostro fondamento, che ci sono prima ancora della costruzione dell’Ue, e che oggi ne costituiscono il fondamento fondamentale. (…) Si basano sul rispetto della dignità di ogni individuo, e quindi sulla lotta alla discriminazione. La legge, così come viene messa sul tavolo, non mi sembra conforme ai nostri valori e a ciò che è l’Europa. “

“Dobbiamo fare un confronto tra gli Stati membri, sarà franco, sarà deciso, e poi aspetto che le istituzioni europee, in nome di tutti, e in nome dei nostri principi, mettano in atto le procedure che ci si aspetta in questo caso”, ha aggiunto il capo di Stato francese.

Il premier olandese, Mark Rutte, si è spinto ancora oltre nell’invettiva, arrivando ad affermare che l’Ungheria, con la sua legge, “non aveva più niente da fare nell’Unione europea”.

Ma cosa dice la legge ungherese di tanto scandaloso? Prevede che “la pornografia e i contenuti che descrivono la sessualità o promuovono la deviazione dell’identità di genere, la riassegnazione del sesso e l’omosessualità non dovrebbero essere accessibili a chiunque abbia meno di 18 anni”Per quanto riguarda l’educazione sessuale, la legge indica che “non deve mirare a cambiare genere o promuovere l’omosessualità”.  Quindi sono nient’altro che passi di buon senso.

Quindi Orban, avendo visto la reazione alle sue buone parole,  ha capito di non potersi aspettare più nulla da Bruxelles. Pertanto, quando l’Ungheria si è insediata come presidente del gruppo di Visegrad (la piattaforma di cooperazione tra Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia), ha concluso chiedendo la “fine del diktat” dell’Europa.

“Non possiamo accettare che altri paesi membri dell’UE ci dicano come dovremmo crescere i bambini ungheresi. Non è corretto. Qualcuno fraintende la situazione nell’UE. “

“Non possiamo accettare che un paese dell’UE ci dica che uno dei paesi del gruppo di Visegrad deve essere messo in ginocchio. Dobbiamo porre fine a questo diktat. “

Viktor Orban ha anche criticato aspramente la Commissione europea, che si è permessa di qualificare come “vergogna” l’adozione di questa legge che vieta i contenuti LGBT nelle scuole. Bruxelles ha inoltre lanciato mercoledì 30 giugno un nuovo monito all’Ungheria di rinunciare alla sua legge accusata di discriminare le persone LGBTI, pena l’avvio di una procedura che potrebbe portare a sanzioni contro Budapest.

Sanzioni che non sembrano spaventare l’uomo forte di Budapest.

 


Francesca de Villasmundo – fonte Media Press Info (https://www.medias-presse.info/hongrie-et-loi-protegeant-les-enfants-de-la-propagande-homosexuelle-orban-contre-les-diktats-europeens/144097/)

 

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