La funzione dei media mainstream nella guerra siriana: manipolare l’informazione

Durante la guerra siriana l’informazione ha scritto una delle sue più brutte pagine nella storia dell’informazione.

Bastano pochi cenni per rendersi conto di questo: il governo britannico ha speso milioni di sterline per pagare gli appaltatori privati ​​che lavorano da Istanbul per fornire “comunicazioni strategiche e supporto alle operazioni dei media all’opposizione armata moderata siriana ” (MAO). L’Ansa nel 2012 si è legata con un accordo di di scambio di informazioni con il Qatar (Qatar News Agency – Qna) di proprietà della famiglia regnante (il Qatar ha sponsorizzato attivamente i jihadisti).

Parte integrante dell’appoggio politico occidentale è avvenuto tramite la manipolazione dell’informazione attuata tramite le consuete tecniche di “Psyops”. Esiste un’approfondita inchiesta del giornale londinese The Guardian, intitolata “The Syrian opposition: who’s doing the talking?“,(12 luglio 2012) che ne ha svelato i retroscena.  Si è documentato da tempo che in ogni stato occidentale vengono messe in campo strategie mirate ad aumentare la reputazione di quella che governi “anti-Assad” chiamano “opposizione armata moderata”, spesso finanziando operazioni mediatiche indirizzate alla diffusione di una realtà costruita ed addomesticata.

A questo sistema non sono sfuggiti neanche i giornali cattolici come Avvenire su cui anche il vescovo di Aleppo Georgese Abous-Khazen, ha detto : “Purtroppo non è la prima volta che il giornale dei vescovi italiani pubblica delle notizie contrarie alla verità e alla situazione che la Siria vive”.

Nessun media che ha mentito sulla guerra siriana è innocente: i vescovi siriani si sono fatti tutti a pezzi e si sono esposti con tutti i mezzi ed in tutti i modi (anche con audizioni in Parlamento come il vescovo maronita Tobji)  affinché l’informazione fosse corretta.
In merito ripropongo uno stralcio di mio articolo pubblicato sul Sussidiario del 2016:

Per diffondere un orientamento favorevole, la campagna di Siria è stata appaltata a una società di PR internazionale chiamata Purpose. Il suo motto, che è “We build movements“, (Costruiamo movimenti) è eloquente. Tutti gli indizi portano a pensare che l’appaltatore sia il governo degli Stati Uniti. La società ha creato diversi “gruppi di pressione” finalizzati a sostenere la necessità di una rivoluzione siriana ed a demonizzare Assad.

La prima di queste creazioni è stata l’organizzazione The Syria campaign. In particolare, se seguite il link di “The Syria campaign” vedrete che il “back office” è costituito da Oxfam, Greenpeace, le Nazioni Unite e la Bbc. Per quando possa sembrare incredibile, l’Organizzazione delle Nazioni Unite è parte integrante del “gruppo di pressione” finalizzato a porre fine alla “dittatura” di Bashar al Assad.

Altra creazione di Purpose è l’organizzazione White Helmets, un gruppo di soccorso sul campo di battaglia al seguito di al Nusra, usato principalmente per giustificare il supporto dell’occidente all’opposizione armata e screditare il governo siriano. Condividono gli stessi obiettivi Avaaz (ha promosso la no fly zone in Libia ed in Siria ed il presidente di Purpose ne è coofondatore), Amnesty International (Suzanne Nossel, direttore esecutivo di Amnesty International Usa, è stata “prelevata” direttamente dal Dipartimento di Stato americano), Human Rights WatchMedici Senza Frontiere ed altre organizzazioni (connesse a una miriade di interessi corporativi-finanziari che influiscono sulla loro linea).

La comunità internazionale, autoproclamatasi “amici della Siria”, ha subito privato ogni possibilità per lo stato siriano di comunicare con i propri cittadini utilizzando il satellite Arabsat perché le trasmissioni sarebbero stati di parte. Nello stesso tempo, tutti i nostri media hanno iniziato ad utilizzare come unica fonte di notizie provenienti dalla Siria l’Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus) con sede a Londra, diretta espressione dei ribelli siriani e finanziato dal ministero degli Esteri britannico (che a sua volta si avvale anche di un’altra società di media marketing, la Innovative Communications & Strategies. (…)

IL SUSSIDIARIO

patrizio ricci @vietato parlare

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