La nostra democrazia scivola sempre più palesemente verso l’autoritarismo

autoritarismo

Sembra assurdo ma come fa il corpo che attacca se stesso, quando è affetto da una malattia autoimmune, lo stato attacca i lavoratori.

Lo stato attacca quella parte dei lavoratori – una cifra che corrisponde al 20 per cento degli italiani  e quindi milioni di persone – che considera pericolosa e forse anche ‘fascista’. Per arrivare a questa deduzione la campagna informativa è molto invasiva, ed all’occorrenza, ha fatto ciò che reputava utile a screditare qualsiasi protesta non conforme alla narrativa generale. 

Così facendo lo stato rende vuota la sua legittimazione democratica, Resta il solo esercizio di un potere che insegue i suoi grafici al di fuori della vita e delle aspirazioni degli italiani. 

I lavoratori portuali di Trieste  in sit-in contro il Green Pass, promettevano di bloccare “tutta l’Italia” il 30 ottobre se il governo italiano non avesse ritirato l’obbligo del certificato sanitario per i lavoratori, riferisce l’agenzia ANSA.

I portuali triestini, a cui si sono uniti negli ultimi due giorni diverse migliaia di sostenitori, avevano promesso di portare il loro appello direttamente in parlamento a Roma il 30 ottobre, secondo quanto riferito dall’ANSA.

I lavoratori sprovvisti di Green Pass non possono accedere al proprio posto di lavoro, ogni giorno di assenza viene considerato come assenza “ingiustificata”.

Dopo cinque giorni di assenza dal lavoro, i dipendenti saranno sospesi e congelati gli stipendi, ma nessuno potrà essere licenziato per mancanza del certificato sanitario.

I dipendenti non vaccinati possono comunque entrare nel luogo di lavoro ma solo se sottoposti a test covid ogni 48 ore, a proprie spese, con un costo fisso di 15 euro.

Chi va a lavorare senza il certificato sanitario rischia multe tra i 600 e i 1.500 euro.

Il Fatto Quotidiano riferisce che:

Dopo tre giorni di presidio, il varco 4 del porto di Trieste è stato sgomberato: doveva essere un ritorno alla normale attività poco turbolento, invece la polizia in tenuta antisommossa ha fatto uso di idranti lacrimogeni per liberare l’area, arrivando allo scontro con una parte dei manifestanti.

Le tensioni e i tafferugli sono proseguiti poi lungo le vie di accesso al porto, dove la protesta è stata incanalata. Tre agenti sono rimasti feriti: si sta vagliando la posizione di 5-6 persone e secondo Sky Tg24 alcuni dei partecipanti alla protesta sono in stato di fermo.

I due leader del centrodestra, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, hanno solidarizzato con i manifestanti e attaccato il Viminale per l’uso di idranti contro “lavoratori pacifici“. (continua sul Fatto Quotidiano)

La questione è ovviamente sostanziale ma anche di principio, perciò non posso che criticare l’operato del governo. Qui si tratta di decisioni governative opinabili, che non hanno riscontro in nessuna altra parte del mondo e che confliggono con il nostro ordinamento costituzionale.

Non si può da – parte del governo – reclamare la protesta contro i ‘nemici della libertà’, come il fascismo ed organizzare manifestazioni a difesa della legalità, salvo poi adoperare gli stessi metodi repressivi che stigmatizzano: la gente chiede solo l’osservanza della Costituzione Italiana, ormai consuetudinariamente violata.

@vietatoparlare

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