La Corte costituzionale aveva già la risposta in tasca

Era molto semplice prevedere questo esito. La Corte non è intervenuta durante la pandemia, ove ci sono state restrizioni sulle libertà aberranti, soprattutto la libertà di informazione e di parola.

Nel periodo di emergenza, le regole e le linee guida precedentemente esistenti, che operavano in modo abbastanza normale, sono state tutte scartate. E non solo in campo medico. Anche gli approcci legali e costituzionali sono stati completamente cambiati. Gli obblighi internazionali di base, compreso il principio del consenso informato volontario del paziente, sono stati aboliti. Protocolli di sicurezza un tempo comuni nello sviluppo e nell’implementazione dei vaccini viene completamente ignorato. I benefici sono distribuiti su base individuale e solo in risposta a una dimostrazione di lealtà (partecipazione alla vaccinazione), ad esempio. Nello stesso tempo, lo stato ha acquisito il diritto di modificare in modo casuale l’ammontare dei benefici tramite green pass e gli strumenti di controllo consentono di eliminare il fattore umano, affidando il controllo sulla dimostrazione di fedeltà agli algoritmi. Ma continuano a dire che non esiste alcun problema in tutto questo.

In generale, qui non ci sono solo violazioni ma un consapevole disprezzo per qualsiasi norma ragionevole. Rifiuto consapevole di rispettare la legge applicabili. E questo è tutto.

Così di eccesso in eccesso, siamo arrivati al punto di non accettare che i medici valutassero autonomamente come proteggersi dai rischi di esposizione al virus e se salire sul nastro trasportatore. Tra l’altro era scientificamente riconosciuto il vaccino non era sterilizzante, ovvero non impediva la trasmissione dell’infezione.

Questa non è una sfumatura. In primo luogo, nessuno escluso, tutti i vaccini “contro il covid” non sono vaccini, ma qualcosa di sconosciuto semplicemente perché sono stati creati in violazione di tutti gli standard attuali per il loro sviluppo. Ecco perché il nome “vaccino” è un inganno diretto ai consumatori.

In secondo luogo, la definizione rigorosa di vaccinazione è la seguente: un vaccino è una preparazione immunobiologica medica introdotta nel corpo umano per creare un’immunità specifica alle malattie infettive.

Ciò significa che una sostanza che non crea un’immunità specifica a una malattia infettiva non può essere considerata un vaccino. Tuttavia, lo stato ha richiesto direttamente ai servizi pubblici di seguire la procedura per classificare e determinare la natura dello stato della situazione infettiva, senza ogni altra considerazione.

Grande assenza dal dibattito, la scienza

Insomma, la grande assente in tutto questo, è la scienza. A tal proposito mi sembra che sia del tutto lineare – anche alla logica profana – ciò che dice il costituzionalista Vincenzo Baldini, quando afferma che la mole di dati scientifici ora disponibili sulla mancata capacità immunizzante dei vaccini Covid, nonché sul loro grado di nocività, non avrebbe potuto non portare la Corte Costituzionale a riconoscere l’incostituzionalità dell’obbligo, se ancora esistente.

Questo in effetti è il discrimine secondo il quale la Corte ha giudicato opportuno fare una sentenza abbastanza politica che scagionasse il governo Draghi. Infatti il pronunciamento si riferisce solo a quel periodo, adottando la versione della situazione di emergenza e che i dati non c’erano.

Tuttavia, a leggere molte fonti – come ad esempio il Corriere della Sera “Covid, per la Consulta l’obbligo di vaccino è legittimo: cosa succede alle multe per i no vax” o Repubblica “La Corte costituzionale salva l’obbligo del vaccino: respinti i ricorsi di medici e prof No Vax” -, si evince che la sentenza è stata letta da taluni in un modo diverso, come la vittoria della scienza (ormai evidentemente proprietà solo di alcuni).

La procedura ripetuta è ancora all’ordine del giorno

A dire la verità, in un primo tempo avevo pensato che il ricorso alla Corte non avrebbe fatto altro che fornire ai difensori della nuova religione vaccinista un’arma più potente. Questo non per la mancanza di ragioni da parte dei peroranti l’iniziativa, quanto per la mia completa sfiducia verso questo Organo che – stravolgendo la Costituzione ha permesso prima l’inserimento del pareggio di bilancio e poi ha accettato che entrassimo di fatto in guerra con la Russia (a seguito di invio di armi ed addestratori). Non cito altre clausole importanti ma minoritarie rispetto a questi due spartiacque. Tuttavia, osservando la determinazione e il coraggio degli avvocati (che non hanno avuto remore né nell’esporre le contraddizioni accumulatisi durante la pandemia né nel sollevare dubbi sulla serenità del collegio giudicante), mi sono ricreduto: le battaglie di democrazia vanno combattute.

È impossibile controllare la popolazione solo con gli strumenti della coercizione e della violenza

Nel corso degli anni della pandemia, il ruolo dell’Alta Corte (oltre a quello del presidente della Repubblica), più che un baluardo di garanzia per la nazione, ha rappresentato – con il proprio silenzio – un ‘utile assist’ alle politiche autoritarie governative, che hanno così potuto introdurre indisturbati il sistema dell’apartheid tra i cittadini vaccinati e non. Il lento svuotamento della nostra democrazia, con il conseguente scivolamento nell’autoritarismo sanitario, hanno permesso una progressiva cessione di sovranità a favore di organi sovranazionali, che replicano sé stessi, a vari livelli, come matrioske.
Ovviamente, al fondo di tutto questa manovra c’è l’imposizione delle vaccinazioni da parte dei vertici del potere mondiale, una commistione tra pubblico e poteri privati che detengono ricchezze immense, in verità immotivate per ciò che producono in termini reali di benessere collettivo.

Mentre un tempo il profitto era rappresentato dalle merci e dalla loro lavorazione, ora siamo passati in un’epoca in cui il prodotto da preparare per lucrare è l’uomo stesso, che secondo le l’élite che detengono la maggior parte del denaro mondiale e che possono crearlo dal nulla, va migliorato a secondo del loro genio malvagio attraverso il Grande Reset (un processo di globalizzazione più spinto che ha recentemente stabilito la sua agenda presso il Forum di Davos).

È curioso che un mese fa la Corte Suprema sello Stato di New York ha sentenziato (ABC7) che l’essere vaccinati non previene gli individui dal contrarre o dal diffondere il Covid19, significando che la sospensione dei sanitari dal lavoro è incongrua ed illogica. Tuttavia, lo Stato di New York ha presentato ricorso affermando che la sentenza è stata ‘arbitraria’ e ‘capricciosa’. Questa è la misura e le due forze che si scontrano, ormai apertamente.

VPNews

Exit mobile version