Italia. Questione Meridionale. Al sud la gente in miseria è più del 30%.

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Giuseppe Sandro Mela.

2019-04-01.

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In altri tempi si faceva in continuazione un gran parlare della Questione Meridionale. Non passava giornata senza che i media non facessero fior di articoli.

Poi, un bel giorno, scese un silenzio omertoso, ed i media cessarono di menzionare il problema. Tuttavia, non è che tacendo le cose si siano risolte. Il problema sussiste.

Nella Tabella Principali aggregati territoriali di Contabilità Nazionale, Valori pro capite l’Istat riporta il reddito disponibile delle famiglie consumatrici per abitante, che nel 2017 valeva 18,504.6 euro l’anno, ossia 1,542.05 euro al mese. La soglia d povertà è stimata essere 1,1640 euro al mese.

L’Istat definisce ‘miseria’ la condizioni in cui si vive con un reddito che sia inferiore al 60% del reddito nazionale mediano. Ossia 925 euro al mese.

L’Istat pubblica anche la presenza percentuale di persone che vivono in condizioni di miseria, ripartiti per regione e macroregioni.

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Il valore nazionale è 20.4%. Non è un valore basso.

Con un 6.2%, la Provincia Autonoma di Bolzano è  la regione con minore povertà in Italia.

Ma via via che si cala verso il sud le percentuali salgono vertiginosamente.

Se il 21.6% del Lazio sembrerebbe essere già un valore molto alto,

Nel Mezzogiorno siamo al 3.6%, al Sud al 31.8% e nelle isole al 36%, con un 41.6% della Sicilia.

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* * *

Non è questo tempo e luogo per indagare le cause di una simile anomalia, che però vogliamo segnalare a piena voce.

Ci si aspetterebbe però che la politica torni a considerare la Questione Meridionale e che formuli un piano pluriennale che dovrebbe essere valutato solo con il rientro di queste percentuali entro limiti accettabili

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