Iraq: la risposta alla violenza non può essere che il progresso e l’unità nazionale

Nei frangenti che attraversa il medioriente – la pubblicazione libanese Annabaa ricorda quanto diceva il grande Grande Ayatollah Sayyid Muhammad ibn Mahdi al-Hussaini al-Shirazi:

Non c’è modo per i musulmani di risorgere se non con la non violenza e la pace, ed entrare in una competizione di altro tipo, che è il percorso della scienza e dello sviluppo delle abilità, dell’uso della ricchezza in campi scientifici tecnologici e dello sviluppo delle capacità educative e del non spreco di energie nei conflitti che possono essere eliminati solo dopo aver creduto nella nonviolenza come uno stile di vita.

Se i musulmani di oggi vogliono risorgere, la violenza non può essere la loro strada, ma la non violenza E la pace è il modo più breve per rialzarli, per ovvie ragioni: evitano la preoccupazione per gli scontri e le guerre e si dedicano alla conoscenza, allo sviluppo e al progresso continuo.

Narrazioni e nobili hadith confermano e dimostrano che la non violenza è il modo più forte, sicuro e veloce per rivitalizzare i musulmani.

Ciò non vuol dire che non bisogna difendersi, ma al di là della legittima difesa ad una minaccia presente, la ragionevole prospettiva e la meta deve essere questa. La prospettiva finale deve essere quella perchè l’unità di popolo vince qualsiasi avversario, in Iraq il mondo islamico dovrà impararlo, altrimenti prevarrà il divide et impera «dividi e conquista»…

@vietatoparlare