SPAGNA – In Parlamento alza la croce di suo zio sacerdote martirizzato nella Guerra Civile

Spagna: Il coraggio di un deputato spagnolo J. Contreras che alza la croce di suo zio sacerdote martirizzato nella Guerra Civile che voleva eliminare la fede cristiana con la violenza. Ora il Governo socialcomunista vuole cancellare la memoria del martirio dei cattolici. Alla vista della Croce, dall’aula si sono levate urla disumane contro il deputato, accusato di essere fascista perché ha mostrato il crocifisso. Siamo al punto di non ritorno. (cit. Don Salvatore Lazzara – Fb)

mercoledì 2 dicembre, durante il dibattito sui Bilanci Generali dello Stato per il 2021, il deputato Vox Francisco José Contreras , dottore in giurisprudenza e professore di filosofia del diritto all’Università di Siviglia. ha mostrato dalla tribuna del Congresso il crocifisso indossato dal prozio Rafael Contreras Leva (1901-1936), sacerdote e curato a Baena (Córdoba), quando fu assassinato il 29 Luglio 1936 in quella città, pochi giorni dopo l’inizio della guerra civile spagnola. Il deputato ha ricordato come i rivoluzionari comunisti lo assassinarono: “è stato fatto a pezzi con un’ascia”. Rafael Contreras è uno dei 127 cattolici martirizzati nella provincia di Córdoba  la cui beatificazione è stata approvata da Papa Francesco il 23 novembre 2020.

La reazione del deputato è stata provocata dal tentativo del governo socialista-comunista di assegnare 11 milioni di euro allo scopo di conservare la “memoria democratica”. Ma il progetto ometteva completamente di far memoria dei crimini commessi da parte della sinistra di allora contro i simboli cristiani, nel solco della attuale rinascente ostilità verso i cattolici.

Per questo, Contreras ha inteso far memoria del sacrificio dei martiri, ha ricordato – “… mio zio è stato fatto a pezzi con un’ascia perché era un prete. Questo è il crocifisso che portava sul petto quando è stato assassinato ” –  contestando l’atteggiamento dell’attuale governo, così vicino alla famosa affermazione del presidente della Seconda Repubblica, Manuel Azaña “La Spagna non è più cattolica”.

[su_section border=”3px double #ffe01c” margin=”20px 0″]E’ da ascoltare molto attentamente il discorso di Contreras. Guardando ai nostri giorni noto una generale minimizzazione, mentre tristi segnali si moltiplicano e mentre norme sempre più restrittive avviliscono le nostre libertà personali.
La Chiesa stessa, nella costante preoccupazione di essere sempre più adeguata al mondo per venirgli incontro, si sta ponendo in una situazione sempre più pericolosa. Più si avvicinerà al mondo e più sarà inutile per il mondo, in quando il mondo sa sé realizza meglio i propri obiettivi. Perché il profitto e la spiritualità del mondo non sono quelli che ha insegnato Gesù Cristo.

Perciò – a mio avviso – il gesto e le parole di Contreras pongono all’attenzione qualcosa che non sta accadendo solo in Spagna, ma in tutta Europa: di fronte al gesto di Contreras sarebbe puerile rispondere con il sentimentalismo o con inutili quanto dannose contrapposizioni interne Per abbracciare quel gesto e la croce bisogna prendere sul serio la fede e applicare il giudizio morale in ogni cosa, che è al di sopra della legge.

Gli eventi attuali vanno in una sola direzione ed abbiamo visto che le cose accadono molto rapidamente. Ci vuole tempo per perdere cose essenziali nella vita senza accorgersene, quando serviranno sarà difficile recuperarle. Bisognerà vedere allora chi saprà dove guardare. E’ emblematico che Vox (un partito sovranista) e non il Partito Popolare spagnolo, ha reagito al tentativo del nuovo governo. Questo da un lume di speranza che è già abbastanza per gli uomini di buona volontà, perchè dimostra che lo Spirito agisce sempre ed è presente nella storia. [/su_section]

patrizioricci by @vietatoparlare

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