In Italia è vietato manifestare il proprio pensiero. O meglio dipende dal pensiero e dai contenuti del pensiero…

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Nell’epoca descritta dai media mainstream occidentali come quella della difesa dello stile di vita europeo e delle sue libertà, può capitare di venire denunciati per lesioni e di ricevere il foglio di via per uno striscione di protesta.
È successo ieri a Roma a tre pacifisti della Rete No War, durante il passaggio del corteo presidenziale di Trump su via Nazionale, direzione il Quirinale.

Marinella Correggia, Maria Cristina Guidetti e Marco Palombo, a seguito del tentativo di mostrare un cartello («Trump/Nato/G7, Wars on people, war against the planet»), avanzando di alcuni metri dal marciapiede.

Riferisce ‘ultime Notizie News‘ che i tre attivisti della Rete No War, sono stati denunciati “per  manifestazione non autorizzata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale“.

Si dice anche un agente è stato ferito. Nel video non si vede. Marco Palombo e la giornalista Marinella Correggia sono prontamente immobilizzati dalle forse dell’ordine.

Certamente la polizia fa ciò che gli è stato detto di fare ma è però paradossale che  manifestazioni non autorizzate con contenuti diversi (per esempio critiche durante i tour di Renzi  e simili) non costituiscano alcun problema ed invece altre siano considerate pericolose.

Qui una delle tante manifestazioni spontanee a fine anno scorso contro Renzi che visitava il comune di Pescara. La protesta è di ben altro tenore… ma in questo caso, non si è ritenuto di denunciare nessuno.

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Qui invece ciò che succede quasi regolarmente in una partita di serie ‘C’. Questo comportamento è considerato ‘normalità’:

Qui invece ecco cosa succede ad una manifestazione regolarmente segnalata alla questura “sentinelle in piedi”.

In questo caso è evidente che indipendentemente dal contenuto dalla manifestazione (che non è qui oggetto di trattazione) si tratta di manifestazione autorizzata e certamente pacifica.

Tuttavia è forzatamente fatta annullare da altri manifestanti (non ‘autorizzati’) tra insulti e fischi. A quest’ultimi però in molte occasioni ‘viene lasciato fare’. Essi non costituiscono problema nonostante gli insulti ed il loro comportamento censurabile. Ma in questo caso la polizia non allontana nessuno, né tanto meno denuncia.

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E’ evidente che l’accusa di ‘manifestazione non autorizzata’ a carico degli attivisti della RETE NO WAR sia una forzatura bella e buona. La manifestazione è l’adunata di un certo numero di persone e non certamente la protesta spontanea di sole tre persone che tra l’altro vogliono solo esporre un cartello con slogan in luogo pubblico. Nel video tra l’altro non si sentono insulti ma solo slogan articolati.

Il filmato infatti mostra chiaramente che il tentativo degli attivisti è mostrare cartelli e avvicinarsi  per farsi vedere. Solo quando bloccati cercano di insistere per esporre i cartelli.

Aspettiamo di vedere tutta questa violenza da stadio esercitata dai tre pacifisti perché dalle immagini non si vede.

La verità sembra però un’altra: in un paese democratico sembra vietato dissentire. Da notare che il corteo di auto tra l’altro passava in zona non interdetta al pubblico e non si trattava di una riunione o area il cui accesso era sottoposto a restrizioni particolari.

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Non si capisce come tre pacifisti possano rappresentare un pericolo per le politiche di Trump a cui aderiamo pedissequamente a meno che non esista nell’ordinamento italiano ancora la lesa maestà…

Vietato Parlare