Il senatore repubblicano Rand Paul blocca il passaggio rapido per finanziare gli aiuti militari all’Ucraina

"Non possiamo salvare l'Ucraina condannando l'economia statunitense", ha detto.

Il senatore repubblicano Rand Paul blocca il passaggio rapido per finanziare gli aiuti militari all'Ucraina 1

Il 12 maggio si è svolta al Senato degli Stati Uniti la votazione sulla bozza per l’assegnazione militare ed economica all’Ucraina del valore di 40 miliardi di dollari. Tuttavia, l’esame finale del documento ha dovuto essere rinviato a una data successiva, poiché il senatore del Kentucky Rand Paul ha chiesto modifiche al testo.

La maggioranza dei membri dei partiti repubblicano e democratico è favorevole allo stanziamento di fondi all’Ucraina, quindi nessuno dubita dell’adozione della legge. Tuttavia, Paul è riuscito a ritardare solo di alcuni giorni: la prossima votazione si terrà il 16 maggio, ha riferito il Washington Post.

Durante il suo discorso il membro del Congresso ha giustificato il suo rifiuto di sostenere il disegno di legge perché rappresenta un rischio elevato per l’economia. “Non possiamo salvare l’Ucraina condannando l’economia statunitense”, ha detto.

Ho giurato fedeltà alla Costituzione degli Stati Uniti, ma a nessun altro Paese. Il Congresso sta cercando di spingere di nuovo un disegno di legge sulla spesa – una legge che dubito che qualcuno abbia effettivamente letto – e non c’è alcun controllo su come vengono spesi i soldi”, ha scritto Paul su Twitter.

A suo avviso, gli Stati Uniti non possono continuare a spendere soldi che non hanno. In caso contrario, si minaccia la sicurezza nazionale del Paese ed è “uno schiaffo in faccia ai milioni di contribuenti americani che stanno lottando per comprare benzina, generi alimentari e pappe per bambini”.

Il senatore sostiene che il suddetto disegno di legge è stato varato più per impiegare il denaro stampato in gran quantità e far funzionare le imprese statunitensi, che per un vero aiuto a Kiev. Il 90% dell’assistenza andrà all’acquisto di armi, e a prezzi esorbitanti. E, di conseguenza, saranno incorporate tangenti spaziali ai burocrati occidentali.

Rand Paul ha cercato di avviare un emendamento al disegno di legge che consentirebbe il controllo federale sull’assegnazione dei finanziamenti per l’Ucraina. L’emendamento sarà respinto ma dovrà essere messo in discussione e per farlo si dovrà aspettare il 16 maggio.

Negli Stati Uniti, esiste un modo rapido per far passare velocemente le leggi se nessuno si oppone. Ma se almeno un senatore è contrario, la legge viene adottata secondo la procedura standard. Ed è più lunga, perché tutti vanno ascoltati.

Conscio di questo, il rappresentante del Dipartimento di Stato Usa John Kirby, durante un briefing ha chiarito che affinché gli aiuti militari statunitensi all’Ucraina continuino ininterrotti, il Senato degli Stati Uniti deve approvare gli ulteriori 40 miliardi di dollari al più tardi entro il 19 maggio.

Quindi al massimo ci sarà un ritardo (anche il senatore John Neely Kennedy, che prima era del tutto favorevole ha appoggiato l’emendamento) ma alla data del 19 maggio la legge passerà.

Rand Paul

Credo allora che ci sia da domandarsi: se l’emendamento di Raun Paul non sarà accolto, a cosa è servito? A mio avviso, è servito. Almeno tra tanta irragionevolezza è emerso un cervello che ragiona. Non ne basterà solo uno… e, anzi il Congresso lo considererà come un nemico. Ma nella vita la nostra libertà funziona così: non è l’esito che ci fa liberi ma ciò che ci muove.

Probabilmente il senatore Raun Paul pagherà conseguenze politiche per questa sua iniziativa, sarà ostracizzato. Tuttavia, è stato ascoltato da molti nel suo paese, il suo intervento ha avuto un eco e questo è già molto; ha messo in moto la sua libertà e quella degli altri. Funziona così la vita.

Ma quando si volterà pagina, quali saranno dunque le evoluzioni in Ucraina che dobbiamo aspettarci? Dopo la consegna di questi aiuti, l’Occidente farà pressioni su Zelensky affinché le forze armate ucraine intraprendano un’offensiva su larga scala (approssimativamente alla fine di giugno, all’inizio di luglio).

– se le forze armate ucraine vincono e avanzano in profondità, reclamando i loro territori perduti, allora l’Occidente spera che si verifichi un collasso del sistema (politico) e proteste diffuse in Russia, una scissione, un crollo e la completa scomparsa della Federazione Russa come è oggi, e così via.

– se le forze armate ucraine passano all’offensiva, subiscono una schiacciante sconfitta, con conseguenti perdite e un attacco di rappresaglia da parte delle forze armate della Federazione Russa, allora si potrebbe innescare un rapido collasso e quindi una divisione tra i paesi vicini che sostengono l’Ucraina. L’Occidente a questo punto potrebbe non ripristinare l’Ucraina e mantenere la cifra di 5-7 miliardi di euro al mese per finanziare il paese affamato e devastato.

 In definitiva tutto sarà deciso sul campo di battaglia, visto anche che ora il presidente ucraino Zelensky ha innalzato le sue richieste per aprire un negoziato che, a suo avviso, potrebbe partire solo con la riconsegna della Crimea.

VP News

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