Mike Pompeo e Trump contano sulla Turchia per la soluzione a nord della Siria

Nel video: Wilfred Frost della CNBC si siede in un’intervista esclusiva con il Segretario di Stato Mike Pompeo in vista del suo viaggio in Medio Oriente.

Questo passaggio è cruciale:

Erdogan si è impegnato con il presidente Trump e gli ha detto che i turchi avrebbero continuato la campagna contro l’ISIS dopo la nostra partenza e che i turchi avrebbero assicurato che la gente con cui ci eravamo battuti, che ci ha aiutato nella campagna contro l’ISIS, sarebbe stata protetta.

Le dichiarazioni di Pompeo sono in parallelo ed in sintonia con l’articolo del New York Times:

Erdogan: la Turchia ha un piano per ripristinare la pace in Siria Una strategia globale per promuovere la pace e la stabilità a lungo termine in Siria può essere raggiunta attraverso la leadership turca, scrive il presidente della Turchia.

Il presidente Trump ha fatto la chiamata giusta per ritirarsi dalla Siria. Il ritiro degli Stati Uniti, tuttavia, deve essere pianificato attentamente ed eseguito in collaborazione con i partner giusti per proteggere gli interessi degli Stati Uniti, della comunità internazionale e del popolo siriano. La Turchia, che ha il secondo esercito permanente della NATO, è l’unico paese con il potere e l’impegno per svolgere questo compito. ( source: New York Times )

Sempre oggi, Trump sulla Siria ha fatto una dichiarazione altrettanto in sintonia con quella che sembra la linea unitaria prevalente in questo momento: “Abbiamo spazzato via l’ISIS in Iraq, abbiamo spazzato via l’ISIS, stiamo aiutando altri paesi quando lo facciamo, l’Iran odia l’ISIS più di quanto facciamo se è possibile. lo facciamo. La Turchia odia l’ISIS, forse non tanto quanto noi. ” Dice che possono combattere da soli.

Questo accade mentre  il Consigliere per la sicurezza nazionale Bolton sembra vada in controtendenza: lo stesso giorno che Pompeo e Trump hanno affermato che la Turchia farà tutta da sola, Bolton ha sostenuto che gli USA aiuteranno i curdi. Si badi bene che solo un anno e mezzo fa scriveva peste e corna sul “PKK marxista”, una vera minaccia per l'”integrità territoriale” turca: https://www.aei.org/publication/america-needs-a-post-isis-strategy/

Perché questo cambio di rotta, allora? Accade perché l’amministrazione USA non accetta che alla fine Assad possa fare un accordo con i curdi e tenta in tutti modi di impedirlo optando per soluzioni alternative inapplicabili: è impensabile che sia la Turchia ad occuparsi di ISIS intorno ad Abu Kamal e che permetterà alle forze curde di rimanere lungo il confine turco.