Il Natale non esiste per l'UE.

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(DA Libero, 18 dicembre 2010)  Nei calendari stampati dall’Ue (nota di vietatoparlare.it : ne sono stati fatti 3.000.000 – dati sito del Governo Italiano) ci sono festività sikh, hindu, ebraiche, islamiche ma non cristiane

L’Unione europea ha cancellato il Natale. Ci aveva già provato con la domenica, ma questa volta non è nemmeno passata per l’aula di Strasburgo. La più universale delle ricorrenza cristiane è semplicemente sparita dal diario scolastico che la Commissione, il “governo” della Ue, ha fatto stampare in 3 milioni di copie per donarlo agli allievi delle scuole secondarie. Compaiono invece tutte le festività ebraiche, indù, sikh e musulmane.

Negli istituti del Regno Unito ne sono già state consegnate oltre 330mila copie. Un omaggio agli studenti da parte della Commissione guidata da Josè Manuel Barroso: per Natale, oltretutto.

Ma al 25 dicembre, secondo quanto segnala il Daily Telegraph, la pagina è anonima. Un giorno come tanti altri. In calce un aforisma: «Il vero amico è colui che condivide le tue preoccupazioni e raddoppia la tua gioia».
Che si tratti del Nazareno? Difficile. Sul diario europeo non vi è traccia neppure della Pasqua. Mistero, tanto più che sono segnate tutte le ricorrenze delle più varie confessioni. A questo punto è da escludere un eccesso di zelo “laicista” da parte di Bruxelles, uno dei tanti che hanno messo in cattiva luce le istituzioni europee agli occhi dei fedeli più numerosi nel Vecchio Continente.

Il sospetto però è che la lacuna non sia involontaria. Del resto, come ricorda Bruno Waterfield, autore di diversi blog europei e corrispondente da Bruxelles per il giornale britannico, quest’anno per le feste la Commissione ha distribuito biglietti con scritto “Auguri di stagione”. Insomma una vera idiosincrasia nei confronti del Bambinello. I rapporti tra Chiesa romana e Unione europea, oltre ai contrasti sui temi etici più spinosi, raggiunsero il livello più basso a partire dal 2004, quando nel preambolo della Costituzione europea furono esclusi riferimenti alle radici cristiane dell’Unione.

La Carta europea è stata bocciata dai referendum francese e olandese, “congelata”, e infine sostituita dal più snello Trattato di Lisbona. In questo caso a dire “no” sono stati in un primo tempo i cittadini della cattolicissima Irlanda. Il riferimento all’eredità cristiana è comunque sempre rimasto fuori. Sul diario, che comprende una sezione informativa sulle politiche comunitarie, sono segnate anche festività cinesi, oltre al largamente misconosciuto Giorno Europeo (9 maggio, anniversario del discorso fondativo di Robert Schuman, nel 1950) e altre date chiave dell’integrazione Ue.

Ma il Natale non esiste più. «È semplicemente sbalorditivo», ha commentato Johanna Touzel, portavoce della Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea (Comece). «Il Natale e la Pasqua sono ricorrenze importanti per centinaia di milioni di cristiani ed europei», ha osservato. Poi l’affondo: «Se la Commissione europea non segna il Natale come giorno di festa sul suo diario, allora il 25 dicembre dovrebbe lavorare». Martin Callanan, un eurodeputato conservatore, sostiene che la Commissione pensa solo a farsi pubblicità e punta il dito contro lo spreco di denaro pubblico, soprattutto in un momento di tagli e sacrifici per tutti. «Perché Bruxelles spende denaro per spedire calendari a milioni di studenti? Sono sicuro che i ragazzi potrebbero benissimo farne a meno».

Un portavoce dell’esecutivo europeo ha descritto la vicenda come «una gaffe» e ha spiegato che la prossima edizione in nome della «correttezza politica» non riporterà alcuna ricorrenza religiosa. E Natale, su questo calendario, resterà un giorno come gli altri.

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