Il ministro degli esteri turco dice che al Qaeda sta attaccando l’opposizione siriana…ma quale opposizione?

Il ministro degli esteri turco in una sua dichiarazione ha commentato l’attacco di al Qaeda (ovvero il gruppo Tharir al Sham), su tutte le forze facenti parte ”dell’opposizione siriana” in provincia di Idlib e che la Turchia “ha preso misure per questi attacchi”.

Turkish FM Cavusoglu on HTS’s consolidation campaign in Idlib:

“Radical groups are attacking the Syrian opposition, and we have taken necessary measures to halt these attacks.” https://t.co/gFi5fzYUld— Hassan Hassan (@hxhassan) 10 gennaio 2019

Non sfugge che l’affermazione di Cavusoglu presenta forti ambiguità. La prima è che non è tempestiva, Tharir al Sham occupa ormai la maggior parte della provincia di Idlib (vedi mappa).

La seconda è che la composizione di quella che il ministro degli esteri turco chiama ‘opposizione siriana’. In realtà l’opposizione siriana’ è improponibile come movimento politico. E’ formata da una miriade di gruppuscoli di varia gradazione salafita che hanno creato un sistema peggiore di quello cui dicono di contrapporsi. Essi non rappresentano che una misura infinitesimale della popolazione. Il loro sistema di contrapporsi non è basato sul consenso popolare ma sulla forza delle armi e sulla pressione degli attori esterni antisiriani. Il minimo comune denominatore di questi gruppi è prepotentemente l’ideologia salafita, una concezione dell’islam molto vicina al gruppo che li combatte, Tharir al Sham.

In sostanza, la cosidetta ‘opposizione siriana’ che è radunata nel National Liberation Front – è ormai tutta agli ordini diretti di Ankara, tant’è che i propri militanti si fregiano oltre al proprio emblema, si fregiano della bandiera nazionale turca (ed in alcuni casi omettono del tutto il proprio ‘brand’)

militante della Hamza Division (NFL)
https://twitter.com/Gargaristan/status/1083065483124002816

La versione più plausibile su ciò che ora potrà accadere nell’immediato futuro è che la Turchia tollererà la presenza di HTS a sud di Afrin e che interverrà solo qualora HTS provi ad attaccare quello che considera territorio sotto il proprio ‘protettorato’. E’ plausibile che la Turchia a questo punto non si opporrà che sia l’esercito siriano a mettere in atto l’operazione ‘Idlib Down’, sospesa per le pressioni internazionali alcuni mesi fa.

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