Il mestiere del giornalista

Ho un’idea molto chiara del ruolo del giornalista. Sono rimasto molto colpito dall’immaginazione del tempo della rivoluzione francese, in cui i giornalisti erano considerati “le sentinelle del popolo”. Già, ad Atene, 2500 anni fa, i cittadini, per poter svolgere il ruolo di “sentinelle della democrazia”, ​​erano più che altro per l’isegoria (diritto di parola per tutti, in qualsiasi momento e in qualsiasi momento ) perché questo diritto di parola ha permesso a ogni cittadino di cercare e soprattutto di denunciare tutti i possibili complotti contro la democrazia, per proteggerlo. Grazie all’egegoria , la democrazia era più forte, la democrazia aveva i mezzi per difendersi dagli intrighi, dai cospiratori.

Oggi, ci crederesti, i “giornalisti” (o almeno un gran numero di loro) tracciano i whistleblowers come criminali, che chiamano “cospirazione” … cioè, dire che “giornalisti”, invece di proteggere i cittadini vigili (e farne parte di se stessi!), li martirizzano! Camminiamo sulla testa.

Il termine cospirazione è un insulto all’intelligenza critica

E non devi essere un grande impiegato per capire il legame diretto tra questa profonda perversione della funzione del giornalismo e l’appropriazione di tutti i giornali da parte dei più ricchi (9 miliardari acquistati come si acquistano macchine o caserme, TUTTI i giornali del paese, è un disastro, l’opinione non è più illuminata ma intossicata).

(stralcio da Source link)

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