Il MES è stato riformato ma è peggio di prima…

audizione al Senato prima che Gualtieri vada a Bruxelles a portare la posizione dell'Italia all'Eurogruppo

L’intervento del Deputato della Lega Claudio #Borghi Aquilini in occasione dell’incontro con il Ministro dell’economia e delle finanze Roberto #Gualtieri in relazione alla riunione dell’Eurogruppo del 30 novembre sulla riforma del #Mes e l’introduzione del dispositivo di sostegno al Fondo di risoluzione unico.

“Dopo l’enorme incremento del debito a seguito della #pandemia, ci sono due strade per venirne fuori. La prima logica, indolore, normale è la monetizzazione o cancellazione da parte della #BCE del debito ricomprato, la seconda è il default. La riforma del Mes ci spinge verso quest’ultimo scenario.

Bisogna metterlo in chiaro, così sappiamo bene chi andare a cercare quando questo scenario si avvererà. Quando si arriverà allo scenario della Grecia, chiunque abbia detto sì a questa riforma, Ministro in primis, verrà ricordato dalla storia e dal popolo.

Signor Ministro io le ricordo che le risoluzioni Molinari – D’Uva e Delrio – Silvestri impegnano il Governo al pieno coinvolgimento del #Parlamento. Di indirizzi in questo momento non ce ne sono. Questa è un’audizione informale quindi lei è in patente violazione delle risoluzioni del Parlamento. Noi non abbiamo ancora il testo ufficiale del nuovo Mes, come facciamo a dare un indirizzo?

Lei non ha nessun mandato per votare nulla! Anzi, le ricordo che la maggioranza del Parlamento è da tempo esplicitamente contraria alla riforma. Nessuno fra gli interventi di oggi le ha dato il via libera incondizionato. Nessuno, di tutti i partiti che sono intervenuti, per cui non si sogni di dire che il Parlamento le ha dato il via libera.

Questa è una ri-accettazione integrale del trattato Mes! Si riapprova tutto il trattato, comprese le parti più indigeste. Per questo motivo, mi stia bene a sentire #Ministro, io la diffido ufficialmente dal dare il suo assenso a questa riforma in quanto privo di mandato. Le ricordo che qualora procedesse in tal senso lei se ne assume la piena responsabilità penale perché agisce in qualità di ministro e non di parlamentare. I possibili reati si prescrivono in 15 anni e in 15 anni succedono tante cose”.

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