Il centro destra vota contro la dichiarazione ‘Dichiarazione UE sui Diritti delle Persone LGBTIQ’ (ma il problema è solo rimandato)

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La “Dichiarazione UE sui Diritti delle Persone LGBTIQ“, emessa il 17 maggio 2024, è stata adottata dalla Commissione Europea e dal Consiglio Europeo durante una conferenza di alto livello. Questa dichiarazione riafferma l’impegno dell’UE verso l’uguaglianza e la non discriminazione, sottolineando la protezione e la promozione dei diritti delle persone LGBTIQ in tutti gli stati membri. Questo modello è diventato un principio base per accedere all’Unione Europea.

Come è usuale nel modus operanti delle istituzioni europee, questa dichiarazione, non si presenta come un obbligo legale, e, apparendo sotto forma di una raccomandazione, una dichiarazione di principi… non impone un obbligo di attuazione.

Ma pur se apparentemente non vincolante, la dichiarazione maschera una realtà più coercitiva.

Infatti, per i paesi candidati all’adesione all’Unione Europea, uno dei requisiti fondamentali è l’adozione e il rispetto dei diritti delle persone LGBTIQ, come stabilito dai criteri di Copenaghen.

Questi criteri impongono vincoli politici e legali che i nuovi membri devono accettare, e che minano i valori tradizionali della famiglia naturale. Questa imposizione, pur presentata sotto il manto dell’uguaglianza e della non discriminazione, rappresenta un attacco diretto ai principi morali e religiosi che molte nazioni europee hanno a lungo sostenuto.

Mentre i criteri di Copenaghen stabiliscono requisiti di base per la non discriminazione e la protezione dei diritti fondamentali, la Dichiarazione del 2024 introduce ulteriori obblighi che vanno oltre questi standard minimi:

Differenze Chiave e Obblighi Aggiuntivi

📍Aumento degli obblighi delle Leggi Antidiscriminazione

Criteri di Copenaghen: Richiedono leggi di base contro la discriminazione basata su orientamento sessuale e identità di genere.

Dichiarazione 2024: Chiede l’adozione di leggi più specifiche e dettagliate contro tutte le forme di discriminazione, includendo anche le caratteristiche sessuali e l’espressione di genere, con sanzioni più severe per le violazioni​.

📍’Protezione Rafforzata’ contro i Crimini d’Odio

Criteri di Copenaghen: Richiedono leggi per prevenire e punire i crimini d’odio.

Dichiarazione 2024: Introduce obblighi per la creazione di unità specializzate nelle forze dell’ordine per trattare i crimini d’odio contro le persone LGBTIQ e richiede programmi di formazione obbligatoria per le forze dell’ordine su questo tema​.

📍Riconoscimento e Protezione dei Diritti Familiari

Criteri di Copenaghen: Non specificano il riconoscimento legale delle famiglie LGBTIQ.

Dichiarazione 2024: Obbliga i paesi membri a riconoscere legalmente le unioni tra persone dello stesso sesso e a garantire i diritti di adozione per le coppie dello stesso sesso, superando così i requisiti minimi dei criteri di Copenaghen​​.

📍Promozione dell’Inclusione Sociale e della Diversità

Criteri di Copenaghen: Richiedono politiche di base per la non discriminazione.

Dichiarazione 2024: Prevede l’implementazione di programmi educativi e campagne di sensibilizzazione a livello nazionale per promuovere l’inclusione e il rispetto delle persone LGBTIQ, nonché il monitoraggio e la rendicontazione regolare sui progressi fatti in questi ambiti​​.

📍Supporto Finanziario e Risorse

Criteri di Copenaghen: Non specificano obblighi finanziari per supportare l’inclusione delle persone LGBTIQ.

Dichiarazione 2024: Impone ai paesi membri di destinare risorse finanziarie specifiche per supportare organizzazioni LGBTIQ e progetti che promuovono l’uguaglianza e i diritti delle persone LGBTIQ​​.

In definitiva, la Dichiarazione UE sui Diritti delle Persone LGBTIQ del 2024 non solo rafforza gli impegni esistenti, ma introduce anche una serie di misure obbligatorie per i paesi membri che superano i requisiti di base stabiliti dai criteri di Copenaghen. Queste misure, che hanno ottenuto l’approvazione della maggior parte dei parlamentari, sono destinate a diventare presto legge, dimostrando un ampio consenso. Si tratta dunque di una fase preliminare per l’introduzione di nuove normative che, presentate come tutela dei diritti delle persone LGBTIQ, influenzeranno tutti gli aspetti della vita sociale e giuridica all’interno dell’UE, consolidando una determinata visione della società.

E’ interessante che la redazione del sito cattolico Tootus Tuus ha pubblicato un interessante e condivisibile commento su questo tema.

Nostra Signora di La Salette e il tentativo di distruzione della Famiglia

“A seguito della recente Dichiarazione dell’Unione Europea contraria alla famiglia naturale e all’identità sessuale maschio-femmina, ci è parso opportuno diffondere gratuitamente il «Rapporto su La Salette». Infatti, la Dichiarazione UE è stata approvata nel corrente mese di maggio, mese mariano, fatto che le conferisce un’allure satanica.
E’ vero che ben 18 dei 27 paesi dell’Unione Europea hanno approvato la diabolica Dichiarazione. Ma vi sono 9 paesi contrari, primo dei quali l’Italia, grazie all’attuale Governo di centro-destra. Ricordiamocene alle prossime elezioni europee di giugno, così come ricordiamoci delle relative dichiarazioni contro la famiglia a contro l’uomo della sulfurea Elly Schlein , leader del Partito Democratico (o demoniaco?) ed esponente di spicco del socialismo europeo.

Ebbene, del corrente tentativo di distruzione della famiglia, la Madonna ci ha parlato (quasi due secoli fa) a La Salette: «Essendo dimenticata la santa fede di Dio, ogni individuo vorrà guidarsi da solo, ed essere superiore ai suoi simili. L’autorità civile ed ecclesiastica sarà abolita, ogni ordine ed ogni giustizia sarà messa sotto i piedi, non si vedranno che omicidi, odi, gelosie, menzogne e discordie, senza amore per la patria e per la famiglia».

L’e-book che da oggi diffondiamo è il «Rapporto e Lettera Pastorale di Monsignor Filiberto de Bruillard, Vescovo di Grenoble, in occasione della posa della prima pietra del Santuario della Beata Vergine di La Salette: 1 maggio 1852».
Ad esso abbiamo aggiunto in appendice i «Segreti de La Salette». Si tratta di documenti ritrovati dall’abbé Michel Corteville nel 1999, mentre era impegnato a Roma in una ricerca per la sua tesi di laurea su La Salette, nell’Archivio della Congregazione della dottrina per la fede (Cfr. https://www.totustuus.it/Scoperti-in-Vaticano-i-segreti-de-La-Salette/ ).

Tornando alla Dichiarazione dell’UE contro la famiglia e contro l’uomo, c’è da segnalare anche il pavido silenzio di Roma. E anche di questo la S. Vergine ha parlato a La Salette: «I Sacerdoti, ministri di mio Figlio, i Sacerdoti dico, per la loro cattiva condotta, le loro irriverenze e la loro empietà nel celebrare i santi misteri, per l’amore del denaro, l’amore degli onori e dei piaceri, i Sacerdoti sono diventati cloache d’impurità».

In questo scenario apocalittico il messaggio de La Salette contiene anche ciò che ogni famiglia, papà e mamma, nonni e figli, devono fare: «L’irradiamento dell’evento di La Salette attesta che il messaggio di Maria non si esaurisce nella sofferenza espressa dalle lacrime; la Vergine chiede di riprendere il cammino della fede; invita alla penitenza, alla perseveranza nella preghiera e in particolare alla fedeltà alla pratica domenicale» (S. Giovanni Paolo II, Lettera a Monsignor Louis Dufaux Vescovo di Grenoble, in occasione del 150° anniversario dell’apparizione, del 6 maggio 1996)”.

(Da totustuus.it)

Condivido il giudizio espresso su totustuus.it, ma non posso considerarmi pienamente soddisfatto del governo di centro-destra, che reputo poco coraggioso e responsabile nella sua posizione sulla devastante guerra in corso.

È senz’altro positivo che le forze politiche di governo abbiano adottato una posizione giusta e morale su temi cruciali come la difesa della famiglia naturale. Tuttavia, è singolare come questa valutazione positiva contrasti con il loro sostegno alla guerra, mantenendo un saldo posizionamento europeista e atlantico per ottenere l’assenso dei poteri sovranazionali.

Questa contraddizione è preoccupante e, senza un deciso atto di libertà, il declino europeo continuerà inesorabile, con l’approvazione di certe leggi solo rimandata.

^^^

nota a margine:

Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno generalmente mantenuto una posizione conservatrice riguardo ai diritti delle persone LGBTIQ. Tuttavia, ci sono stati rari casi in cui Forza Italia ha mostrato un approccio più moderato.

Forza Italia

Forza Italia, come membro del Partito Popolare Europeo (EPP), ha occasionalmente appoggiato iniziative che promuovono i diritti delle persone LGBTIQ, sebbene questi casi siano limitati e spesso circoscritti a specifici contesti dove l’approvazione era in linea con l’agenda più ampia del gruppo parlamentare europeo. Per esempio, alcuni esponenti di Forza Italia hanno votato a favore di risoluzioni che promuovono la non discriminazione in generale, che includono anche la protezione delle persone LGBTIQ (POLITICO)​.

Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia, con la leadership di Giorgia Meloni, ha generalmente votato contro le proposte che estendono i diritti alle persone LGBTIQ. Meloni e il suo partito hanno mantenuto una linea dura contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’adozione da parte di coppie omosessuali. Ad esempio, Meloni ha dichiarato esplicitamente di ritenere che l’adozione dovrebbe essere riservata a coppie eterosessuali, considerandola migliore per il benessere del bambino​.

fonti consultate: 

LGBTIQ Equality Strategy 2020-2025: https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/policies/justice-and-fundamental-rights/combatting-discrimination/lesbian-gay-bi-trans-and-intersex-equality/lgbtiq-equality-strategy-2020-2025_en

Providing protection and safety to LGBTIQ people: https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/new-push-european-democracy/equality-and-inclusion/actions-lgbtiq-equality_en

LGBTIQ+ Freedom to love and to be who we are: https://www.eeas.europa.eu/eeas/lgbtiq-freedom-love-and-be-who-we-are_en

LGBTIQ at a crossroads: progress and challenges: https://fra.europa.eu/en/publication/2024/lgbtiq-crossroads-progress-and-challenges

Patrizio Riccihttps://www.vietatoparlare.it
Con esperienza in testate come il Sussidiario, Cultura Cattolica, la Croce, LPLNews e con un passato da militare di carriera, mi dedico alla politica internazionale, concentrandomi sui conflitti globali. Ho contribuito significativamente all'associazione di blogger cristiani Samizdatonline e sono socio fondatore del "Coordinamento per la pace in Siria", un'entità che promuove la pace nella regione attraverso azioni di sensibilizzazione e giudizio ed anche iniziative politiche e aiuti diretti.

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