I tunnel di Ghouta: uno strumento di morte totalmente sconosciuto ai media maintream

Dei tunnel di Ghouta i grandi media non ne parlano mai. Ma sono soliti riportare – citando immancabilmente un report dei White Helmet o dell’osservatorio siriano dei diritti umani  cioè dell’organizzazione di soccorso del gruppo terroristico al Nusra (il cui compito principale è fare propaganda di guerra) o dell’Ufficio propaganda finaziato dal Foreign Office britannico – l’aviazione russo-siriana che uccide i civili. Per contro, non dicono nulla del contesto ed in particolare di una pagina, quella dei tunnel e gallerie scavati a Ghouta.


nel filmato sopra viene mostrato un tunnel percorribile in autovettura

Perciò mettiamo decisamente da parte – almeno qui in questo mio spazio – il modo abituale di fare notizia che si dimentica sempre il perché ed il per come. Parliamo invece un po’ di tunnel, dei cunicoli sotterranei, un argomento che sembra del tutto sconosciuto a chi ha la gestione grandi mezzi di informazione ma poca volontà o interesse a far luce su particolari, altrimenti facilmente verificabili. Però l’informazione su questi ‘particolari’ – e la loro connessione in un quadro generale più ampio –  costituisce un elemento  imprescindibile per la comprensione del contesto della guerra  in Ghouta , in cui bombe di profondità sono state indispensabili per la neutralizzazione dei manufatti sotterranei, pericolosissimi per le truppe di terra.

Ho riportato perciò di seguito alcuni video reperibili in rete, per avere una esatta cognizione di ciò che i cosiddetti ‘ribelli’ avevano costruito sotto Damasco per poter sbucare dovunque, colpire e poi sparire.

Nel video vedete la costruzione di uno di questi tunnel. La regione di Ghouta Est è piena di tunnel ed opere sotterranee anche di rilevanti dimensioni, nelle quali si può vivere e possono viaggiare automobili, anche per 30 km. Queste opere sono state realizzate non artigianalmente ma utilizzando esperti ed escavatrici per le gallerie più grandi. Secondo una fonte, una di queste macchine   operatrici, è stata fornita dall’Arabia Saudita attraverso il confine giordano.

L’ Esercito arabo siriano (SAA) ha scoperto di recente “una nuova rete di tunnel a Kafr Batna per una lunghezza di più di 3 km a 15 metri di profondità.

Nei sotterranei erano presenti sale dove alloggiava la sede operativa dei terroristi, centri di gestione per la logistica e persino un piccolo ospedale. Alcune di queste centinaia di gallerie costruite a  East Ghouta,  partono da Qaboun e Barzeh da ovest e anche da sud-est e convergono in un reticolo che ha una estensione di  decine di chilometri e che copre un’area di centinaia di chilometri quadrati.

Questi tunnel possono essere classificati in diversi tipi in termini di profondità, lunghezza e funzioni:

1. Le gallerie più profonde hanno una profondità di 5 metri,  10 m, 15 m fino a quaranta metri, “e talvolta” costituiscono diversi piani collegati tra loro da una complessa rete di collegamento tramite cunicoli e gallerie.

2. In termini di estensione, troviamo le gallerie di lunghezza  inferiore a una decina di metri ed altre di decine di metri di lunghezza e fino a trecento metri di lunghezza , fino a diversi chilometri.

Combattenti del “Corpo del Signore” sul fronte di Marj al-Sultan nella Ghouta orientale (Abdel Moneim Issa / AFP

3 – A secondo del compito a cui sono adibite, si distinguono in diversi tipi:

A) Gallerie più grandi e ampie  dove possono passare veicoli  dedicati alle operazioni di trasporto e consegna di materiali, attrezzature e forniture, come i tunnel che erano tra Kaboun ed il resto delle parti orientali del Ghouta. Queste opere  hanno causato non pochi problemi ad SAA durante l’offensiva sulle posizioni dei terroristi in Kaboun e Barza

B) Tunnel  dedicati alla protezione dei terroristi ed ai loro movimenti sotto terra per trasferrsi a combattere da una zona ad un’altra: i tunnel di questo tipo costituiscono una rete molto complessa costruiti a diverse profondità e tendenzialmente sbucano negli edifici che diventavano poi centri di fuoco .

C) Tunnel dedicati ai leader dei terroristi, per recarsi al  quartier generale, alle sale operative e agli ospedali da campo, come quelli scoperti di recente da SAA a Kafr Batna.

D) Gallerie dedicate allo stoccaggio di armi, forniture e attrezzature;

E) – Tunnel che scavano verso le posizioni dell’esercito e delle istituzioni statali, in preparazione di far saltare in aria questi edifici con tutto il personale che ivi opera, come è avvenuto nella gestione dei veicoli a Harasta e nell’ospedale di Al-Qusayr.

Un generale di brigata dell’esercito siriano, ha osservato che questi tunnel fortificati “danno ai militanti di ‘al Nusra’, la possibilità di navigare in segreto tra i quartieri della città, sparando contro le forze nei siti del governo e allo stesso tempo , contro militanti dell’opposizione,  per costringere questi partiti a violare il cessate il fuoco. Alcuni dei tunnel usati dagli uomini armati sono lunghi 50 chilometri: unità militari delle dimensioni di un intero battaglione possono muoversi all’interno, e ci sono posti dove riporre le munizioni e rilassarsi” (Arabic RT).

I tunnel di Est Ghouta tunnel sono stati scavati sulla falsariga di altre dove zone dove operano i terroristi,  sta a dire in tutta la Siria, e qui ricordiamo i grandi tunnel di Homs, uno dei quali ha raggiunto 20 chilometri e finiva fuori dalla città verso il territorio libanese.

Per costruire questi tunnel sono stati usati sia prigionieri che personale civile costretto a lavorare negli scavi. La direzione dei lavori sicuramente ha richiesto perizia e cognizione di causa visto che nella zona Ghouta c’è un grande bacino d’acqua, dove le acque sotterranee sono vicino alla superficie del terreno.

Nei sobborghi di  Ghouta “la costruzione del primo tunnel è  iniziato alla fine del 2013 tra la zona Harasta Harasta (ad ovest della strada), che è un’estensione dei boschi di Kaboun, dalla fazione di “l’alba della nazione”, soprannominato “Zahth”, per una lunghezza di  circa 800 metri, (aperto nell’estate del 2014) con  obiettivi militari e che si estende nell’area Barza.

Svariati elementi indicano che i terroristi hanno lavorato all’interno di un sistema  globale e integrato utilizzando strumenti e  attrezzature di perforazione non reperibili certo in stato di assedio e con la Siria in stato di embargo.

Alla luce di queste evidenze, è chiaro che uno degli obiettivi dei bombardamenti aerei siriani e russi è stato distruggere lo strumento numero uno della pericolosità dei terroristi, cioè magazzini sotterranei e quant’altro interrato. Ciò è ben lontano dalla narrativa dei media mainstream che ancora oggi continuano a rappresentare in maniera distorta ed omissiva la realtà dei fatti.

Viatato Parlare

 

Mappa di alcuni tunnel conosciuti in Ghouta orientale nel 2016:

Fonti: shaamtimes.net, Alalam.ir, Enbbaladi, fonti primarie ed altre fonti