I diritti umani possono trovar posto nel Corano

a fianco su Sussidiarionet l’intervista a p. Samir.

P. Samir è  uno dei più grandi  conoscitori dell’Islam , è un uomo che anche su un argomento così spinoso, parla chiaro, ma quello che dice purtroppo non mi meraviglia, mi sono chiesto molte volte e  a lungo perchè il Corano dice tutto ed il contrario di tutto, mi sembra inoltre, ascoltanto molte dichiarazioni pubbliche di uomini di “fede”, che per molti mussulmani la verità  assoluta non esista , possa essere aggirabile, cioè che Allah è al di sopra di tutto anche al di sopra della stessa verità.

Ecco, qui di seguito, un interessante articolo  che secondo me , merita di essere letto perchè dà “orientamento topografico”… perciò completa ciò che dice padre Samir, che dà per sottinteso una “conoscenza base” di quella mentalità e di quel credo:

La rivelazione del Corano non è stata istantanea, ma si è compiuta in un periodo di 23 anni (dal 610 al 632, anno della morte di Maometto)

E’ interessante notare che i versetti tolleranti sono stati rivelati all’inzio della missione profetica di Maometto, alla Mecca e sono man mano diventati meno tolleranti dopo l’Egira a Medina (622) (indica il trasferimento dai propri clan di appartenenza come conseguenza dellarottura dei vincoli tribali per la nuova fede)   per diventare decisamente violenti verso la fine (Sura 9)

Alla Mecca, in 13 anni di predicazione, Maometto aveva convertito meno di un centinaio di persone e si era reso inviso ai notabili Meccani che, dopo numerosi tentativi inefficaci di trovare un compromesso decisero di passare alle maniere forti, provocando la fuga dei musulmani a Medina. In questo periodo la predicazione di Maometto fu intransigente dal punto di vista dottrinale (monoteismo assoluto) ma conciliante con Ebrei e Cristiani, di cui ripeteva a grandi linee il messaggio, e anche con i politeisti.

Dopo l’egira il tono della rivelazione cambiò e prescrisse di combattere gli infedeli. Il motivo di questa aggressività risiedeva nella convinzione che chi rifiutava di riconoscere la verità dell’annuncio fatto da Maometto, commetteva un’ingiustizia. Diventava quindi “colpevole” di miscredenza e la miscredenza era di per sé un’aggressione contro l’islàm.

C’è una evidente discrepanza tra i versetti tolleranti rivelati alla Mecca e quelli violenti e aggressivi rivelati a Medina. La brillante soluzione alle contraddizioni del Corano è il “Principio di Abrogazione”, in Arabo “Annaskh wa al manswkh” (L’abrogante e l’abrogato) proposto dallo stesso Corano:

Non abroghiamo un versetto né te lo facciamo dimenticare, senza dartene uno migliore o uguale . Non lo sai che Allah è Onnipotente? (CORANO  2:106)

In base a questo versetto quelli rivelati posteriormente hanno la prevalenza su quelli rivelati anteriormente. Pertanto, siccome i versetti tolleranti sono quelli rivelati alla Mecca prima dell’Egira, mentre quelli violenti sono quelli rivelati posteriormente, a Medina, dopo l’Egira, ovviamente hanno la prevalenza sui versetti meccani.

Rimane un dubbio: come può un versetto rivelato da Allah non essere vero e perfetto come tutto quanto viene da Dio che è perfezione assoluta? La risposta è semplice, (anche se non per noi, . Tutti i versetti sono veri e da applicare, sia quelli tolleranti che quelli intolleranti. Ciò significa che sia la tolleranza che l’intolleranza sono lecite e ammesse, anche se l’intolleranza è preferibile, in quanto prescritta da versetti posteriori, quindi di maggior rilevanza. In pratica ogni musulmano è libero di scegliere il corso di azione che reputa migliore.

Il fatto è che la misura della morale è la vittoria dell’islàm, cioè della verità sulla menzogna e sull’ignoranza. Non esiste un bene assoluto nell’islàm, se non la volontà di Allah. Ciò che vuole è giusto e morale, ciò che proibisce è ingiusto e immorale. Anche la verità non è un valore assoluto come per il Cristianesimo. Se ai musulmani la verità fosse dannosa, si è assolutamente autorizzati a mentire. Questa pratica dell’inganno si chiama Taqiyya.”

per chi volesse leggere tutto, ecco il link: http://www.lisistrata.com/cgi-bin/lisistrata3/index.cgi?action=viewnews&id=594

detto tutto questo  è “il bene pratico” che bisogna dimostrare come bene ha detto il card. Scola . Naturalmente specialmente in occidente, dove per adesso abbiamo parola.
Le tavole rotonde sono utili, ma è il bene pratico, è l’incontro tra la gente e iniziative come il Meeting del Cairo che può proporre nuove prospettive senza sconfessare la natura dell’uomo e lo ricerca della Bellezza, per cui tutti,  originariamente , gli uomini sono fatti.
Come sempre è l’incontro tra uomini e tra tradizioni vere di solidarietà e di bene che fà nascere le civiltà.

Non è utopia :come lo sostiene anche Wael Farouq, musulmano: la Chiesa è parte del nostro popolo