Grande dibattito in Gran Bretagna per il ritorno di donna inglese non pentita che ha militato nell’ISIS

l presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nel suo twitter, ha dichiarato di aver chiesto a Gran Bretagna, Germania, Francia e altri alleati europei di accettare terroristi militanti stranieri da questi paesi detenuti in Siria e organizzare un processo per loro. Altrimenti, l’esercito americano e i suoi alleati dovranno liberare più di 800 militanti dello Stato Islamico (IS), che – ha detto – torneranno in Europa da soli. Trump sostiene inoltre che l’IS è sull’orlo della distruzione e l’esercito americano lascerà presto la Siria dopo la “vittoria finale” sul gruppo.

La dichiarazione è stata fatta sullo sfondo del dibattito in Gran Bretagna sul ritorno di Shamima Begum,  la ragazza di 19 anni che è fuggita nelle fila dello  stato islamico nel 2015. Ora Begum è nel campo di detenzione siriano per i sostenitori arrestati dell’IS. In una recente intervista, ha detto che voleva tornare nel Regno Unito, ma non si è pentita di nulla. Quest’ultimo ha causato una risposta negativa da una parte significativa del pubblico britannico, che ritiene che il ritorno di Begum sia una minaccia alla sicurezza. Allo stesso tempo, in quanto cittadina della Gran Bretagna, ha il pieno diritto di tornare nel paese e avere un equo processo. La situazione è complicata dal fatto che Shamim Begum è al nono mese di gravidanza e sta per partorire. Durante il peeriodo trascorso con l’IS Begum resto incinta due volte, ma entrambe le gravidanze fallirono.

Sembra insomma che il rientro in patria sia precluso solo alla prima donna inglese Asma Assad che non è terrorista ma che – al contrario – a mio avviso dovrebbe essere insignita del Nobel.

Si capisce bene che tutta la discussione in corso sui prigionieri dell’IS è una discussione assurda: gli USA trattennero in detenzione a Guantanamo centinaia di uomini sospetti terroristi afgani che poi si rivelarono innocenti ma per gli uomini dell’IS , criminali conclamati , addirittura la prospettiva è di lasciarli liberi.