Fuori da questa trappola per topi – Nicola Donti

Viviamo in una gabbia, una vera è propria trappola per topi. Reagiamo a stimoli esterni somministrati con sapienza. Siamo divisi gli uni dagli altri da alte barriere che rendono ogni comunicazione difficoltosa. Siamo addestrati alla noia, portiamo maschere di gesso, armature pesanti. Siamo costantemente schiacciati dal peso di idee che non sono nostre e nelle quali, a ben vedere, non crediamo. E tutto questo lo chiamiamo vita, quando non si tratta che del rumore di fondo che l’universo registra nell’intervallo che intercorre tra la data della nostra nascita e quella della nostra dipartita.

Eppure siamo molto di più di questo: l’esistenza è l’opportunità che l’universo ci regala per poterlo sperimentare, per lasciare che attraversi i nostri sensi. La vita è un lampo di consapevolezza, giusto il tempo per riempirsi di meraviglia e sospendersi in uno stupore senza fine. Gli altri siamo noi, legati da un fine che tutti accomuna. Perché allora è così difficile parlarsi?

A questa domanda prova a rispondere Nicola Donti, intervistato da Claudio Messora su Byoblu, laureato in Filosofia e professore a contratto per l’Insegnamento di “Filosofia e Teoria dei Linguaggi” all’Università di Perugia, nonché Presidente emerito di Aleph Umanistica.

Un’intervista per librarsi a centinaia di metri dal suolo, oltre le pareti della vostra stanza, e provare a ricordarsi chi e cosa siamo.
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