Forse Londra teme che Mosca riveli alcuni prove scottanti rinvenute in Ghouta Est

Attraverso il Sultanato dell’Oman, Londra, immediatamente prima della crisi scatenata dall’incidente Skripal, rivolse a Mosca un appello affinché facesse rilasciare prigionieri britannici che collaboravano con le milizie jihadiste in Est Ghouta. A questa richiesta – a differenza di quando era avvenuto un anno prima ad Aleppo – i russi risposero che “la questione riguardava esclusivamente la leadership militare siriana”. A complicare ulteriormente le cose sembra che durante le battaglie di Ghouta, oltre ai britannici, sia stato catturato  anche un ufficiale americano e due israeliani. Questi episodi hanno spinto il segretario della Difesa statunitense James Matisse a recarsi in Oman l’11 marzo.

Queste indiscrezioni acquistano ancora più spessore, in quando, in una recente intervista con la BBC britannica, il presidente russo Valdimir Putin, rispondendo  sulla reale ragione per l’improvvisa insoddisfazione britannica nei confronti di Mosca, ha fatto capire che la Gran Bretagna ha un segreto che tiene in East Ghouta. 

Ciò che voleva dire Putin non è stato chiarito ma il portavoce militare della base russa di Khmeimim, AlexanderIvanov ha rivelato che l’intelligente russa sta lavorando alla raccolta di documenti e dati di archivio lasciati dai terroristi nell’est Ghouta. Ciò che la Gran Bretagna potrebbe temere e vorrebbe negoziare sono prove compromettenti che possano rivelare quali stati controllano e finanziano i gruppi terroristici.

L’intelligente militare siriana, durante un’operazione segreta, avvenuta durante le operazioni per la liberazione dell’insediamento di Ein Trama (Ghouta Est), ha arrestato un gruppo di consulenti e specialisti militari francesi, americani e britannici.

fonti:  qui e qui