Erdogan: musulmani uniti contro Israele

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Il presidente turco Erdogan – che ha attaccato proditoriamente in Siria – chiama a raccolta tutti i musulmani. Forse con un nemico certo il mondo musulmano troverà una sua unità contro Israele. Ma sappiamo che questo genere di unità è farlocca. L’evidenza corrente è  un medioriente in fiamme con musulmani che si massacrano reciprocamente in Siria, in Yemen, in Afganistan, farendo il vecchi piano Yunon. Altro problema è la presenza di leader ‘illuminati’: un alto funzionario di Hamas, Salah Bardawil in TV rivela che dei 62 uccisi dagli israeliani, 50 erano di Hamas. Questo particolare non alleggerisce certo le responsabilità israeliane che hanno sparato senza discrimine a Gaza. Sempre di crimine si tratta e di eccesso nell’uso della forza. E’ altrettanto vero però che fin quando l’odio e l’esclusione dominerà quelle terre, non si faranno passi avanti da nessuna direzione. Perciò l’attuale Israele farebbe bene a rileggere i suoi profeti passati, la Palestina farebbe bene a dotarsi di veri leader e il mondo musulmano farebbe bene a capire che le proprie divisioni interne fanno la gioia delle potenze occidentali.

Vietato Parlare

Secondo il primo ministro Binali Yildirim, Erdogan ha chiesto una riunione di emergenza dell’Organizzazione per la cooperazione islamica, che dovrebbe iniziare venerdì mattina. Ha anche detto:

“I paesi islamici dovrebbero, senza fallo, rivedere le loro relazioni con Israele. Il mondo islamico dovrebbe muoversi come uno, con una sola voce, contro questo massacro.
“Questo non ha nulla a che fare con la politica del partito. Questo è per mostrare solidarietà, fratellanza e solidarietà “.

Ankara ha reagito con più forza alle notizie di ben 60 palestinesi uccisi durante le violente proteste alla barriera di sicurezza di Gaza lunedì. Hamas, che controlla politicamente la Striscia di Gaza, ha ora ammesso, tuttavia, che la stragrande maggioranza di coloro che sono stati uccisi lavorava effettivamente per l’organizzazione terroristica.
Finora, solo 24 morti sono stati confermati dal Ministero della Salute controllato da Hamas. Ma un alto funzionario dell’organizzazione terroristica, Salah Bardawil, ha detto ad una emittente televisiva gestita da Hamas:

“Nell’ultimo round di scontri, se 62 persone sono state martirizzate, 50 di loro erano Hamas”.

L’aviazione militare israeliana da allora ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei contro gli obiettivi di Hamas all’interno della Striscia di Gaza settentrionale, rispondendo agli spari che hanno colpito case civili israeliane nella città di Sderot. Secondo quanto riferito, gli obiettivi includevano una base militare e una fabbrica di armi.

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