“Embedded” alle truppe turche anche i terroristi filo- al Qaeda di Ahrar al Sharqiya

Tanti lo sanno e tanti lo denunciano da tempo (Globalist compreso) soprattutto dopo l’invasione turca del cantone di Afrin: la Turchia sta usando gruppi jihadisti dichiaratamente legati all’organizzazione terroristica al Qaeda per fare la guerra alle forze curde nel Nord-est siriano.
A provarlo è lo stesso gruppo che si fa chiamare Ahrar al Sharqiya che afferma di far parte dell’Esercito Nazionale Siriano (Nsa), un accozzaglia di brigate di ribelli siriani creata da Ankara non più tardi di due mesi fa probabilmente perché già aveva una sorta di via libera all’attacco di questi giorni da Mosca se non addirittura anche da Washington.

Ma, come detto, queste bande jihadiste non meno fondamentaliste dell’Isis erano state armate spesso e volentieri da Ankara.
Proprio oggi, Ahrar Al Sharqiya ha annunciato tramite un suo comandante militare citato dal quotidiano al Quds al Arabi, che il suo gruppo è riuscito a prendere il controllo della cittadina al Irtwaziyah (circa 80 chilometri a nord di Raqqa nel nord-est siriano) che si trova sull’autostrda Aleppo-Qamishli, tagliando di fatto la stessa autostrada ed i rifornimenti di Sdf (forze curde) dalla parte del governatorato al Haska”
Si tratta di un gruppo di ribelli siriani armati originario del Governatorato di Deir Ezzour, di ideologia islamista. Fondato da alcuni fuoriusciti dell’ex filiale siriana di al Qaida, Fronte Al Nusra tra cui Abu Maria Al Qahtani, il gruppo è stato anche accusato di stretto alleanza con il cosiddetto Stato Islamico.
Nell’ottica dell’operazione Fonte di pace lanciata mercoledì dal presidente turco Erdogan, sono i combattenti curdi di Sdf e Ypg ad essere considerate terroristi; ovvero gli stessi combattenti che in cinque anni di guerra e sostenuti da Washington sono riusciti a sconfiggere i tagliagole dello Stato Islamico.

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