DIEGO FUSARO SUL DISCORSO DI RULA JEBREAL ► “Discrimina il genere maschile, non valorizza la donna”

Un video da ascoltare con attenzione per l’aiuto ad un giudizio che è la LIBERTA’ DEI POVERI. Qui non c’entra il comunismo, il giudizio proposto va oltre, anche se si denota la formazione in tal senso, la lettura è intelligente. In altri termini, Fusaro pur nel giudizio che risente della filosofia di antitesi della lotta di classe – restringendo così almeno in parte il significato dei cambiamenti epocali  che vediamo oggi – presenta un giudizio condivisibile sul significato di padre, identità, tradizione, società senza legge, in cui tutto è il desiderio ed  trascendente nella vita dell’uomo viene deradicato per lasciare che tutto diventa globalizzato, mercificato e più gestibile in un orizzonte in cui tutto è votato al consumo. Utile anche in un orizzonte in cui la Chiesa non interviene in un giudizio chiaro negli ambiti subdoli, in cui si diffonde più potentemente un mondo mercificato e svuotato del suo significato più vero.

@vietatoparlare

Diego Fusaro: ”Dopo aver passato la giornata sui classici come Platone, ieri sera mi sono dilettato con l’orrore postmoderno del festival della canzone italiana di Sanremo, (…) spettacolo di omologazione ed istupidimento, di imbarbarimento dello spirito e del corpo (…) mette in evidenza la bruttura dei rapporti sociali della notte del mondo. Se è vero che nell’arte si esprimono le qualità di un’epoca, non è un caso che nel Rinascimento fiorissero le grandi arti umanistiche, è altresì non casuale che il nostro sia il tempo della merda di artisti inscatolata, degli orinatoi e dello spettacolo cui abbiamo assistito attoniti ieri (quello del festival di Sanremo)…..ma una cosa che mi ha colpito è stata la dissacrazione e la profanazione del sacro…(…) l’attacco alla trascendenza…..”

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