Dalla Chiesa povera alla Chiesa misera

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vuota chiesaSecondo il portale Infovaticana, che cita un articolo del giornale locale La Gaceta, quasi la metà dei conventi della provincia di Salamanca necessita degli aiuti del banco alimentare spagnolo. Precisamente si tratta di 10 monasteri su 23. Siamo in Spagna, a nord di Madrid in un territorio di circa 3 milioni di abitanti. Le monache sono povere. Colpa, dicono, della crisi di vocazioni e del calo di fedeli e quindi delle offerte.

Le povere suore devono tutte le mattine sperare che i pacchi che il Banco alimentare destina alla Caritas e a tutte le emergenze del Paese vengano recapitati anche a loro. Loro che, come tutte le suore della storia, sono nate per rifocillare indigenti, curare malati, accudire orfanelli, insomma, prendersi cura degli ultimi. Solo che adesso le ultime sono diventate loro. E la cosa non sembra intenerire nessuno.

La cosa dovrebbe allarmare almeno la diocesi di Salamanca, ma il vescovo – riferisce sempre Infovaticana – ha detto che non possono fare nulla per aiutarle perché sono congregazioni indipendenti. Indipendenti da che cosa non si sa, se è vero che con ingenti finanziamenti pubblici la Chiesa aiuta tutti gli ultimi della terra.

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