Dal tesoro inesauribile della Siria cristiana

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…. emergono le testimonianze commoventi della presenza della Chiesa primitiva in questa terra martoriata di cui giustamente i cristiani locali rivendicano essere i primi legittimi abitanti, ostinati nel restare nonostante i progetti di pulizia etnica ed eliminazione programmata della presenza cristiana nella regione.

 

 

Ad Aqrabat (Uqayribat), a 85 km a est di Hama, durante un’opera di sminamento sono venuti alla luce un mosaico di 8 m. di lunghezza e 7 m. di larghezza, appartenente al pavimento di una chiesa e alcune epigrafi in greco del V secolo in cui si fa riferimento ad un vescovo Alessandro e ad una nobile Domna, … figlia … di Teodoto…, probabilmente il mecenate dell’opera musiva, che si presenta in condizioni relativamente buone.
Altri due mosaici situati a livello inferiore di terreno, testimoniano l’importanza del luogo di culto, probabile basilica bizantina che aumentò di dimensioni nei secoli VI e VII.


Gli archeologi hanno iniziato gli scavi, che proseguiranno per alcuni giorni, per mettere in sicurezza il mosaico, che verrà poi trasferito al museo di Hama. Solo il pavimento della chiesa è stato preservato.

 traduzione dell’epigrafe in greco: “noi preghiamo per/ringraziamo il nostro santissimo vescovo Alessandro” e per un’altra persona, di cui non resta chiaro il ruolo, che potrebbe chiamarsi EVANGELOS (ma non è detto che si tratti davvero di un nome proprio) e a cui potrebbe essere riferito l’aggettivo EULABOUS espresso in genitivo e che potrebbe essere reso con “timorato di Dio”
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