Crisi Turchia-Siria per nord del Paese

La giornata di oggi è caratterizzata da nuovi combattimenti tra le fazioni curde YPG e i miliziani filoturchi, il tutto nel settore di Afrin occupato dai filo-turchi, dato il particolare momento di delicatissima trattativa per il futuro dei curdi in Siria.

Le delegazioni YPG ed SDF si trovano infatti a Damasco e il tempo per scongiurare un nuovo attacco turco si sta drammaticamente esaurendo.

Senza questo accordo che soddisfi anche i Turchi, Ankara attaccherà il nord della Siria occupando tutte le province che vedono una significativa presenza curda e di certo costringerà le milizie a ritirarsi in settori del Paese dove la maggioranza assoluta di cittadini sarà araba e di certo non gradiranno i curdi armati, nuovi scontri potrebbero allora nascere in futuro, e nulla di buono si prospetta per loro se venissero nuovamente sconfitti pesantemente come ad Afrin.

Ecco perché mi pare singolare che proprio ora abbiano deciso, o gli sia stato ordinato, di attaccare pesantemente le milizie filo-turche.

I curdi hanno presentato le loro ultime richieste per l’accordo alla Siria, vedremo se riusciranno a capire quali siano i loro veri interessi come siriani di etnia curda.

Nel frattempo, la popolazione araba siriana del nord della Siria sta protestando in piazza, con le bandiere siriane anche nelle zone occupate dalle truppe mercenarie al soldo USA (YPG e SDF), contro il progetto turco di creare una fascia di sicurezza nel nord della Siria per una profondità di 36 Km nel territorio siriano.

Stefano Orsi

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