Covid 19 e cura con il plasma: l’ostracismo delle autorità contro la cura è inverosimile

Covid 19 e cura con il plasma: l'ostracismo delle autorità contro la cura è inverosimile 1

Il reparto pneumologia del Policlinico di  Mantova  ha curato i casi gravi di Covid 19  iniettando plasma sanguigno iperimmune ricavato dai pazienti guariti. In pratica gli anticorpi dei guariti hanno risolto l’infezione su tutti i 48 curati che sono guariti in pochi giorni. Ma inspiegabilmente le critiche verso questa pratica – vecchia ormai da più vent’anni e quindi abbondantemente testata – piovono da varie direzioni. Mentre le motivazioni addotte – anche per un occhio inesperto – appaiono subito incongruenti.

Il dr. De Donno direttore del reparto di Pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova in una intervista alla Verità dice   che sono “48 i pazienti ‘arruolati’ e guariti, ma la sperimentazione è chiusa, in attesa di dei dati della letteratura”.

Il Sussidiario riferisce che sulla vicenda è intervenuto un altro virologo, Fabrizio Pregliasco, dell’Università Statale di Milano. «È incredibile il clima da stadio che si è scatenato sul plasma iperimmune donato dai pazienti guariti da Covid-19 per aiutare altri malati».

Al pool di dr. De Donno viene contestato che il test per stabilire ila donatori non è stato validato. Quindi i donatori non sarebbero sicuri. Ma sembra che le cose non stanno esattamente così, il test usato è validato CE:

Allora perchè tanto scalpore? Essenzialmente hanno avuto una valenza negativa  le critiche del virologo Burioni – che con i suoi “Medical Fact” solleva molte obiezioni come quella che “è meglio un prodotto sintetizzato”, ovvero un prodotto prodotto da case farmaceutiche”.

Eppure questo confligge con una sperimentazione che ha avuto un pieno successo.

In proposito, ecco la testimonianza di una donna incinta affetta da coronavirus che grazie alla cura al plasma è guarita ed ha partorito senza problemi:

Il clima è intimidatorio. Il Dr De Donno ha lamentato pubblicamente un intervento dei NAS. La Gazzetta di Mantova ha riportato ieri che i due profili facebook del responsabile del Reparto medico di Mantova, sono misteriosamente spariti.

Naturalmente le domande suscitate da questi eventi  sono tante. Sono giustificabili tutte queste obiezioni ad una cura che ha guarito tutti i pazienti alla quale è stata praticata? E’ giustificabile l’interruzione della sperimentazione di una cura che ha conseguito finora il 100% di successo? Qualcuno sui social ha scritto “Forse se si trova una cura finisce l’emergenza e qualcuno perde i poteri speciali?” e “Siamo di fronte ad un Di Bella 2” ?

Il clima è quello. L’impressione è sì: il solito auto-protezionismo di interessi miliardari?

@vietatoparlare

 

 

 

 

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