Chi fa domande e non riceve risposte sui comportamenti del governo italiano in merito alla pandemia, è un “negazionista”

Negazionismo che prima d'ora era stato usato solo per i genocidi, ora è usato per chi dice che il virus si indebolisce e che la risposta deve essere proporzionale. Ma in Francia le mascherine sono state rese obbligatorie solo il 20 luglio, ciò però non ha impedito al virus di diminuire esponenzialmente, prima che tale provvedimento fosse preso.

Chi nega che la mascherina sia inutile o chi nega che le misure attuali in agosto siano eccessive, cosi pure chi critica il continuo bombardamento di dati da parte dell’informazione (senza parametri di riferimento ed errati suggerimenti di lettura) da adesso è un negazionista.

Questo è il nuovo termine – il cui uso si va diffondendo sui media – con cui si identificheranno tutti coloro che osano farsi delle domande sulle misure e sulle segretazioni del governo in tempo di covid 19. Ma come si può essere ‘negazionisti’ su qualcosa che non è una verità di fede o su qualcosa  sulla quale, la stessa scienza, è divisa?

Per rappresentare questo dato è emblematica la sintesi di quanto è successo in Francia, riportata da un blogger, Bertrand Renault:

Del post “Les masques. Une mauvaise fable française” riporto qui di seguito alcuni estratti, i cui dati ho opportunamente verificato (aggiungendo alcuni link). E’ la prova i “negazionisti” non negano affatto l’esistenza del virus; semplicemente non accettano la cosiddetta scelta della “massima precauzione” che spesso ha l’interesse solo a mantenere l’emergenza per fini terzi:

[su_quote style=”flat-light”]Alla fine di gennaio 2020, quando le autorità cinesi hanno formalizzato i loro 1.000 decessi a causa di COVID-19, in Francia, AGNES BUZYN, il ministro della sanità (che è anche un medico civile), ha dichiarato con fiducia ai francesi che la mascherina era ”  totalmente inutile  ”. In breve, [tenuto conto della diversa visione attuale] ci stava mentendo. Certo, alla fine di gennaio, nessun caso di malattia era stato ancora identificato in Francia. Pertanto, indossare la maschera  ” da parte della popolazione non malata per evitare di contrarre la malattia non è raccomandato”  e  “la sua efficacia non è stata dimostrata” , questo è quello che  affermava il Ministero della Salute sul sito web.[/su_quote]

[su_quote style=”flat-light”]Successivamente la tensione aumenterà di livello durante il mese di febbraio, quando gli operatori sanitari, gli ospedali, i liberali, i farmacisti, inizieranno a notare e affermeranno che sle famose maschere “inutili” sono esaurite.  È così che lo stato decise di requisire tutte le scorte di mascherine per riservarle al solo personale infermieristico e ai malati. Per tutti gli altri francesi, si riuscirà a fronteggiare l’epidemia, con o senza maschera protettiva.

Il 17 marzo, il nuovo Ministro della Salute, OLIVIER VERAN il giorno dopo la sua nomina dirà: “Oggi abbiamo abbastanza maschere per consentire al personale medico di essere armato di fronte alle malattie e per curare i malati” e che  “una persona che cammina per strada per fare shopping non ha bisogno di  indossare una mascherina, perché il virus viene trasmesso principalmente attraverso le mani .[/su_quote]

[su_quote style=”flat-light”]Il 2 aprile, appena due settimane dopo l’inizio del “sequestro dei francesi nelle loro case”, l’accademia medica, attraverso la voce del suo presidente, JEAN FRANCOIS MATTEI, ex ministro della sanità responsabile dell’episodio estate cocente del 2003, raccomanda di rendere obbligatorio l’uso dellamascherina  per tutti. Il giorno successivo, JEROME SALOMON, direttore generale della salute convalida le raccomandazioni dell’Accademia di medicina mentre il 4 marzo, assicurando su BFMTV che “le mascherine non hanno nessun interesse per il grande pubblico ”.[/su_quote]

[su_quote style=”flat-light”]All’inizio di aprile, tutti gli epidemiologi seri e professionali ci hanno martellato dicendo che il vettore di trasmissione del virus è principalmente dovuto all’aerosol che rimangono sospese nell’aria emesse nel parlare, per starnuti o tosse. Ma mentre nel sud-est asiatico e in Cina, indossare una maschera è obbligatorio anche se fa parte della cultura delle popolazioni asiatiche indossarla, il governo francese si accontenta di fare affidamento sulle istruzioni del OMS, tranne nei trasporti pubblici in cui l’uso di una mascherina diventa indispensabile dall’11 maggio.

Quali sono queste istruzioni? Il 6 aprile (5 mesi dopo l’inizio dell’epidemia in Cina), nel suo rapporto mensile, l’OMS non ha raccomandato l’uso di maschere per il pubblico, lasciando ai leader la decisione in base alla situazione epidemica di ogni paese.[/su_quote]

[su_quote style=”flat-light”]Metà maggio. La Francia non aveva ancora una scorta sufficiente di mascherine per consentire a tutti di acquisirle e indossarle. Ma la carenza di mascherine si adattava bene alla linea del governo francese che così ha seguito i consigli dell’OMS finché non era possibile acquistare nuovamente mascherine nelle farmacie.[/su_quote]

[su_quote style=”flat-light”]Solo dal 5 giugno  l’OMS ha cambiato la sua dottrina ed ha incoraggiato l’uso diffuso di mascherine per il pubblico in spazi ristretti. Certo, ha lasciato ai governi organizzarsi “come ritengono opportuno”.

Tuttavia, solo di recente, il  ministro francese OLIVIER VERAN ha reso obbligatorio indossare le mascherina in luoghi chiusi: precisamente il 20 di luglio [/su_quote]

[su_quote style=”flat-light”]Ora sembra essere previsto un nuovo passo: indossare mascherine per tutti all’aria aperta. Una buona gestione della paura chiama i nostri governatori e i loro collaboratori, esperti di ogni genere, dottori della TV, ecc … a contorsioni per quanto riguarda la comunicazione. Il nostro ministro delle mascherine, OLIVIER VERAN, ha appena detto il 29 luglio che “Se sei in una strada dove ci sono molte persone che vanno a fare una passeggiata e non sei sicuro di poter mantenere le distanze, la consiglio”. [/su_quote]

[su_quote style=”flat-light”]Alcuni sindaci addirittura anticipano le decisioni dei prefetti come a Nizza, Bayonne o Tours. A Les Sables d’Olonne, il sindaco non ha trovato niente di meglio che vietare l’accesso alle spiagge della città in determinate ore del giorno a causa del restringimento della spiaggia durante l’alta marea. Ma se gestisci una concessione in spiaggia privata con la fornitura di materassi a pagamento, continui ad essere autorizzato ad accogliere i visitatori estivi. Cosa fanno i vacanzieri? Si accumuleranno su altre spiagge, a pochi chilometri da Les Sables d’Olonne. A Orleans, solo gli escursionisti con le mascherine tra le 21:00 e le 6:00 possono percorrere le viuzze del loro centro città![/su_quote]

[su_quote style=”flat-light”]Mentre oggi una grande maggioranza di epidemiologi insiste nell’affermare che indossare una maschera all’aria aperta ha un’efficacia quasi nulla, mentre tutti i focolai elencati si moltiplicano esclusivamente in luoghi chiusi, i politici non la pensano in questo modo e applicano il principio della cosiddetta ‘massima precauzione’. [/su_quote]

Alla luce di questi dati, è chiaro che le decisioni politiche hanno ben poco a che fare con i dati scientifici e che in materia esiste una grande diversità di valutazioni.

Come abbiamo visto, in Francia sono state prese decisioni non analoghe a quelle prese in Italia: l’OMS fino al 5 giugno non ha mai raccomandato l’uso di mascherine e la Francia ha seguito la linea delle mascherine nei luoghi chiusi solo dal 20 di luglio cioè quando la diffusione del virus era già diminuita esponenzialmente.

Per la cronaca, nel mese di luglio 2020, gli ospedali francesi hanno registrato da 10 a 20 morti al giorno a causa di COVID-19. Ad aprile, sono state oltre 500 le morti al giorno.

Come mai allora la diffusione del virus in Francia è diminuita come in Italia ma senza l’uso delle mascherine?

Le decisioni si basano allora su falsi in senso scientifico, ma sono valide per  giocare sulle paure.

Ciò significa che le decisioni del governo italiano non sono coerenti alla giustificazione della cosiddetta scelta della “massima precauzione”. Se così fosse non si relegherebbero opinioni scientifiche espresse da Tarro, Zarrillo, Montanari o altri come ‘eresie’ perchè non si identificano con la linea ministeriale . Schernire i contributi scientifici perchè si discosta dalle decisioni governative  e bollarle come fake news – o addirittura nominare apposite commissioni per perseguirle – è grave. Ostracizzare opinioni come ‘cospirazioniste’ o  ‘negazioniste’ solo perchè differiscono dalla narrativa ufficiale dei governi, è ignobile. Dare  dell’irresponsabile a chiunque, solo perchè non appartiene alla propria cerchia, è autoritario e delinquenziale.

Questo non è certo l’invito a trasgredire alle disposizioni ministeriali ma ci si aspetta dall’altra parte, chiarezza, verità, proporzionalità e lealtà. L’introduzione nel linguaggio comune di parole dispregiative per indicare la gente che dissente argomentando, è inqualificabile.

patrizioricci by @vietatoparlare

 

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