Chi è il Free Syrian Army siriano? (2^ puntata)

segue da ‘Chi è il Free Syrian Army siriano? (1^ puntata)’.

L’ Esercito Libero Siriano (FSA) è diventato  chiaramente un insieme eterogeneo tra gruppi radicali islamici, mercenari e criminali comuni.

Precisiamo che accanto ai gruppi estremisti islamici, l’opposizione siriana includeva moderati, laici e gruppi curdi . Di questi, il Consiglio del Comando Rivoluzionario Siriano  (a volte indicato come la Coalizione Nazionale Siriana) era considerata la fazione secolare primaria, sebbene includesse un certo numero di milizie islamiste. Questa alleanza di 72 fazioni era stata costituita nell’agosto 2014 per aiutare le forze anti-Assad a coordinarsi meglio ed ha ricevuto il sostegno sia dell’occidente che dall’Arabia Saudita.

Ma questa versione è idilliaca: già dal 2013 quel po’ di opposizione ‘moderata’ minoritaria era già stata oscurata da formazioni come il Fronte Islamico (formatosi nel novembre 2013), una coalizione di circa 40.000/70.000 uomini Proseguendo i ‘ribelli moderati’ dell’Esercito Libero Siriano (FSA) sono diventati  chiaramente un insieme eterogeneo tra gruppi radicali islamici, mercenari e criminali comuni.

Eppure nonostante queste evidenze, molti ancora si incaponiscono nell’ insistere che l’FSA non c’entra nulla con i salafiti (come il portavoce dei ribelli che dichiara alla BBC nel 2016 ). Continuiamo perciò a verificare e vedere cosa FSA dimostra di essere operativamente.

Ora se più di qualche dubbio sulla natura dei ribelli siriani  nel 2016 ce l’avevano anche i turchi,  è tutto che dire. Diceva non una fonte pro-Assad   ma Voice of America (VOA) il 19 settembre 2016: “In Turchia vengono sollevate domande sulla composizione dei ribelli dell’esercito siriano libero che combattono con le forze turche in Siria. I deputati dell’opposizione accusano tali forze di essere composte da jihadisti, il che minaccia di avere conseguenze regionali più ampie“.

I gruppi ribelli salafiti e non, inseriti in ‘sale di regia’ unificate (come al Fatah ad Aleppo)

L’interconnessione tra ribelli jihadisti e non, ha vecchie radici. Lo dimostra l’invio di armi dei salafiti libici in Siria nel 2011 e l’incontro del leader di al Qaeda a Tripoli Abdulhakim Belhadj (ovvero il governatore della capitale libica ed ex leader del gruppo combattente islamico libico) , con i capi dell’FSA in Turchia nel mese di novembre 2011  (The Telegraph).

Sul comportamento dei ribelli dell’FSA esiste un episodio chiave che rapprecenta la punta di un iceberg: il 29 marzo 2012 il quotidiano tedesco SPIEGEL pubblicò un’intervista a un “boia” autoproclamato di Homs, che si stava curando in un ospedale del Libano, per poi tornare “all’originario  lavoro”. L’articolo “The Burial Brigade of Homs: Un boia per i ribelli siriani racconta la sua storia”visibile qui ( http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,824603,00.html ), rivela particolari raccapricianti cose come: “La maggior parte degli uomini può torturare, ma non sono in grado di uccidere da distanza ravvicinata (…)” Non so perché, ma non mi infastidisce. Dopo una prima decapitazione fu un rito di passaggio per Saddam Hussein, divenne un membro della brigata di sepoltura di Homs. Gli uomini, di cui ci sono solo una manciata, uccidono in nome della rivoluzione siriana. Lasciano torture agli altri; questo è ciò che la cosiddetta “brigata di interrogatori”.

Ed ancora – sempre nel  2012 – su esecuzioni di prigionieri per la BBC , il corrispondente della BBC Paul Wood ne scrive da Homs ( http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-16984219)

Di esecuzioni e sgozzamenti di intere famiglie presso le comunità cristiane ne parla anche in un rapporto Madre Agnès-Mariam de la Croix di Qara ( http://www.legrandsoir.info/dernieres-nouvelles-de-homs-et-de- kusayr.html ).

Ed ancora il 10 febbraio 2012, dopo uno dei due attacchi terroristici di Aleppo che aveva causato 25 morti, 175 feriti, uno dei leader dell’FSA, il colonnello Aref Hamoud, dichiarò con orgoglio a France24 che FSA è responsabile di queste “operazioni qualificate” ( http://www.youtube.com/watch?v=zQ7pit6wfyo )

Vale anche la pena citare che durante l’assedio di Aleppo i ribelli islamici di Jabhat Al-Nusra (estensione siriana di Al-Qaeda), il Free Syrian Army (FSA), Harakat Ahrar Al-Sham, e Harakat Nouridden Al-Zinki hanno iniziato ad utilizzare i bambini soldato nella loro lotta contro le forze del governo siriano all’interno del Governatorato di Aleppo dopo che i governativi lanciarono lanciato un’offensiva su larga scala per catturare gran parte della campagna a nord della provincia (vedi qui ).

Bambino soldato del Free Syrian Army ad Aleppo

Sempre durante l’assedio di Aleppo, il Free Syrian Army ha bombardato quasi quotidianamente i quartieri cristiani Sulaymaniyah, Aziziyah, Villas,Telefon Hawaii, Al Jabiriyah, Al Maydan, Al Surian, Al Tilal della città di Aleppo insieme ad altre sigle jihadiste e non.

Infatti, sempre in riferimento all’assedio di Aleppo da parte di FSA, è rilevante che tutte le sigle ad Aleppo erano unite nel coordinamento ‘al Fatah’ di cui era parte integrante al Nusra (al Qaeda). Maloula stessa è stata attaccata dal Free Syrian Army ( precisamente dalla brigata Farouq facente parte del Free Syrian Army) e da al Nusra .

Alle spalle dei ribelli è acclarato che c’è stata sempre l’Arabia Saudita e la Turchia che non sono paesi in grado di esportare la democrazia non concedendola ad i propri cittadini.

Porto a titolo di esempio un episodio che dimostra perfettamente la fattura dei componenti del FSA – che agiscono sotto l’ombrello della bandiera ex -coloniale francese – , la ‘Farouq Brigade‘ dell’esercito libero .

hqdefaultL’appartenenza di questo gruppo al Free Syrian Army è indicata su l’enciclopedia Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Farouq_Brigades e qui sul Time http://world.time.com/2012/10/05/syrias-up-and-coming-rebels-who-are-the-farouq-brigades-2/ .

Questa formazione dell’FSA si è macchiata di atrocità. Qui Human Right lo dice esplicitamente : https://www.hrw.org/news/2013/05/13/syria-brigade-fighting-homs-implicated-atrocities

Menziono questa formazione del Free Syrian Army perché è quella che ha fatto più scalpore sui media internazionali. Tristemente famoso è il video in cui, si vede un miliziano sventrare con un coltello il cadavere di un giovane soldato siriano, strapparne il cuore e addentandolo.

Il protagonista del video è stato riconosciuto da Human Rights Watch un comandante ribelle. Si tratta di Abu Sakkar, uno dei fondatori della Brigata Farouk di Homs del Free Syrian Army (qui il servizio della BBC: http://www.bbc.com/news/magazine-23190533 ).

Ora – proseguendo nella selezioni di articoli che dimostrano la coincidenza del Free Syrian Army con i radicali islamici e spesso con gruppi criminali – eccovi in proposito due articoli , il primo di The Telegraph ripreso da Business Insider (di proprietà della casa editrice tedesca Axel Springer SE.) ed il secondo di The Nation:

Come l’esercito siriano libero è diventato un’impresa in gran parte criminale

Ruth Sherlock, The Telegraph – 30 novembre 2013 – Busines Insider

L’esercito siriano libero iniziò come un semplice gruppo di combattenti che combattevano contro Assad. Ma Ruth Sherlock, ad Antakya, trova che la loro missione ora sta facendo milioni di corruzione ed estorsione
Il comandante dell’esercito siriano libero si appoggiò alla porta della sua BMW X5 a quattro ruote motrici con vetri oscurati e osservò mentre i suoi uomini guadavano il fiume al confine con la Siria spostando i barili di petrolio contrabbandato in Turchia.

Sentendo il liscio cuneo delle banconote americane che gli erano state date in cambio, era improvvisamente orgoglioso di tutto ciò che era diventato.

In tre brevi anni era passato da contadino a signore della guerra: da un venditore di sigarette per la strada di un villaggio provinciale al governatore di una provincia, con un gruppo ribelle che controllava i suoi checkpoint e controllava questi redditizi percorsi di contrabbando.

La FSA, una collezione di gruppi ribelli moderatamente islamici, è stata a lungo al centro delle speranze dell’Occidente per l’estromissione del presidente Bashar al-Assad.

Ma nel nord della Siria, la FSA è diventata un’impresa in gran parte criminale, con i comandanti più preoccupati per i profitti derivanti dalla corruzione, rapimento e furto che di combattere il regime, secondo una serie di interviste del The Sunday Telegraph.

“Ci sono molti leader nella rivoluzione che non vogliono far cadere il regime perché amano il conflitto”, ha detto Ahmad al-Knaitry, comandante della brigata moderata Omar Mokhtar nell’area Jebel az-Zawiya, a sud-ovest della città di Idlib. “Sono diventati principi di guerra, spendono milioni di dollari, vivono in castelli e hanno macchine di lusso”.

All’inizio della guerra in Siria, i caffè di Antakya, la polverosa città turca al confine con la Siria, erano animati da chiacchiere sulla rivoluzione.

I comandanti ribelli venivano spesso visti mentre esaminavano mappe che discutevano del prossimo obiettivo del governo. Quasi tre anni dopo la lotta contro Bashar al-Assad è stata a lungo dimenticata. La discussione ora circonda i timori del crescente potere della squadra siriana di al-Qaeda, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante, e la criminalità e la corruzione che stringono le zone dei ribelli.

Il nord della Siria è stato diviso in una serie di feudi gestiti da signori della guerra rivali.

fonte The National di David Enders – 25 marzo 2018

Poiché il nome “Free Syrian Army” è stato utilizzato per la prima volta quasi sette anni fa, è stato un movimento caratterizzato da coalizioni sparse e spesso da competizione mortale tra i gruppi.

Ma i militanti nel nord della Siria affermano che uno degli effetti dell’intervento di due anni della guerra in Turchia è stato quello di fornire un ordine crescente nelle aree controllate dai gruppi ribelli sotto il suo patronato, una forza che ora conta almeno 20.000 combattenti.

I gruppi hanno continuato a usare l’acronimo FSA per descrivere la loro alleanza, anche se la loro missione primaria è cambiata e sono diventati una forza di combattimento più efficace, almeno quando sostenuti dall’esercito turco.

La Turchia ha iniziato a fornire supporto nascosto ai gruppi ribelli nel nord della Siria almeno già nel 2012, incanalando armi e aiuti oltre confine, in concerto con altri sostenitori stranieri.

Il reindirizzamento del sostegno straniero ha inevitabilmente cambiato la natura del conflitto siriano.

I gruppi della FSA che la Turchia inizialmente ha sostenuto hanno combattuto il governo siriano nella speranza di rovesciare il presidente Bashar Al Assad, ma i gruppi ribelli che ora sostiene sono in gran parte impegnati a liberare la parte siriana del confine dei due paesi dell’YPG , una milizia kurda siriana che La Turchia considera i terroristi.

“Nel 2012 ero un membro della FSA”, ha detto Firas Mierzafi, un combattente siriano di Idlib. “Nel 2013, mi sono trasferito a Ahrar Al Sham”, ha detto, riferendosi a un diverso gruppo di opposizione.

Ma entro il 2017, le lotte intestine dei ribelli hanno paralizzato Idlib e la campagna contro il governo siriano, ha detto Mierzafi. Idlib era anche diventato semplicemente un posto pericoloso in cui vivere, dato che criminali e gruppi armati venivano rapiti impunemente e nessun gruppo poteva imporre l’ordine sociale. (…)

(continua …)

Pubblicità