Che ci fa il c.destra in un governo ‘europeista’? Semplice: a riempire un vuoto, il nostro

... e comunque gli anti europeisti in realtà sono la Germania, i paesi 'frugali', le lobby, la grande finanza speculativa ed il partito della guerra che costituiscono la Troika europea. Ma con la pandemia questo va gestito, perchè altrimenti le tendenze anziché migliorare peggioreranno.  gli pseudo-europeisti, sono in realtà altri...

Che ci fa il c.destra in un governo 'europeista'? Semplice: a riempire un vuoto, il nostro 1

L’esigenza ad un anno dall’inizio della pandemia è di uscire da una situazione che può essere descritta così:

La nave è ormai in mano al cuoco di bordo e ciò che trasmette il megafono del comandante non è più la rotta, ma ciò che mangeremo domani.
(Soren Kierkegaard)
No, non è solo il mare in sé che è grosso, il problema che c’è – dietro al rischio reale della pandemia – lo percepiamo.

Molte sono le domande. Come la ‘variante inglese’ su cui si fa leva per decretare maggiori restrizioni ma che da più parti – Burioni stesso lo dice – reputano non più letale dell’originaria.

Come il bombardamento mediatico: “E se dopo il virus, ne arriva subito un altro?” e poi le mascherine, il coprifuoco, le chiusure, le scuole chiuse, la situazione insostenibile …

E poi c’è la politica: molti sostenitori del centro destra sono perplessi della scelta della Lega di far parte del governo DRAGHI. Ma l’alternativa sarebbe stata quella di lasciare il vascello del tutto al cuoco di bordo.

E questo si vede: il Corriere della Sera chiede una “assunzione di responsabilità”  a Bagnai, perchè ha scritto il libro “Il tramonto dell’euro” ed ora “sta con Draghi”.

E c’è Paragone che denuncia riforme ‘con il pilota automatico’ e che il nuovo governo europeista risponde  “ad un europeismo a pezzi e sorretto dalla finanza”.

E poi, invece,  ci sono le sacrosante critiche dell’on. Meloni di Fratelli d’Italia che auspica che l’Unione Europa si evolva in senso federalista come hanno auspicato i padri fondatori.

E , allo stesso modo, – e forse molti non l’aspettavano – sono stati schiette anche le questioni proposte per la Lega dall’on. Borghi.

Sul tema della Lega al governo

La presenza della Lega al governo è stata molto criticata da alcuni commentatori politici in rete. Sembra incredibile che la Lega sieda in governo che si dice ‘europeista’, il cui presidente del Consiglio proclama come un dogma, che ‘l’euro è irreversibile’.

Inoltre, molti hanno detto che per la sua composizione, il governo Draghi sembra ‘un Conte TER’,  in continuità con quello precedente. Ovviamente, la domanda è : “come fa il centro-destra a sedere in un governo che ha tolto le libertà democratiche costituzionali, nascondendosi dietro all’esigenza di una pandemia che ha un tasso di letalità relativamente basso?

La risposta probabilmente c’è già nelle repliche dei rispettivi rappresentati dei partiti in causa (qui link video on. Meloni ,  on. Borghi,  Molinari e Bagnai)

A tal proposito – e, a maggior ragione sentendo la replica di Borghi -, io credo che la Lega abbia fatto bene a sfruttare l’occasione, non credo che avesse utili alternative. Bisogna infatti considerare che in questo periodo non si voterebbe comunque, e che le opposizioni si sarebbero trovate emarginate del tutto senza alcuna possibilità di incidere in alcun modo nei processi legislativi e politici.

Invece, facendo parte del governo, la Lega può porre alcune condizioni e ha maggior possibilità di essere interlocutoria ed incisiva. Questo lo si può fare solo accettando le regole del gioco. E finora esse non sono state le regole democratiche costituzionali e bisogna rendersene conto. Bisogna tener conto che hanno comunque avuto l’avvallo istituzionale.

Quindi, con tutti i media schierati a senso unico con i poteri che governano realmente in Europa, l’unico modo di contare sul piano politico è stare alle regole del nuovo ‘codice’ della giunta che governa il paese al di fuori della Costituzione.

Sul popolo e la manipolazione del potere …

Fuori dalla cabina di regia non esiste altra strada e lo abbiamo visto.  Non c’è partita. se qualcuno si aspettava che il popolo insorgesse, questo non è avvenuto. Sarebbe stato l’unico modo per cambiare le cose, ma  la gente – lo abbiamo visto – ha recepito ogni indicazione governativa e ha risposto positivamente alla propaganda mediatica. Insomma, niente sardine nelle piazze e nessuna reazione popolare.

La gente, presa in giro, oggi viene gestita dal potere come e quando vuole. Il potere ha trovato come: diffondere paura, far leva sulla salute. Questo metodo ha funzionato.

Possiamo stare tranquilli allora che il metodo sarà ripetuto, gli esperimenti riusciti si ripetono. Hanno ripetuto la guerra irachena, eppure sapevamo che la famosa fialetta di antrace di Colin Powell era falsa e che le armi di distruzione di massa pure. Quindi l’hanno riproposta in Libia.

Partiamo dai dati. Questo periodo di pandemia ha permesso di vedere uno spaccato profondo delle personalità, dell’io, di vedere cosa c’è dentro nel profondo nella mente delle persone. E cosa c’è dentro la mente della gente? C’è un terreno ben ‘arato’ e fertilizzato dove ora è possibile ‘raccogliere’. Il risultato è che la gente reagisce emotivamente più che mai, attualmente non abbiamo visto nient’altro all’infuori dell’emotività, per cui esiste una relativa facilità di manipolazione.
Sulle élite europeiste ed il popolo – I vuoti sono sempre riempiti da chi è scaltro nel male.

La manipolazione continua ha ristretto ogni ambito della vita sociale. Alle élite europeiste ora è possibile fare tutto ciò che vogliono:.

Questo si può vedere in vari ambiti: ad esempio, il Deep State europeo (ed i relativi referenti italiani),  si procaccia manodopera a basso costo – che funga anche da serbatoio elettorale – per incrinare le istanze anti-unioniste e identitarie; dall’altra la gente non ne percepisce il fine e sostiene i salvataggi perchè  altrimenti ‘ si è inumani’. Insomma un BLM all’italiana , manca solo l’inginocchiamento e la distruzione di statue, come residuo patriarcale del passato e via dicendo.

In tutti i modi, la questione dei migranti è  stata la precedente vicenda rivelatrice, a cui poi il suo seguito è stata la pandemia.
La gente ha creduto – ed anche i cattolici ci hanno creduto, senza considerare nient’altro che il bisogno –  che l’uomo viva solo di solo pane e immaginano che, inserito in un contesto diverso dal suo habitat domestico, basti poi solo pane.

Ho avuto infinite discussioni in proposito, anche con amici. Ma niente, non ho avuto nessun risultato se non essere guardato come una ‘pecora nera’ che non tiene all’unità  dei cristiani.

Ma le stesse persone che criticavano l’altrui inumanità in tema di migranti, quando si diceva di aiutarli a casa loro non hanno avuto l’identica reazione quando io e pochi altri denunciavamo l’aggressione in Africa contro Gheddafi che, ancorché un dittatore, mirava all’ unità e all’emancipazione africana. Allora L’ Italia diede il proprio contributo di morte con la l’italica campagna aerea contro la Jamaria libica. Ma ciò sollevò alcuna questione. Nessuna questione anche successivamente, quando le potenze occidentale replicarono con il massacro in Siria.

Lo avete capito: l’ umanitarismo che trova riscontro è solo quello delle Ong finanziate dai governi, quello tele promosso e teleguidato.  La gente – dopo decenni e decenni di proposte, di comportamenti e subcultura data in pasto ovunque ed anche a scuola – ha perso la capacita di discostarsi dalle linee di lettura proposte dalla cultura progressista-liberista, che ha creato i problemi, le diseguaglianze e le guerre. Poi, quando gli stessi esponenti progressisti si sono proposti come risolutori degli stessi problemi di cui sono responsabili, la gente ha applaudito.

Le situazioni sono diverse ma non cambiano, cambia solo la rappresentazione che viene proposta della realtà.

Quindi la pretesa che oggi un partito possa cambiare le cose ed abbia il potere di cambiare le carte in tavola e dettare le regole del gioco, è solo ridicolo. Una liberta un nuovo inizio, può partire solo dalla consapevolezza della gente, ma la consapevolezza nella gente è rara e non si crea dall’oggi al domani.

In questo contesto, la Chiesa sta attraversando in sé stessa una crisi epocale e quindi manca l’ultimo baluardo di resistenza su cui per secoli gli uomini hanno potuto contare. Le soluzioni che la Chiesa ha proposto durante la pandemia si sono identificate con quelle dello stato.

Questo ‘trascurare’ ha come risultato che mentre i ladri hanno una voce unica ed affinano il loro lavoro, il mondo cattolico  – per lo più è europeista (in una Europa anticristiana) –  disdegna di porsi di fronte alla realtà con un giudizio autenticamente originale.

Ma la chiesa non è una realtà solo terrena e può contare sull’aiuto Divino. Chi ha percepito il dilemma si è affidato alla Provvidenza con la preghiera ed ha taciuto dignitosamente in spirito di appartenenza. Sì, è vero, l’amore di Dio per gli uomini è eterno e opera nella storia.

Tuttavia, la Provvidenza non agisce se il problema non è sentito e posto in termini di conversione. La gente chiede e prega, ma spesso prega che ‘torni tutto come prima’, mentre la conversione della mente non avviene.

Quando ero ragazzo, guardai all’Ulisse dantesco come figura affascinante, capii che il passare oltre le colonne d’Ercole, è il simbolo del limite sperimentato continuamente, strutturalmente posto dalla esistenza al desiderio di infinito. Ma che è proprio la tensione ad entrare in questo ignoto che definisce l’energia della ragione. Però, paragonata questa mia esperienza vissuta alla realtà odierna è come se qualcuno continuamente mi volesse dare solo lo strumento per fare qualcosa. Ebbene, non sono tanto sicuro che Dio mi voglia dare solo la vanga, senza aspettarsi che io ari il terreno e aspetti che porti frutto.

L’esempio credo sia calzante rispetto alla politica. Le scelte sono importanti ma più importante è il desiderio. E “tutto l’andare umano, tutto il tentativo di questa «forza operosa che ci affatica di moto in moto», è la conoscenza di Dio”.

Penso che questo sia la questione cruciale di ogni problema, ove i problemi da affrontare sono molti, ma non è mai questione solo di strumenti o di coerenza. Invece, bisogna saper partire ‘da come si fa il gioco’.

Ma tutto questo cosa c’entra con la LEGA che ha deciso di appoggiare Draghi? C’entra, perchè la battaglia si fa a questo livello. Si parte dalla realtà con le sue sfide rimanendo leali a ciò per cui si è cominciato a fare politica, alla propria umanità, a ciò che si è profondamente.

Per questo la politica ha bisogno che non si perdano gli ideali veri, fosse anche la tradizione, la storia, la memoria di non fare l’errore dell’Ulisse dantesco.

Vedete bene allora quando sia stupido parlare di ‘europeismo’ in altri termini, oppure chiedere a Bagnai una “assunzione di responsabilità”… Bagnai quella responsabilità, la sola necessaria ce l’ha eccome…

Conclusione

Per ora siamo nell’occhio del ciclone: la Bce sta frenando gli attacchi speculativi e ci si aspetta che, con il Recovery Fund, si riavvi la ripresa dell’economia. Per il Recovery vale il discorso di Borghi; inoltre, le risorse sono poche. Per di più – nel meccanismo attuale – le risorse sono create dal debito e la Banca centrale non agisce come prestatore di ultima istanza. Infine, sappiamo dell’insistenza sul Green etc. . Ciò vuol semplicemente dire che questi fondi non saranno spesi dove abbisognano ma andranno a riversarsi solo sulle grandi realtà economiche.

Quindi catastrofismo? No, assolutamente. Probabilmente comunque ci sarà un miglioramento. Nel breve periodo Draghi sarà visto come salvatore della patria e  l’opinione pubblica probabilmente lo apprezzerà in maniera positiva. Alcuni esperti dicono che questo proietterà Draghi direttamente a presidente della Repubblica. Quindi in una sede di potere il cui valore specifico lo abbiamo visto con Mattarella: il presidente è stato il vero ago della bilancia per il  governo gialloverde decretandone il fallimento sin dal suo esordio in parlamento.

Le sfide però si combattono e non bisogna disperare. Io personalmente non fonderei il mio ottimismo sul ‘tanto più di tanto non ci possono spremere’, ne su ‘tuto è uno schifo’ ma studiando le questioni e partecipando con la conoscenza, magari non vedendo i tiggì è un buon passo (ci sono altri buoni strumenti, ma vene parlerò un’altra volta)..

Per concludere, credo che chi era all’opposizione ed ora è entrato nel governo Draghi non abbia sbagliato. Altrimenti è come se dicessimo ad Asia Bibi ‘perché non ti sei ribellata ai tuoi carcerieri?’, … ove è chiaro che non avrebbe avuto alcuna possibilità. Ci sono momenti nella vita in cui il mezzo non lo scegli tu, tu puoi conservare solo  nitida la meta e chiedere che non decada la fede (o il desiderio per chi non crede). Quindi io chiedo questo per me e per chi decide di rappresentarmi con lealtà.

@vietatoparlare

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