Cercasi: parlare chiaro

L’ho ripreso: perchè non c’è nulla di ineluttabile nella vita di un uomo. Niente che lo costringa ad essere ridotto alla somma di certe condizioni socio-economiche.

Questo è il punto di partenza: è necessario trascriverlo nelle Costituzioni nazionali che stanno diventando carta straccia. E così la nostra libertà.

Il panorama è preoccupante: i leaders politici legiferano e guardano gli altri paesi in funzione delle sole alleanze indipendentemente dalla giustizia, dalla lealtà e dal rispetto della vita umana.

Pensano di fare il nostro bene, fino al punto di tenerci lontano dalle decisioni che contano. Ma il bene che hanno riservato per noi rispetta solo le leggi di mercato.

E chiaro che ragionando così, come sempre è accaduto, il bene si allontana e così la pace.

La troika attua le sue contromisure: siamo al punto che chi parla chiaro in Europa è chiamato populista, comunista, fascista o retrobo cattolico. E’ così le scelte della gente sono guidate dalla paura, dalla disinformazione, da un’educazione che ci accompagna dalla culla in modo sempre più subdolo .

Propongo questo video: Sahra Wagenknecht vicepresidente del ‘partito di sinistra’ si rivolge al Parlamento tedesco.

Il suo è un eccellente e lucido discorso non affetto da ‘politichese’. Non siamo più abituati ad ascoltare un politico che non da l’impressione di parlare sotto ricatto. Il suo è un attacco lucido e ragionato al filo-atlantismo che avvinghia l’Europa come una gogna, bisognoso (come abbiamo visto con l’Ucraina), sempre di nuovi nemici.

Attacca la politica della Merkel e la sua politica di ‘rigore’ che in nome della grande finanza e dello stare al passo con certe alleanze, è insensibile alle necessità sociali.  Nel video vediamo la Merkel che messa in causa direttamente, se la ride beatamente parlicchiando con il vicino ‘di banco’.

Wagenknecht parla dei rapporti con la Russia, le ingerenze americane, l’approvazione del TTIP (che procede in gran segreto), della Grecia e della alla Troika antidemocratica Europea che arroga a sè il potere decisionale all’insaputa dei cittadini.