Bendato, ‘subisce’ l’interrogatorio…

Gabriel Christian Natale Hjorth, 19 anni ha ucciso in maniera efferata il vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello con 11 coltellate. Il reo confesso dell’omicidio, la sera viene arrestato e nella caserma dei carabinieri di Via Selce  – come lui stesso ha ammesso – è drogato e fuori controllo; viene allora legato e bendato per disorientarlo e renderlo inoffensivo. Ma questo è contro il regolamento.

Il fatto trapela perché qualcuno dei presenti  lo fotografa. Parte una campagna mediatica sproporzionata rispetto al fatto. Si parla di trattamenti che si ritiene oppressivi e degradanti, ma le manette non sono da meno, il trattamento in tante carceri italiane non è da meno: il polverone è sproporzionato rispetto alle circostanze. Si potrebbe gestire la vicenda in modo equilibrato: se si crede che ci sia stato abuso di potere si prendano provvedimenti allora , ma non si criminalizzi più che la situazione particolare richieda.

La frase del Corriere della Sera (che vedete nell’articolo foto di apertura) secondo cui l’imputato ‘subisce’ l’interrogatorio, è rivelatrice ed emblematica della mancanza di obiettività , dell’enfasi e della strumentalizzazione usata dai giornali in questa vicenda. I fatti sono chiari: il reo confesso del truce omicidio del carabiniere era esagitato, era logico cautelarsi, ha ucciso un agente in pochi secondi… anche da ammanettato avrebbe potuto fare danni. Sull’opportunità o meno di una benda, ci  sono legali che sostengono anche che non esiste infrazione alle norme vigenti.

In verità le condizioni di reattività in cui era l’assassino del vice-brigadiere Cerciello, le conosce  solo chi ha provveduto all’arresto. Quindi bisognerebbe approfondire ed appurare se in quel momento esistesse  o meno uno stato di necessità tale consigliasse mettere in atto quella misura temporanea cautelare. Ovvio che se si ravvisasse la procedura dettata solo da risentimento oppure derivante da un comportamento non professionale, sarebbe plausibile e opportuno il provvedimento disciplinare. Tuttavia sembra abbastanza evidente che si sta ingigantendo la cosa in maniera sproporzionata rispetto al crimine dell’imputato.

Il sospetto è che in qualche modo si voglia criminalizzare le forze dell’ordine e l’Arma dei Carabinieri, visto anche la simpatia che media e nomenclatura nutrono per Salvini. Se così realmente fosse sarebbe cosa molto deprecabile, ignobile. Voglio sperare che non sia così ma certe dichiarazioni pubbliche delle opposizioni portano a pensarlo.

Tantoché che oggi invece è il turno della vicenda della moto d’acqua della polizia con cui accompagnato da un agente , il figlio di Salvini si fa accompagnare per un giretto. Ho fatto in questo blog spesso denunce per cose molto più gravi ma nessuno dei politici che oggi si stracciano le vesti, ha mai pensato di dover reagire ravvisandone reati. Forse appostandomi per segnalare peccati veniali di personaggi pubblici avrei avuto più fortuna? Cosa ne posso desumere? Io chiamerei tutto questo ‘uso strumentale dei fatti’, distorsione delle intenzioni, distorsione continua della realtà a proprio piacimento. In realtà lo stato di diritto che si invoca, è quotidianamente vilipeso a cominciare dalla norma incostituzionale introdotta del pareggio di bilancio fino a quello di un governo che non può scegliere un ministro economico secondo il mandato politico degli italiani, fino all’impossibilità di nuove elezioni senza un Monti Bis o affini.

patrizioricci @vietatoparlare