Austria: tutta la popolazione confinata e vaccinazione obbligatoria

Austria: tutta la popolazione confinata e vaccinazione obbligatoria 2

Il provvedimento preso dall’Austria è di una violenza senza precedenti e confligge con tutte le Costituzioni democratiche liberali. Non si tratta nemmeno di essere pro o contro i vaccini ma di aprire gli occhi e vedere con lealtà ciò che sta succedendo.
I vaccini sono uno strumento più o meno efficace e perfettibile, ma in questo momento prima che la cosa fugga di mano, è da mettere a tema fino a che punto uno stato può spingersi al di fuori delle regole costituzionali e quali mezzi sono leciti adottare nei confronti della popolazione, prima di sconfinare nel comportamento criminale.

Inoltre, se vediamo i grafici relativi all’Austria – nel periodo 25 febbraio 2020 – 16 novembre 2021 – notiamo che i casi sono aumentati nonostante la campagna vaccinale (vedi grafico sottostante).


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I decessi invece hanno seguito un andamento diverso (vedi grafico sotto). Pertanto, credo che i vaccini diminuiranno i numeri di morti ma non i contagi. Quindi i contagi non dovrebbero essere indicativi sul da farsi, dato che il vaccino non è sterilizzante, ovvero non interrompe la circolazione del virus.

Per ora siamo lontani dai numeri del 2020 e, probabilmente a febbraio, quando in Austria si comincerà con la vaccinazione obbligatoria, i numeri dei contagi saranno bassi. Quindi la tempistica dell’inizio della vaccinazione obbligatoria è una contraddizione, visto che la vaccinazione ‘gli esperti’ dicono duri 6 mesi.

Ora io non so e non voglio trarne ulteriori conclusioni, ma i dati meriterebbero approfondimenti senza preclusioni.

In tutti i modi, la decisione di vaccinare obbligatoriamente tutti i propri cittadini da febbraio prossimo potrebbe spingere all’emulazione anche altri paesi europei (e già in Italia se ne comincia a parlare).

L’osservazione che mi sento di fare è quindi che è che i contagi continueranno ugualmente. Questo è esattamente quello che succede. Al momento non esiste nessun vaccino che ferma il contagio, lo abbiamo visto a Gibilterra ove quasi il 100% della popolazione è vaccinata ed amche in questo caso, i contagi aumentano.

Dovrebbe essere allora logico che l’attenzione bisognerebbe puntarla solo sulle persone a rischio, ed aprire alle cure domiciliari con i farmaci che pur ci sono ma che inopinatamente non vengono utilizzati. Questi semplici accorgimenti – insieme alle vaccinazioni delle sole persone a rischio – eviterebbero le morti in eccesso.

Sul provvedimento austriaco, ecco il commento della pubblicazione francese “Capital”.

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Tutti ora sono preoccupati. Lo ha annunciato il governo austriaco riconfigurando tutta la sua popolazione da lunedì 22 novembre, pochi giorni dopo aver adottato un provvedimento simile per le persone non vaccinate. L’Austria diventa così il primo Paese dell’UE a fare un passo del genere di fronte alla recrudescenza dei casi di Covid. Il cancelliere conservatore Alexander Schallenberg ha anche annunciato l’introduzione della vaccinazione obbligatoria dal 1° febbraio, in una conferenza stampa in Tirolo, dopo aver discusso con tutti i governatori regionali.

“Nonostante mesi di tentativi di persuasione, non siamo stati in grado di convincere abbastanza persone a farsi vaccinare”, ha detto, lamentando l’attuale sovraccarico delle unità di terapia intensiva. “Aumentare in modo sostenibile il tasso di vaccinazione è l’unico modo per uscire da questo circolo vizioso”, ha affermato Schallenberg, giudicando che fosse il “biglietto di uscita” dalla pandemia. Ha anche annunciato il confinamento per un “periodo di 20 giorni”.

Un tasso di vaccinazione in Autria è di solo il 66%

In Europa la pandemia sta correndo e diversi Paesi negli ultimi giorni Svezia, Germania e Grecia hanno annunciato un inasprimento delle restrizioni. Già da lunedì in Austria, ai due milioni di persone non vaccinate non è stato permesso di uscire di casa se non per fare la spesa, fare sport o per le cure mediche. Ora, l’intera popolazione di 8,9 milioni di abitanti è interessata dal provvedimento in questo Paese che ha un tasso di vaccinazione del 66%, leggermente al di sotto della media europea, nonostante l’introduzione della tessera sanitaria dalla primavera.

Le recenti restrizioni del governo hanno portato a un marcato aumento del numero di registrazioni presso i centri di vaccinazione. Ma il numero dei casi continua ad aumentare, attestandosi a livelli senza precedenti dall’emergere della pandemia: giovedì sono state registrate oltre 15.000 nuove contaminazioni.

fonte: Capital (https://www.capital.fr/economie-politique/covid-19-reconfinement-general-en-autriche-vaccination-obligatoire-des-fevrier-1420488)

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