Attivista gay appoggia il Congresso delle famiglie, il web lo massacra

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Insulti pubblici, pesanti allusioni, minacce e incitazione all’odio per Sandro Mangano, ‘colpevole’ di aver difeso la manifestazione di Verona.

Troppa retorica, opportunismo e propaganda politica dietro le barricate sul Congresso Mondiale delle Famiglie. È ora di finirla con gli stereotipi e iniziare a pensare in chiave liberale: io dico fortemente sì”. Sono bastate queste poche frasi, pronunciate da un attivista gay, per scatenare il putiferio. Si tratta infatti di affermazioni fatte da Sandro Mangano, siciliano, omosessuale dichiarato e responsabile per i diritti civili del partito di centrodestra “Diventerà Bellissima”. E’ considerato uno degli uomini più vicini al governatore della regione Nello Musumeci.

Mangano, che non ha mai nascosto né l’orientamento sessuale, né tanto meno quello politico, è finito nel tritacarne mediatico per aver difeso la libertà di espressione della manifestazione in programma a Verona. Contro di lui sono arrivati insulti pubblici, pesanti allusioni, minacce e incitazioni all’odio, come se una persona non potesse esprimere un proprio pensiero.

Non volevo appoggiare asetticamente il Congresso – ha replicato Mangano- ho solo detto che boicottarlo per ragioni ideologiche è una mossa stupida. In un contesto democratico auspico invece il confronto costruttivo e rispettoso tra punti di vista differenti, ma questo alcuni militanti gay non lo capiscono e preferiscono insultarmi, basandosi solo sui titoli di stampa”.

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