Attenzione ai reati di diffamazione e di cronaca, l’informazione è a rischio

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Il Giornalista Pasquale Napolitano condannato per Diffamazione: un segnale preoccupante per la Libertà di Stampa

Il giornalista Pasquale Napolitano è stato condannato a 8 mesi di carcere , con pena sospesa, per diffamazione. La condanna riguarda un articolo in cui Napolitano criticava l’Ordine degli Avvocati di Nola. Secondo la sentenza, il giornalista avrebbe diffamato l’allora Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Nola, Domenico Visone, e alcuni consiglieri.

Nell’articolo incriminato, Napolitano denunciava lo stallo dell’Ordine, attribuendolo a un conflitto interno. Secondo il giornalista, il presidente Visone, pur non avendo più la maggioranza in Consiglio (solo sei consiglieri su ventuno), e nonostante una sentenza del TAR che permetteva ai consiglieri di sfiduciarlo, rimaneva ostinatamente in carica senza convocare il Consiglio stesso, per evitare la sua sostituzione.

La diffamazione contestata a Napolitano riguardava l’affermazione che Visone, per il suo presunto “amore per la poltrona”, avrebbe tenuto “in ostaggio” l’intero Ordine. Questo è stato considerato diffamatorio e aggravato dalla pubblicazione dell’articolo sul web e sui social media.

Oltre alla pena detentiva, Napolitano è stato condannato a pagare una multa di 6.500 euro. La sentenza ha suscitato forti reazioni, con l’Ordine dei Giornalisti della Campania e il Sindacato unitario giornalisti della Campania che hanno annunciato un ricorso in appello.

Preoccupazioni per la Libertà di Stampa

Questo caso solleva preoccupazioni significative sulla libertà di stampa e di cronaca. Condannare un giornalista per diffamazione in base a un articolo di critica politica rischia di creare un precedente pericoloso. La libertà di esprimere opinioni, anche se contestabili, è un pilastro fondamentale della democrazia e del diritto di informazione.

Il caso di Pasquale Napolitano non è isolato. Ci sono emendamenti e leggi che stanno sempre più criminalizzando il diritto di cronaca e reprimendo la libera informazione. Per esempio, nuovi emendamenti alla legge sulla diffamazione e sulla cyber sicurezza introducono reati per i giornalisti che pubblicano notizie provenienti da fonti considerate illegali.

Tradizionalmente, i giornalisti seguono i principi di verità della notizia, interesse pubblico e continenza espressiva, che fungono da giustificazione per la pubblicazione di notizie che altrimenti potrebbero essere considerate reati. Tuttavia, i nuovi emendamenti richiedono ai giornalisti di verificare se le loro fonti stanno commettendo reati, rendendo più difficile l’investigazione e la pubblicazione di notizie di interesse pubblico.

Impatto sulle pratiche giornalistiche

Queste nuove leggi complicano ulteriormente il lavoro dei giornalisti investigativi e di quelli che fanno contro-informazione, costringendoli a fare ulteriori verifiche sulla legalità delle loro fonti. Ma non è detto che questo basti, essendoci un confine molto sottile tra l’essere accusati di disinformazione e dire una verità non accettata. Questo potrebbe portare a un’ulteriore riduzione della libertà di stampa, con un impatto negativo sulla capacità dei giornalisti di svolgere il loro ruolo di “cani da guardia” della democrazia.

Solidarietà al Giornalista e Critiche alla Sentenza

Numerosi esponenti politici hanno espresso solidarietà a Pasquale Napolitano. Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, ha dichiarato: “Abbiamo apprezzato, in più occasioni, la competenza, l’attenzione e l’equilibrio sempre mostrati nell’attività professionale da Pasquale Napolitano, giornalista indipendente a prescindere. Non possiamo che esprimergli la più autentica solidarietà per la sentenza di condanna emessa nei suoi confronti. L’augurio è che nei successivi gradi di giudizio sia annullata la condanna che ha colpito Pasquale Napolitano, riconoscendo la piena correttezza del suo operato.”

Susanna Campione, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Giustizia del Senato, ha aggiunto: “Sulla libertà di stampa in Italia lo strabismo di certa stampa colpisce ma non stupisce. Emblematico il caso del giornalista Pasquale Napolitano, condannato addirittura a otto mesi di carcere per un articolo pubblicato su un sito online. Un’occasione per meditare su come funziona l’idea di libertà di stampa nel nostro Paese. I giornalisti e le voci libere che non sono funzionali alla narrazione della sinistra vanno boicottati o ignorati. A Pasquale Napolitano va la mia totale solidarietà e mi auguro che anche esponenti di altri schieramenti facciano sentire la propria voce.”

Considerazioni

La condanna di Pasquale Napolitano è un segnale allarmante per la libertà di stampa in Italia. È fondamentale che le leggi proteggano il diritto di cronaca e permettano ai giornalisti di svolgere il loro lavoro senza timore di ripercussioni legali. La libertà di espressione e il diritto di informare sono essenziali per una società democratica e devono essere tutelati con fermezza. Sta di fatto che i segnali ci dicono che bisognerà operare con molta prudenza, per poter continuare a esercitare la libertà di esprimere le proprie opinioni.

Patrizio Riccihttps://www.vietatoparlare.it
Con esperienza in testate come il Sussidiario, Cultura Cattolica, la Croce, LPLNews e con un passato da militare di carriera, mi dedico alla politica internazionale, concentrandomi sui conflitti globali. Ho contribuito significativamente all'associazione di blogger cristiani Samizdatonline e sono socio fondatore del "Coordinamento per la pace in Siria", un'entità che promuove la pace nella regione attraverso azioni di sensibilizzazione e giudizio ed anche iniziative politiche e aiuti diretti.

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