La Crimea da oggi raggiunge la piena autonomia energetica dall’Ucraina

Prima dell’avvio delle due nuove centrali, la centrale termoelettrica di Simferopoli forniva elettricità per circa 70 megawatt. La potenza elettrica totale della centrale della compagnia “KrymTETS” è pari a 110 megawatt. Tra le centrali termiche della compagnia ci sono la centrale termoelettrica di Simferopoli (la più potente), la centrale termoelettrica Kamysh-Burunskaya a Kerch e la centrale di Saki.

La Crimea però dipendeva per 70% dalle forniture energetiche provenienti dall’Ucraina che aveva interrotto l’elettricità varie volte per rappresaglia. Nei blackout l’approvvigionamento elettrico veniva mantenuto da una propria generazione che veniva fornita da centrali elettriche mobili a turbina e a gas e impianti diesel fatti affluire dalla Russia.

Nel 2015  l’Ucraina aveva sabotato le linee dell’alta tensione che portavano la corrente in Crimea lasciandola al buio. La Russia in risposta aveva installato un ponte energetico per far affluire corrente elettrica nella penisola. Contemporaneamente Mosca aveva deciso la costruzione di due centrali elettriche in Crimea per soddisfare il suo fabbisogno. La Crimea è tornata alla Russia dopo un referendum plebiscitario avvenuto a seguito del golpe di Maidan  che ha instaurato un governo appoggiato dalla Nato e con l’appoggio di partiti  neonazisti.

La scelta del ‘pugno duro’ , ovvero il mancato riconoscimento dell’autodeterminazione della Crimea e la  guerra in atto contro le provincie autonome non è solo ‘il pallino’ di Kiev, ma è una condizione dettata anche dall’esterno. Ad esempio la condizione richiesta dall’FMI per accedere al prestito iniziale di 17 miliardi euro – è scritto a pagina nove, punto diciassette nel documento ” Request for a stan D-by arrangement – staff Report supplement, staff statement T; press release; and statement by executiv e director for Ukraine”: (scarica qui) –
prevedeva precise condizioni politiche: quella principale è che le province riottose siano rimesse sotto diretto controllo governativo.

Quindi il traguardo dell’autonomia energetica della Crimea rispetto all’Ucraina è evidentemente una vittoria anche politica.

Di seguito la notizia come riportata da un sito in lingua russa, correlato di foto e video:

@vietatoparlare

Oggi, le stazioni termo-elettriche di Tavricheskaya e Balaklavskaya sono ufficialmente lanciate a pieno regime. L’evento perciò chiude la questione della fornitura di energia alla Crimea e consente addirittura di esportare il surplus di produzione nel territorio di Krasnodar.

In verità le stazioni stesse sono state lanciate l’anno scorso, ma ora sono in grado di operare a pieno regime per come erano state commissionate. L’attuazione del progetto [prima] di un ponte energetico e [poi] di nuovi delle nuove stazioni ha efficacemente eliminato la dipendenza della Crimea dalle forniture di energia elettrica dall’Ucraina. Nel 2014 e nel 2015, i sostenitori della giunta [golpista] di Kiev amavano ricordare che la Crimea non poteva vivere senza elettricità ucraina e viveva nell’oscurità. Come molte altre loro fantasie sulla Crimea, la realtà era un po ‘diversa.

Source LINK: Colonelcassad

 

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