Approvata l’Eutanasia in Portogallo

La libertà non si difende con le bandiere arcobaleno nelle chiese. La dignità non si difende sui barconi ma prima che naugraghi nelle leggi del profitto. La pace non si difende ossequiando i nostri governi ma contrastandoli perché sono costruttori di morte e devastazione. Infine, la vita non si difende con l’Eutanasia ma restituendo dignità alla vita umana “vita natural durante”.

È l’umanità che ha abbandonato la Chiesa o la Chiesa che ha abbandonato l’umanità? chiedeva don Giussani. E rispondeva tutti e due.

Mi sono riecheggiate in mente queste parole quando ho appreso dell’approvazione della legge sull’eutanasia in Portogallo, un paese a  maggioranza cattolica.

Don Giussani diceva che l’originario stupore davanti all’essere ed al bene deve diventare giudizio di fronte alla storia. 

In questo, la Chiesa è risultata mancante nell’assolvere al suo compito di corpo intermedio nella società, al suo ruolo di guida per rappresentare e difendere il bene di un popolo.

I fattori determinanti la vita di ogni uomo,  i legami, la tradizione, ed infine la nostra speranza cristiana, non si difendono quando il corpo dell’ariete già cozza contro il portone della fortezza (a quel punto è stata già persa) ma ancor prima, quando si trattava di difendere la tradizione popolare, il significato della famiglia, del lavoro, della libertà di educazione, ogni cosa generata dall’Avvenimento della fede.

Questo non lo si è più fatto. Si è lasciato invece che altri criteri prendessero piede, il profitto, le forze di produzione, il progresso tecnico, l’economia, il disincantamento del mondo e altri ancora.

Si è perso tempo coltivando un immotivato entusiasmo per la globalizzazione, che a giudizio di molti ha aperto ai ‘nuovi diritti’, ad un ‘nuovo umanesimo’.

Nulla si è rilevato di per sé pericoloso o negativo nei nuovi ‘paradigmi’ ma anzi ogni mentalità deformante la realtà, ogni mentalità sleale rispetto alla realtà, si è giudicata come una sfida cui basta non dover aver paura perché si riveli ‘occasione’ di dialogo e apertura.

Altre forze si  sono imposte subdolamente ed ideologicamente quando si è avuto soggezione di loro. In altri termini, si è avuto vergogna dell’ Avvenimento di Cristo che ha dato dignità all’uomo.

Il risultato è la deriva in atto che porta decisioni sempre più sconnesse da sé stessi, sconnesse con il tutto, sconnesse con la storia. Altrimenti non sarebbe potuto accadere che  l’eutanasia in Europa fosse sempre più considerata dai Parlamenti come un traguardo in tema di diritti umani.

Chi vuole può mistificare quanto sta succedendo, può sempre dire che non è vero, si può cambiare il senso delle cose, cambiare le parole ma ciò non toglie che  tralasciando ogni traccia,  ogni segno, ogni trascendenza nella vita,  si fa sì che ogni nazione diventi terra di nessuno.

Non sono io il più titolato per spiegare certe cose. Ma ieri abbiamo visto anche in Portogallo che ormai ciò che può dare senso al dolore ed alla sofferenza e compimento alla vita può essere eliminato in due ore: tali sono state all’incirca le ore di discussione nel parlamento portoghese per approvare la legge sul fine vita.

Vediamo – per sommi capi – cosa è accaduto:

La televisione portoghese Centro Tv” ha annunciato che l’Assemblea della Repubblica che ha approvato questo giovedì, la legge sulla depenalizzazione dell’eutanasia  tramite assistenza medica  (presentata da cinque progetti di legge – BE, PS, PAN, PEV e Iniziativa liberale ) .

Con questa approvazione, il Portogallo diventa il quarto paese europeo a legalizzare l’eutanasia, dopo Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Ora i 5 progetti del PS, Bloco de Esquerda, PAN, Os Verdes e Liberal Initiative passeranno alle commissioni parlamentari dove, nel contesto delle loro competenze specialistiche, dovrebbero essere dar vita a un testo comune.

Il progetto di legge ha ottenuto il maggior numero di voti, 127 dei 222 deputati presenti (la camera ha 230), seguita dal Blocco, con 124. (El Pais)

Il voto è stato nominale. Prima di entrare in vigore – e una volta terminate le procedure parlamentari – deve superare il potere di veto della Presidenza del Portogallo e il parere della Corte costituzionale.

Diverse organizzazioni contrarie all’Eutanasia come la Chiesa cattolica – che rappresenta la maggior parte dei portoghesi (solo il 43% è a favore dell’Eutanasia), le organizzazioni che rappresentano medici e infermieri, nonché il Consiglio nazionale di etica per le scienze della vita, un organo consultivo indipendente collegato al Parlamento – hanno dato vita ad una manifestazione di protesta davanti al Parlamento mentre si discuteva la legge.

Successivo iter e possibilità di cancellazione

Secondo il magazine portoghese Sabato ” tutti i progetti di legge andranno al comitato affari costituzionali, diritti, libertà e garanzie. Le parti cercheranno ora di elaborare un “testo comune”, il risultato di negoziati su testi non molto diversi tra loro.

Il tempo necessario sarà utile per i movimenti pro-vita e anti-eutanasia, con il sostegno della Chiesa cattolica, di raccogliere firme – ne occorrono 60.000 – e proporre al Parlamento un’iniziativa legislativa dei cittadini per un referendum nazionale. Ma il referendum nazionale in Portogallo è solo consultivo e quindi deve comunque essere il Parlamento ad approvare una eventuale legge di iniziativa popolare che non ha comunque i numeri in Parlamento”.

La stessa pubblicazione specifica che il Presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa che è un cattolico praticante prenderà sicuramente in considerazione due scenari: o porre il veto o rinviare la legge alla Corte Costituzionale:

Se posto il ​​veto dal Presidente, le parti, in teoria, possono avere i deputati necessari per confermare il progetto di legge con la maggioranza assoluta dei deputati in carica. In tal caso”il Presidente della Repubblica deve promulgare il diploma entro otto giorni dal ricevimento”.

Un’altra possibilità è Marcelo Rebelo de Sousa è che invii il progetto di legge ai giudici della Corte Costituzionale tribunale [per un esame di costituzionalità].

[In questo caso] la discussione si sposta quindi su un altro livello ed è certo ci sono posizioni distanti sull’eutanasia tra esperti e giudici della Corte. Per citare solo due esempi, Jorge Miranda, deputato nel 1975 e uno dei “padri” della Costituzione, è per l’incostituzionalità, e Costa Andrade, attuale presidente della Corte, prima di essere eletto alla carica, ha affermato , due anni fa, ha detto di essere contrario.

In tal caso, se venisse sollevata la questione costituzionale, ci vorranno settimane fino a quando l’assemblea plenaria dei giudici non annuncerà la sentenza.

Costituzionalmente, se la Corte Costituzionale dichiarasse incostituzionale la norma,   il Presidente  dovrà apporre il veto obbligatoriamente e restituire la proposta di legge in Parlamento. Il veto potrebbe – a questo punto essere superato – solo se i punti identificati come incostituzionali venissero cambiati. Questo scenario però è visto la fine della la legge per depenalizzare la morte assistita dal medico.

Auguri Europa.

@vietatoparlare