appello per Asia Bibi da "zapping" (radio RAI)

“Salviamo Asia Bibi”

Asia Bibi, madre di due figli, è la prima donna ad essere condannata a morte per blasfemia ed è in carcere dal 2009.

Secondo i giudici avrebbe offeso il profeta Maometto durante una discussione avvenuta di fronte ad alcuni colleghi di lavoro. In realtà la donna aveva semplicemente risposto alle colleghe che definendola infedele la invitavano ad abbandonare il cristianesimo.

Per questo Asia è stata prima picchiata e poi denunciata alla polizia di Ittanwali (Punjab) che l’ha arrestata con la falsa accusa di blasfemia.

La cosiddetta “legge sulla blasfemia” (gli articoli 295b e 295c del Codice Penale del Pakistan) viene continuamente utilizzata per vendette o interessi personali, che nulla hanno a che vedere con l’offesa alla religione. La legge fu promulgata unilateralmente dal generale Zia-ul-Haq nel 1986. A farne le spese sono stati, in 25 anni, circa 1.000 cittadini pakistani, incriminati e arrestati ingiustamente: fra loro 479 musulmani, 340 ahmadi, 119 cristiani e altri appartenenti a minoranze religiose come indù e sikh. Inoltre ben 33 persone, sotto processo per blasfemia o assolte dalle accuse, sono state vittime di esecuzioni extragiudiziali.

La vicenda di ASIA BIBI condannata a morte per Blasfemia in Pakistan  sembra caduta nel dimenticatoio

L’attenzione internazionale intorno al caso di Asia Bibi, la prima donna condannata a morte per blasfemia in Pakistan, non può e non deve calare: ne è la tragica dimostrazione il brutale assassino del governatore del Punujab, Salman Taseer, musulmano e membro del Pakistan People’s Party, assassinato oggi a Islamabad da un uomo della sua stessa scorta.

Dopo la sentenza,  Taeseer si era espresso pubblicamente contro questa decisione e a motivo di ciò è stato ucciso.

Secondo il capo dell’associazione che assiste la famiglia della donna – la Masihi Foundation -, Haroon Bsrket Masih, “oggi ci sono 10 milioni di potenziali killer di Asia. Taseer è stato ucciso; il ministro Shahbaz Bhatti o l’ex ministro Sherry Rehman sono stati condannati a morte dagli estremisti”. L’imam della moschea di Mohabat Khan (la più grande di Peshawar), Maulana Yousuf Qureshi, ha offerto una ricompensa di 500.000 rupie (circa 4.500 euro) per chiunque uccida la donna (AsiaNews).

L’atmosfera in Pakistan si fa sempre più incandescente. E vanno dunque prese sul serio le minacce di morte dirette contro il ministro per le Minoranze, il cattolico Shahbaz Bhatti, e l’ex ministro ed attuale deputata Sherry Rehman, che alla fine di novembre ha presentato una proposta di revisione della legge sulla blasfemia. “Oggi viviamo tempi particolarmente difficili in cui ogni cittadino liberale in Pakistan rischia di essere ucciso dai fanatici”, ammette Peter Jacob, segretario della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale del Pakistan (Fides, 13 gennaio).

L’iniziativa della  trasmissione ZAPPING  si aggiunge a quella lanciata alcuni mesi fa da SAT2000 e da ASIANEWS salviamoasiabibi@asianews.it e  salviamoasiabibi@tv2000.it

E’ importantissimo tenere alta l’attenzione. Vi esorto amici, di aderire con il  gesto proposto, riporto testualmente dal sito di ZAPPING:

Asia Bibi è una donna cristiana del Pakistan, una madre di 40 anni condannata a morte per blasfemia. Un reato assurdo, che va cancellato, perché disonora l’umanità.

Salviamo la vita di Asia. Inviate le vostre adesioni a “Zapping” che le trasmetterà al Presidente del Pakistan. Liberiamo Asia Bibi. Per aderire bisogna inviare una mail, con nome, cognome e indirizzo a: Scrivi allo Staff di zapping

Oltre 70.000 le adesioni arrivate in redazione di persone comuni ma anche testimonianze del mondo della politica come il presidente della provincia di Bari, Francesco Schittulli; il presidente della provincia di Milano, Guido Podestà; il sindaco di Genova, Marta Vincenzi; il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino; il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi; il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi; il sindaco di Cagliari, Emilio Floris; il presidente della provincia de L’Aquila, Antonio Del Corvo; il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci; il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini; il sindaco di Belluno, Antonio Prade; il sindaco di Perugia, Vladimiro Boccali; il presidente della Provincia di Ancona, Patrizia Casagrande Esposto; il sindaco di Nemi, Cinzia Cocchi; il sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi; il presidente della Provincia di Ravenna, Francesco Giangrandi; il presidente della Provincia di Lodi, Pietro Foroni; il sindaco di Cinisello Balsamo, Daniela Gasparini; il sindaco di Riccione, Massimo Pironi; il sindaco di Jesi, Fabiano Belcecchi; il presidente della Provincia di Novara, Diego Sozzani; il presidente della Provincia di Rovigo, Michela Tiziana Virgili; il sindaco di Tivoli, Sandro Gallotti.

Exit mobile version