Appello al presidente Biden ed ai principali governi europei per cessare le sanzioni alla SIRIA

Le sanzioni sono un mezzo di guerra tra i più preferiti dai paesi cosiddetti ‘democratici’ perché permettono di colpire fingendosi umanitari e di dire all’opinione pubblica che si agisce per una buona causa, per motivi di ingerenza ‘umanitaria’ ovvero per salvaguardare il popolo di un dato paese sotto una ‘tirannide’. Ma in realtà le cose stanno diversamente: il paese ‘attenzionato‘ immancabilmente peggiorerà grandemente la propria condizione e cadrà in un abisso di scarsità di beni primari e sofferenza. A questo si aggiungerà l’inflazione e l’impossibilità di importare anche i beni consentiti.
Parte ora l’ennesimo appello dei responsabili religiosi  delle chiese del medioriente e 90 personalità in tutto il mondo. L’appello è stato riportato da Ora Pro Siria.

L’appello è al presidente Biden e ai governi di altri paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Germania e Svizzera. Le sanzioni non sono state decretate dall’Onu e dalla UE. Le sanzioni sono solo una punizione , sollevarle o non sollevarle non cambierebbe nulla politicamente per il paese ma toglierle o alleggerirle, migliorerebbe la qualità di vita della popolazione.

(seguono firmatari)

Vp News blog @vietatoparlare


da Ora Pro Siria:

venerdì 22 gennaio 2021

Appello internazionale per porre fine alla punizione collettiva dei civili siriani

Patriarchi, esponenti delle Chiese del Medio Oriente e più di 90 personalità in tutto il mondo oggi hanno chiesto al presidente degli Stati Uniti Joe Biden di revocare le sanzioni economiche che stanno causando gravi danni alla popolazione civile della Siria, come richiama il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla coercizione unilaterale, Prof. Alena Douhan.

I firmatari della Lettera Aperta hanno affermato che “questa forma di punizione collettiva della popolazione civile sta portando la Siria verso una catastrofe umanitaria senza precedenti”. Tra i firmatari ci sono membri di parlamento, attivisti per i diritti umani, leader cristiani, non solo della Siria, operatori umanitari, ex diplomatici e militari.

Appelli identici vengono inviati oggi dai firmatari di questa Lettera Aperta ai governi di altri paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Germania e Svizzera. Tutti questi Stati hanno aderito alla campagna di sanzioni condotta dagli Stati Uniti contro la Siria, anche se non autorizzata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Chiediamo di aderire e rilanciare l’appello, per mettere fine alla sofferenza di un popolo innocente.

Al Presidente, 21 gennaio 2021

Washington, DC

Signor Presidente,

le porgiamo le nostre congratulazioni per il suo insediamento come 46° presidente degli Stati Uniti.

Non vogliamo tardare a contattarla per una risposta urgente alla grave crisi umanitaria in Siria. Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulle Misure Coercitive Unilaterali, la professoressa Alena Douhan, ha fatto appello alla fine di dicembre affinché gli Stati Uniti eliminino la complessa rete di sanzioni economiche che danneggiano gravemente il popolo siriano.

Il Relatore Speciale ha dichiarato che queste sanzioni statunitensi “violano i diritti umani del popolo siriano” e “esacerbano la già terribile situazione umanitaria in Siria, specialmente nel corso della pandemia di COVID-19”, bloccando gli aiuti, il commercio e gli investimenti necessari al sistema sanitario e all’economia della Siria.

Le conclusioni del Relatore Speciale riflettono un crescente consenso nelle comunità degli aiuti umanitari e dei diritti umani sul fatto che questa forma di punizione collettiva della popolazione civile sta portando la Siria dentro una catastrofe umanitaria senza precedenti.

Dieci anni fa, la Siria era un granaio per la regione. Oggi è sull’orlo non solo della fame, ma della morte per carestia, secondo il Programma Alimentare Mondiale (PAM). Lo scorso giugno, il direttore del PAM, l’ex governatore David Beasley, ha avvertito che la metà dei siriani andava a letto affamata, e che il paese era sull’orlo della “fame di massa”. Nel frattempo, la pandemia di COVID-19 imperversa nel paese, non frenata da un sistema sanitario in gran parte distrutto da dieci anni di guerra.

Milioni di siriani in difficoltà andranno a letto affamati e infreddoliti stasera. Le misure coercitive unilaterali imposte dagli Stati Uniti peggiorano la situazione economica del popolo siriano.

La esortiamo, signor Presidente, ad aiutare i siriani ad alleviare una crisi umanitaria che minaccia di innescare una nuova ondata di instabilità in Medio Oriente e non solo, attuando le raccomandazioni del Relatore Speciale delle Nazioni Unite.

Crediamo che i legittimi interessi nazionali degli Stati Uniti possano essere perseguiti senza punire collettivamente il popolo siriano con sanzioni economiche.

Rispettosamente

(seguono le firme)

https://csi-suisse.ch/app/uploads/sites/3/2021/01/2021-01-21-Lettre-au-president-americain-Joe-Biden.pdf

Monsieur le Président de la République

Paris, le 21 janvier 2021

Monsieur le Président de la République,

le professeur Alena Douhan, rapporteur spéciale des Nations unies sur les mesures coercitives unilatérales, a appelé fin décembre 2020 les États-Unis à lever leur maillage complexe de sanctions économiques qui portent un lourd préjudice au peuple syrien.

La rapporteur spéciale a déclaré que les sanctions imposées par les États-Unis « constituent des violations des droits de l’homme à l’encontre du peuple syrien » et « exacerbent la situation humanitaire déjà affreuse que connait la Syrie, particulièrement dans le contexte de la pandémie du Covid-19 », puisqu’elles bloquent l’aide, le commerce et les investissements nécessaires au fonctionnement du système de santé et de l’économie de la Syrie ».

Les conclusions de la rapporteur spéciale reflètent un consensus croissant au sein de la communauté de l’aide humanitaire et de la communauté des droits humains, où l’on estime que cette forme de punition collective de la population civile est en train de mener la Syrie vers une catastrophe humanitaire sans précédent.

Il y a dix ans, la Syrie était un grenier à blé pour la région. Elle est aujourd’hui en passe de connaître non seulement la faim, mais la famine, selon le Programme alimentaire mondial (PAM). En juin dernier, le directeur du PAM, l’ancien gouverneur David Beasley, lançait un cri d’alarme en disant que la moitié des Syriens devaient aller se coucher avec la faim et que le pays était au bord d’une « famine de masse ». Pendant ce temps, la pandémie du Covid-19 fait rage dans tout le pays, incontrôlable suite à la ruine d’un système de santé largement détruit au fil de dix ans de guerre.

Des millions de Syriens très durement affectés iront se coucher ce soir en ayant faim et froid. Les sanctions coercitives unilatérales imposées par les États-Unis rendent encore pire la détresse économique du peuple syrien.

Nous vous conjurons, Monsieur le Président, d’aider les Syriens à alléger une crise humanitaire qui menace d’entraîner une nouvelle vague d’instabilité au Moyen-Orient et au-delà, en apportant votre soutien à la rapporteur spéciale des Nations unies et en vous assurant que les sanctions économiques appliquées en France et en Europe ne violent pas les droits humains du peuple syrien et n’aggravent pas la situation humanitaire déjà désastreuse en Syrie.

Nous pensons que les intérêts nationaux légitimes de la France et de l’Europe peuvent être défendus sans punir collectivement le peuple syrien au moyen de sanctions économiques.

Veuillez agréer, Monsieur le Président de la République, l’expression de notre très haute considération.

Professeur Michael Abs, secrétaire général, Conseil des Églises du Moyen Orient

Sa Béatitude, Joseph Absi, primat de l’Église grecque-catholique melkite, Patriarche d’Antioche et de tout l’Orient, d’Alexandrie et de Jérusalem

Abdelmadjid Ait Saadi, président, Activités culturelles internationales,

Alger Baron (John) Alderdice, ancien président de l’Assemblée d’Irlande du Nord

Baron (David) Alton de Liverpool, KCSG, KCMCO

Dr Nabil Antaki, les Maristes Bleus, Alep

Sa Sainteté, Mor Ignatius Aphrem II, patriarche syriaque orthodoxe d’Antioche et de tout l’Orient

Mgr Joseph Arnaoutian, Évêque arménien catholique de Damas

Dr Andrew Ashdown, Humanitarian Aid Relief Trust, (HART), Londres

Mgr Antoine Audo, SJ, Évêque catholique chaldéen de Syrie

Karine Bailly, présidente, Solidarité Chrétiens d’Orient

Gérard Bapt, ancien député, Assemblée Nationale, République française

Professeur Adel Ben Yousseff, Université de Nice Sophia-Antipolis

Benjamin Blanchard, directeur général, SOS Chrétiens d’Orient, Paris

Ivana Borsotto, présidente, Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario

José Bustani, ancien ambassadeur et ancien directeur, Organization for the Prohibition of Chemical Weapons

Mgr (George) Lord Carey, ancien archevêque de Canterbury

Dr Anas Chebib, président, Collectif pour la Syrie & France-Near East Association

Dr Selma Cherif, vice-présidente de l’ATLMST-SIDA, Tunisie

Norbert Clasen, publiciste, Allemagne

Mgr Christopher Cocksworth, Évêque de Coventry

Pierre le Corf, travailleur humanitaire,

Alep Baron (Patrick) Cormack of Enville

Baroness (Caroline) Cox of Queensbury, fondatrice, Humanitarian Aid and Relief Trust (HART)

Pierre Cuipers, sénateur, République française

General Francis Richard Baron Dannatt, GCB, CBC, MC, DL

Dr Maher Daoud, président, Association médicale franco-syrienne

Didier Destremau, ancien ambassadeur de France, président de l’Association d’Amitié France-Syrie

Brig. Général (ret) Grégoire Diamantidis, armée de l’Air française

Jorge M. Dias Ferreira, principal représentant de New Humanity auprès des Nations unies

Dr John Eibner, président international, Christian Solidarity International (CSI)

François Ernenwein, président, Confrontations (Association d’intellectuels chrétiens),France

Dr Vilmos Fischl, secrétaire général, Conseil Œcuménique des Églises de Hongrie

Revd. Fr. Peter Fuchs, directeur, CSI-Allemagne

Revd. Hans-Martin Gloël, Église Évangélique d’Allemagne (EKD)

Dr Joy Gordon, Ignacio Ellacuria, S.J. professeur d’éthique sociale, Loyola University-Chicago

Angélique Gourlay, présidente, CSI-France

Mezri Haddad, ancien Ambassadeur, Tunisie

Dr Salem El-Hamid, président, Société germano-syrienne

Professeur Franz Hamburger, Johannes Gutenberg-University, Mainz

Mgr Gregor Maria Hanke, OSB, Évêque, diocèse d’Eichstätt

Revd. Ernst Herbert, Comité œcuménique pour la liberté de religion, Allemagne

Fr. Ziad Hillal,

SJ Hellmut Hoffmann, ancien ambassadeur, République Fédérale d’Allemagne

Jacques Hogard, officier de la Légion d’Honneur et président d’EPEE, Paris

Major Général John Taylor Holmes, DSO, OBE, MC.

Mgr Vitus Huonder, ancien évêque de Chur, Suisse

Dr Erica Hunter, Senior Lecturer, SOAS, Université de Londres

Lord (Raymond) Hylton of Hylton, ARICS, DL

Mgr Jean-Clement Jeanbart, archevêque de l’Église grecque catholique melkite d’Alep

Professor Emérite Edmond Jouve, Université de Paris (Frank)

Baron Judd, ancien ministre for Overseas Development

Christianne Kammerman, ancienne sénatrice, République française

Mohamed Karboul, ancien ambassadeur, Tunisie

Sabine Kebir, weltnetz.tv, Berlin

Ridha Kechrid, ancien ministre de la Santé et ancien ambassadeur, Tunisie

Makram Khoury-Machool, directeur, European Center for the Study of Extremism, Cambridge

Fr. Benedict Kiely, fondateur, Nasorean.org

Mgr Fülöp Kocsis, archevêque, diocèse grec-catholique de Hajdudorog

Paul Kurt, président, International Society of Oriental Christians (IGOC)

Professeur Joshua Landis, University of Oklahoma

Mgr Michael Langrish, ancien évêque d’Exeter

Hervé Legrand, OP, vice-président, Confrontations (Association d’intellectuels chrétiens français)

Professeur Karl Lehner, médecin, Rosenheim

Daniel Lillis, JP KHS MA FRSA, directeur, Lillis International Government Relations Consultancy, London

Ricardo Loy Madera, secrétaire général, Manos Unidas, Madrid

Ahmed Manai, président, Institut tunisien des Relations internationales

Mouna Mansour, présidente, Cœurs sans Frontières

Thierry Mariani, membre du Parlement européen

Philippe Marini, maire de Compiègne et ancien sénateur

Kenneth Charles McDonald, président, Marist International Solidarity Foundation (FMSI)

Charles de Meyer, président, SOS Chrétiens d’Orient

Clemens Count von Mirbach-Harff, secrétaire général, Malteser International

Rt. Revd. Michael Nazir-Ali, ancien évêque de Rochester, président, Oxford Centre for Training and Research Development (OXTRAD)

Revd. Ibrahim Nseir, Église presbytérienne, Alep

Peter Oborne, journaliste et diffuseur, Londres

Clara Pardo, présidente de Manos Unidas, Madrid

Françoise Parmentier, présidente, Actenscène, Paris

Revd. Albert Pataky, président, Église pentecôtiste de Hongrie

Mario Alexis Portella, J.D., J.C.D., chancelier, Archidiocèse de Florence

Revd. Fr. Timothy Radcliffe, OP, ancien maître de l’Ordre des prêcheurs

Michel Raimbaud, ancien ambassadeur, France

Général David John Baron Ramsbotham, GCB, CBE

Col. François Richard, président fondateur, CPP, Ar-Bed Conseil

Dr Antoine Salloum, président, Soins Pour Tous, Paris

Mgr Athanasius Schneider, évêque auxiliaire d’Astana

Revd. Professeur Michael Schneider, SJ, St. Georgen-College, Frankfurt am Main

Professeur Hans Otto Seitschek, Université Ludwig-Maximilians, Munich

Revd. Haroutune Selimian, président, Église évangélique arménienne de Syrie

Mgr András Veres, évêque de Győr, président de la Conférence des évêques de Hongrie

Professeur Michel Veuthey, professeur associé de droit international, Université de Webster, Genève

Dr Audrey Wells, Hon Research Associate, Royal Hollow College, University of London

Admiral Alan William Baron West of Spithead, GCB, DSC, PC

Mgr (Rowan) Lord Williams, ancien archevêque de Canterbury

Jean-Pierre Vial, ancien sénateur, France

Sa Béatitude, Ignatius Youssef III Younan, patriarche syriaque catholique d’Antioche et de tout l’Orient

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