Apollo 9 – 24 ore al lancio – 2 marzo 1969

Apollo 9 – 24 ore al lancio – 2 marzo 1969 6

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Dal nostro inviato a Capo Kennedy.

Dopo il recente rinvio del 27 febbraio, deciso dalla NASA per una leggera infiammazione alle vie respiratorie dei tre astronauti, il potente razzo vettore Saturn V è pronto sulla rampa di lancio 39A.
Tutto intorno fervono gli ultimi preparativi e continua a scorrere il conto alla rovescia che domani, nel tardo pomeriggio, arriverà al fatidico zero.

Il Saturn V (SA-504) pronto sulla rampa di lancio.

Dopo le precedenti missioni dello scorso ottobre e dicembre, in cui la nuova capsula è stata testata in orbita terrestre (Apollo 7) e, per la prima volta, in orbita lunare (Apollo 8), è ora la volta di verificare il corretto funzionamento del modulo lunare LM, battezzato Spider, con gli astronauti a bordo.

L’equipaggio dell’Apollo 9 è composto dal comandante James A. McDivitt, già comandante della missione Gemini 4 del giugno ’65, dal pilota del modulo di comando David R. Scott, già pilota della missione Gemini 8 del marzo ’66 e da Russel L. Schweickart, pilota del modulo lunare alla prima esperienza nello spazio.

La navicella Apollo completa, battezzata “Gumdrop” (CSM-104), realizzata da North American Rockwell.

Per la prima volta la NASA tetsterà al completo tutti i componenti necessari ad un futuro sbarco sulla luna: Saturn V, navicella Apollo completa, modulo lunare e presenza dell’equipaggio.
La missione che partirà domani si svolgerà tutta in orbita terrestre e, durante i prossimi dieci giorni, equivalenti ad una missione di andata, sbarco sulla luna e ritorno, gli astronauti avranno una serie di test da compiere:

Il modulo lunare “Spider” (LM-3), realizzato da Grumman.

Se alla fine della missione tutti gli obbiettivi saranno stati raggiunti, tra qualche mese sarà la volta dell’Apollo 10, con a bordo Thomas Stafford, Eugene Cernan e John Young. La missione dell’Apollo 10 sarà quella di compiere le stesse manovre dell’Apollo 9, ma questa volta in orbita lunare, iniziando anche una discesa verso la superficie che però verrà interrotta a qualche decina di chilometri di altitudine.

Foto credit: NASA




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