anni 2011- 2012: l’ossessione delle rivoluzioni

Siamo uno dei momenti della storia in cui la democrazia ha raggiunto uno dei traguardi più bassi, i rapporti tra gli stati si basano ormai non sull’onore o sulla fiducia ma sulla reciproca convenienza con una finanza globale che attacca ancor prima che si muovano gli eserciti. E’ l’epoca delle rivoluzioni arabe e della crisi dell’occidente. Rivoluzioni apparentemente spontanee, ma in realtà un indirizzamento sapiente del malcontento, accompagnata da una accorta propaganda mediatica, che sfocia immancabilmente in sommosse o peggio in guerre civili per procura.

Chi sono i paladini di questa stagione di nuova democrazia? Mentre si restringono gli ambiti di democrazia nelle nostre società, siamo però attenti a questi aneliti di libertà che si elevano in quei paesi. Nulla importa che i paesi come Iraq e Libia erano i paesi più laici dell’area, e che la Libia gradatamente cominciava ad aprirsi al mondo occidentale.

La crisi siriana è spinta dall’ossessione USA di far cadere tutti i paesi che non sono ben accetti ai loro obiettivi, per motivi geostrategici, e l’Europa che non ha una sua idendità politica sta ad attendere per vedere ciò che più gli conviene e ciò che è più sicurio. Nell’area non c’è un solo paese arabo “democratico” secondo i nostri ‘canoni’ (ormai solo ideali), ed allora? Meglio il caos? Stiamo tranquilli , nessuno si muovrà dito per motivi “umanitari”. Se fosse a cuore la sorte dell’uomo non accadrebbe tutto questo.

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