All’Unico vanto dell’umanità

Il venticinque dicembre.

Nel cinquemilacentonovantanovesimo anno della creazione del mondo dal tempo in cui Dio in principio creò i cieli e la terra;

il duemilanovecentocinquantasettesimo anno dopo il diluvio;

l’anno duemilaquindici dalla nascita di Abramo;

l’anno millecinquecentodecimo da Mosè
e l’uscita dei figli d’Israele dall’Egitto;

l’anno milletrentaduesimo dall’unzione di re di Davide;

nella sessantacinquesima settimana secondo la profezia di Daniele;

nella centonovantaquattresima Olimpiade;

l’anno settecentocinquantaduesimo dalla fondazione della città di Roma;

il quarantaduesimo anno del regno di Ottaviano Augusto;

il mondo intero è in pace,

nella sesta età del mondo,

Gesù Cristo, Dio eterno e Figlio dell’eterno Padre,
volendo santificare il mondo con la sua venuta misericordiosissima,
essendo concepito di Spirito Santo e trascorsi nove mesi dal suo concepimento, nacque a Betlemme di Giudea dalla Vergine Maria, per farsi carne.

“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Era in principio con Dio. Tutto è avvenuto per mezzo di lui, e senza di lui niente è avvenuto. Ciò che venne ad essere attraverso di lui fu la vita, e questa vita fu la luce del genere umano; la luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta… E il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi». (San Giovanni Apostolo)

Händel annuncia la venuta di Cristo con le parole immortali di Isaia capitolo 9, versetto 6:

Poiché a noi è nato un bambino, ci è stato dato un figlio: e il governo sarà sulle sue spalle: e il suo nome sarà chiamato Meraviglioso, Consolatore, Il Dio potente, Il Padre eterno, Il Principe della pace.

Il culmine delle parti dell’Avvento del Messia dell’Avvento di Handel.

(The american Catholic)

Buon Natale! Auguri a tutti gli amici del blog!

Patrizio Ricci

 

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