Ahmad Al Khaled: “Gli Stati Uniti hanno un piano per la Siria orientale e cercheranno di realizzarlo con l’aiuto dell’ISIS”

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L’articolo che segue – “US Has a Plan for Eastern Syria, and It Relies on ISIS” – è scritto da Ahmad Al Khaled, giornalista siriano e rappresentante ufficiale della missione speciale di monitoraggio in Siria di Global Research. L’articolo in questione ed è stato pubblicato sull’American Herald Tribune e su Global Reserach.

Non ho prove sulle fonti a cui si riferisce, quindi ripubblico la sua traduzione, ‘con riserva’. Preciso però – che nel corso degli anni – si sono susseguite segnalazioni di ricollocazioni di combattenti dell’ISIS da parte delle forze USA  (suffragate spesso da fonti locali). In proposito, conosciamo che la questione è stata dibattuta anche in seno al parlamento iracheno e quindi non frutto di teorie ‘cospirazioniste’. Inoltre, è noto che l’SDF ha liberato il nord della Siria per il solo scopo di sottrarlo al governo centrale di Damasco. Infine, sappiamo che fino alla battaglia di Baghuz,  SDF non ha combattuto mai contro l’ISIS e che quest’ultimo ha ceduto tutto il territorio con accordi tramite le tribù locali.

In definitiva, si può dire che l’ISIS – allo stato dell’arte –  possa essere ragionevolmente  considerato come forza integrante la coalizione a guida USA in Siria. Nel senso che non solo è provato che gli USA hanno contribuito alla genesi  ma hanno avuto con l’organizzazione terroristica interessi convergenti, fino al punto di riceverne spregiudicato vantaggio. D’altra parte la coalizione statunitense non solleva alcuna obiezione che sul territorio siriano persista la provincia di Idlib amministrata da al Qaeda: questa è la misura e la moralità adottata comunemente.

@vietatoparlare

Gli Stati Uniti hanno un piano per la Siria orientale e si affidano all’ ISIS –

di Ahmad Al Khaled

Dopo oltre un mese di feroci scontri nell’ultima roccaforte dello stato islamico nel villaggio di Baghuz, le Forze Democratiche Siriane (SDF) hanno annunciato “la sconfitta finale” del gruppo terroristico.

L’SDF, una forza composta da unità curde e arabe che è considerata l’alleato più vicino degli Stati Uniti nella lotta contro l’ISIS in Siria, è riuscita a distruggere le difese dell’ISIS con il sostegno della Coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. Gli scontri hanno causato gravi perdite da entrambe le parti, mentre centinaia di terroristi, così come le loro mogli e figli, si sono arresi a SDF.

I terroristi nella custodia della SDF hanno presentato un accordo che prevede la lotta contro le forze governative siriane nella zona desertica ricca di petrolio nella Siria orientale, hanno riferito fonti informate.

I militari statunitensi hanno offerto ai terroristi l’opportunità di “ridistribuirsi” nell’area di Al Tanf situata sul confine tra Siria e Iraq, dove gli Stati Uniti mantengono un piccolo contingente di forze, secondo le fonti. Tenendo in ostaggio le famiglie dei membri catturati dell’ISIS, gli Stati Uniti hanno chiesto che i terroristi lanciassero un’offensiva contro l’esercito siriano e stabilissero il controllo su Al Shaer, Al Maghara, Al Jazal e campi petroliferi di Tuwaynan. Un altro obiettivo dell’offensiva è catturare la miniera di fosfato Khunayfis e costringere le truppe siriane ad abbandonare i checkpoint sulla strategica autostrada Damasco – Deir Ezzor.

I primi gruppi di terroristi dell’ISIS sono già arrivati ​​ad Al Tanf e sono stati posizionati nei campi di addestramento della zona. Hanno già organizzato imboscate ed eseguito attacchi a sorpresa contro le truppe siriane, uccidendo almeno 20 soldati negli ultimi giorni, hanno aggiunto fonti.

I terroristi stanno traendo vantaggio da terreni difficili e stanno costruendo nascondigli e armamenti nelle caverne e nei nascondigli che abbondano in questa regione desertica. Inoltre, godono del supporto e rinforzo continuo di Al Tanf.

Tuttavia, fonti informate hanno affermato che questa operazione clandestina è solo una parte di un più ampio piano a lungo termine del comando USA per preservare l’influenza americana in quest’area ricca di risorse. Secondo il piano, dopo che ISIS riuscirà a catturare il territorio dalle forze governative, l’SDF interverrà per “liberare” e prendere il controllo delle aree desertiche che agiscono sotto il pretesto della lotta al terrorismo.

Queste affermazioni sono supportate dalle voci secondo le quali il comando SDF ha respinto gli appelli per ridispiegare i propri combattenti delle loro funzioni [anti-ISIS] suggerendo la possibilità di un’altra operazione “su larga scala” nel prossimo futuro.

Questo scenario ricorda dolorosamente il percorso intrapreso dal Pentagono nel nord della Siria, dove l’SDF ha attaccato l’ISIS dopo che il gruppo terroristico aveva catturato l’area dalle forze governative. Se questo piano dovesse avere successo, gli Stati Uniti riuscirebbero a mantenere la propria presenza militare ad Al Tanf.

*(Top image credit: HO/ Al-Baraka news/ AFP)

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