IL SANTO PADRE IN TURCHIA

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I mass media hanno dato molto risalto a una presupposta apertura del Santo Padre per un ingresso della Turchia in Europa, ma questo non spetta al Papa deciderlo, l’Europa sarà responsabile e libera nelle sue decisioni, quello che Benedetto XVI sta cercando di testimoniare è una volontà di pace e di rispetto verso i mussulmani , cosa peraltro sempre dimostrata. Il rispetto e l’affetto per un popolo non vuol dire però non camminare per un progresso dell’uomo e quindi partire da posizioni differenti. Per l’Europa invece il dialogo è rinunciare alle proprie radici storiche e religiose, perdere terreno dalla propria concezione di vita per creare una comunità di Stati “laica” dove tutti possano entrare appunto perchè non si afferma niente. Questa concezione si è evidenziata oggi anche in alcune trasmissioni televisive come “Ballarò” stasera su Rai 3. Io credo che nessun mussulmano possa mai accettare una vita sociale di fatto costruita senza Dio. Non vedo contraddizione in uno Stato e una comunità di Stati laici ( che auspico fortemente) ma con idendità ben definite, questo non porterebbe a nessun scontro di civiltà. Il vero scontro è con una società laicista che vuol estromettere il sacro dal suo tessuto sociale. Inoltre il Papa sull’aereo ha sottolineato il valore simbolico del suo viaggio, infatti questa è la seconda terra per ordine di importanza per noi cristiani dopo la Terra Santa. E questo viaggio porta in sè molto di più di quello che si può vedere , in realtà è un pellegrinaggio. Altro aspetto è l’ecumenismo, l’incontro con il Patriarca e per ultimo ma non per ultimo, l’incontro con il “piccolo gregge” dei fedeli. Un augurio sincero e le nostre preghiere per il Santo Padre. Veni sancte spiritus! Veni per Mariam!